16 settembre 2012

Il cinismo è il nostro mestiere.

Che dire.. forse non ce lo saremmo mai aspettati. Se qualcuno mi avesse detto che avremmo fatto tre vittorie nelle prime tre giornate, la risposta più plausibile sarebbe stata una grossa risata. Ed invece questa Samp ha una dote di cinismo che in 16 anni da tifoso sampdoriano non avevo mai visto. Il Doria espugna Pescara per 3-2 dopo una partita sofferta, nella quale l'avversario potrebbe meritare il pari, ma i blucerchiati sono più lesti. Sono più svelti. Sono, in una parola, concreti. E questa dote sarà solo di buon auspicio durante tutto il corso del campionato, dato che i 40 punti della salvezza dovranno arrivare il prima possibile. Intanto ci stiamo togliendo molte soddisfazioni.

La Samp si presenta a Pescara con 10/11 confermati rispetto al precedente match casalingo contro il Siena. L'unica differenza si trova tra i pali. Romero aveva chiesto un permesso da molto tempo per assistere alla nascita della sua secondogenita e, per questo, è rimasto in Argentina. Con Da Costa squalificato fino a Novembre per il calcio-scommesse, in porta si schiera Tommaso Berni, terzo portiere doriano. Ultima partita in Serie A nel Febbraio del 2011. Insomma, se non è scommessa, poco ci manca. Il Pescara, invece, ha cambiato molto. Nella sosta, Stroppa ha avuto tempo per riflettere e comprendere che il 4-3-3 iniziale era troppo spregiudicato per gli abruzzesi. Così, il Pescara si dispone in una nuova veste, il 4-2-3-1, che perlomeno dà più copertura alla sventurata difesa dei delfini.
Vedendo i primi minuti di gioco, la mossa sembra azzeccatissima. Prima Weiss spara centralmente su Berni dal limit dell'area, poi per poco non accade la frittata. Lungo lancio di Colucci al 5', Rossini buca l'intervento e Vukusic si avventa sul pallone, colpendo la traversa dal limite dell'area. Primo brivido dopo appena cinque minuti. E la Samp non sembra dare segni di risveglio, tanto che è ancora Vukusic a rendersi pericoloso. L'ex Hajduk di Spalato prima calcia a lato su assist di Quintero, poi pressa Berni e per poco non lo costringe ad un rinvio controproducente. Il numero 32 blucerchiato, infatti, rinvia addosso al croato, che manca di poco il gol fortunoso.
Quando Poli è costretto ad uscire per infortunio (al suo posto entra Soriano), la Samp si sveglia. Non produce molto, ma perlomeno non lascia il pallino del gioco al Pescara. Prima Maxi lancia Soriano, che però si fa soffiare palla da Eder in fuorigioco; poi Costa colpisce male di testa un pallone scodellato in area da Maresca.
Se la Samp pare in difficoltà, una verticalizzazione basta a risolvere i problemi della formazione di Ferrara. Obiang taglia a metà il centrocampo pescarese e serve in profondità per Eder. Il brasiliano salta Zanon e, con Perin in uscita, serve Maxi Lopez. A porta spalancata, è un gioco da ragazzi per l'argentino: 1-0 e premio anche troppo grande per una Samp inguardabile nei primi 25 minuti di gioco. Il primo tempo non riesce a proporre nient'altro, se non un'entrata da "arancione" di Cascione su Obiang.
Nel secondo tempo, l'inizio è simile a quello del primo: Pescara con il pallino del gioco in mano e Samp in balia degli abruzzesi. L'unico lampo doriano dei primi dieci minuti è di Eder, che salta Zanon con un gioco di prestigio e sfiora il 2-0 con un destro dal limite dell'area, che si spegne di poco a lato. A quel punto, si scatena il giovane colombiano Juan Quintero, che sarà una spina nel fianco per la difesa blucerchiata fino a fine partita. Inoltre, Vukusic coglie un'altra traversa, stavolta con un sinistro fortunoso, battezzato malissimo da Berni. Eder è costretto al cambio - anche lui per infortunio - e Ferrara mette dentro Kristicic, sacrificato nuovamente come esterno.
Il Pescara ha una super-occasione con Weiss, che salta Berardi e Maresca prima di sparare alto a pochi metri da Berni. Stroppa prova la mossa della disperazione: dentro Caprari per Zanon, con l'arretramento di Balzano ed il baricentro dei biancoazzurri che diventa molto offensivo. Ma quando il Pescara tenta il tutto per tutto, la Samp raddoppia. Kristicic, sulla linea dei centrocampisti nell'occasione, trova il corridoio giusto per servire Estigarribia. Il suo lancio di 30 metri mette il paraguaiano nella condizione di freddare Perin con un gran sinistro dentro l'area. 2-0 e Pescara ancora una volta disattento in difesa, sopratutto quando bisogna effettuare la tattica del fuorigioco.
Da lì, la partita è in mano alla Samp. Che sfiora un altro gol sempre con Estigarribia, ma Perin si fa trovare preparato. Mentre Weiss conlcude la propria partita con una punizione a lato, prima di farsi sostituire da Celik. E dopo che la Samp ha nuovamente sfiorato il 3-0 con un bel sinistro a giro di Kristicic, il Pescara accorcia le distanze. Quintero semina il panico nella difesa blucerchiata, prima di servire un solissimo Celik, che batte Berni dall'interno dell'area. 2-1 e partita riaperta.
Bastano 120 secondi ed il match sembra sigillato: Soriano serve Maxi Lopez in profondità, il centravanti sampdoriano fa scorrere il pallone e batte Perin per la terza volta. Il suo destro chirurgico vale il 3-1 per gli ospiti. Buttato dentro anche Abbruscato per un buon Vukusic, il Pescara si getta in avanti senza più guardare alla difesa. Caprari è il protagonista del finale convulso di partita. Prima ci prova da fuori, ma Berni para a terra. Poi il talento scuola Roma trova il gol del 2-3 con un gran destro dai 25 metri: nulla da fare per il portiere sampdoriano, che pure tocca il pallone prima che finisca in rete. Il finale è un pressing asfissiante, che però non porta alla creazione di nessuna chiara occasione da gol. E' 3-2 Samp.
Un punteggio tutto sommato giusto, ma se i padroni di casa avessero pareggiato, forse non ci sarebbe stato nulla da dire. Il Pescara, con questi uomini e con questo modulo, può sicuramente mettere più paura di quanto non ne abbia fatta nelle prime due giornate. Certo, andrà registrata un pochino la difesa, spesso impreparata agli attacchi avversari. La Samp è molto cinica, come mai abbia ricordato nella mia vita da tifoso.

Berni 5.5 | Insomma.. il ragazzo non giocava da parecchio e ha disputato solo sei partite negli ultimi cinque anni. Onestamente, era difficile aspettarsi di più.
Berardi 6 | Weiss fa tanta scena, ma alla fine non gli crea grossissimi problemi.
Rossini 6 | All'inizio si lascia scappare Vukusic, poi si riprende senza troppe incertezze.
Gastaldello 6.5 | Il migliore della nostra difesa, sempre sul pezzo.
Costa 6 | Finché è in campo, fa il suo compitino. Avrebbe potuto osare di più, visto che Balzano - in quanto terzino di ruolo - non lo ha attaccato così insistentemente.
Maresca 6 | Bene in fase d'impostazione, ma quanto soffre la mobilità di Quintero. Il ragazzino colombiano lo salta parecchie volte, dimostrando che anche l'età conta qualcosa.
Obiang 6.5 | Partita leggermente sotto la media, ma non può essere straordinario sempre.
Poli 6.5 | Il migliore della Samp nei primi e tremendi 20'. Poi s'infortuna ed è costretto a lasciare il campo.
Estigarribia 6 | Lo salva il gol, altrimenti sarebbe stato - senza dubbi - il peggiore degli undici con la maglia blucerchiata. Abulico, assente, non attacca quasi mai Modesto. Quando poi viene spostato sulla sinistra, a causa dell'infortunio di Eder, Zanon gli concede molto più spazio e lui colpisce.
Eder 6.5 | Buona la partita del brasiliano. Molti spunti, ma sopratutto l'intesa con Maxi Lopez cresce con il passare delle gare. Peccato per il suo infortunio, speriamo non sia nulla di grave.
Maxi Lopez 8 | Che mostro. Non lo noti molto, ma intanto siamo a tre gol in due gare e mezzo con la maglia della Sampdoria. Se sarà questo il ritmo tenuto dal "rubio", sarà difficile stargli dietro. Il secondo gol è da centravanti di razza.

Soriano 6 | Prova sufficiente la sua, peccato per il mancato dinamismo che di solito fornisce alla squadra.
Kristicic 7 | Continuo la mia personale crociata contro il ruolo che Ferrara ha designato per il ragazzo. Non è un esterno. Infatti, la cosa migliore della sua partita la fa quando è sulla linea dei centrocampisti. Il lancio per il 2-0 di Estigarribia è roba degna di un centrocampista con i controfiocchi. Speriamo che l'allenatore se ne renda conto.
Castellini 5.5 | Speravo di vedere Poulsen in campo. Purtroppo il danese non sembra ancora pronto e allora dentro l'eterno ex Parma, che però vede le stelle contro Caprari.


Adesso siamo a nove su nove. Oddio, i punti in classifica sono otto, ma quel -1 comincia ad essere solo un dato statistico e non più un fastidio. Ora ci attende il Torino, che affronteremo in casa nel prossimo turno. Il match del 23 Settembre - ore 12.30 - ci permetterà di sfidare degli eterni rivali. Ma sopratutto dei contendenti alla salvezza. La squadra di Ventura mi sembra quadrata, ma noi abbiamo dimostrato di non essere da meno. Bisognerà ricordarsi le due sconfitte dell'anno scorso per evitare di commettere gli stessi errori. Due 2-1 che costarono molto in termini di orgoglio. L'importante è vincere, per arrivare sereni alle due sfide di fuoco contro Roma e Napoli. Del resto, abbiamo imparato che il cinismo è il nostro mestiere.

Maxi Lopez, 28 anni, è in forma: tre gol in tre gare con la maglia della Samp.

13 settembre 2012

Quasi blucerchiati.

Da tifosi, tutti abbiamo un sogno. Tutti desideriamo che qualche particolare giocatore venga a vestire la maglia della Sampdoria. E quanti ne abbiamo visti con quei magici colori indosso.. ma quanti non sono arrivati per poco? Chi è stato vicinissimo a vestire la nostra maglia e poi non se ne è fatto più nulla? La lista dei "rimpianti" è stata aggiornata recentemente, come ha dichiarato il d.s. Sensibile in un'intervista al Corriere Mercantile. Ma prima di scoprire chi fosse il "Mister X" dell'estate blucerchiata, andiamoci a rivedere qualche mancato colpo del passato.

Se parliamo di rimpianti riguardo grandissimi giocatori, vengono in mente sopratutto Milan ed Inter. Dalle due squadre di Milano potevano arrivare i cosiddetti "top-player", come va di moda chiamarli adesso. Sponda rossonera furono due i casi più eclatanti. Ricordando quello più lontano, esce fuori il nome di Franco Baresi. Sì, proprio l'ex capitano del Milan e della nazionale ai Mondiali americani del 1994. All'epoca - anno 1982 - il Milan retrocesse per la seconda volta in pochissimo tempo, dicendo addio alla Serie A. Baresi, a quel tempo giovane libero della difesa rossonera, era incerto sul da farsi. Intanto Bearzot lo convocò, facendogli passare una bella estate e regalandogli la possibilità di far parte della squadra che vinse il Mondiale del 1982. Baresi non scese mai in campo, dato che era la riserva di Scirea, ma fu comunque una grandissima gioia. A quel punto, tornato in Italia, il presidente della Samp Paolo Mantovani offrì cifre a nove zeri per accaparrarselo. Con Pietro Vierchowod avrebbe formato la coppia di centrali più forte del campionato. Ed invece il cuore milanista di Baresi disse no all'offerta della Samp.
Altra delusione, più recente, è quella offerta dall'affare Shevchenko. A dir la verità, su questa vicenda non si sa quanto ci sia di vero. Se effettivamente avesse già preso casa a Genova. Se qualcuno l'avesse mai avvistato al Baluardo a fare le visite mediche. Ma si sapeva che la Samp ci stava pensando, visto che l'ex Pallone d'Oro non stava passando un buon momento professionale. Passato dal Milan al Chelsea per 44 milioni di euro nell'estate del 2006, Sheva ha attraversato un periodo di scarse prestazioni nei Blues. Sopratutto al secondo anno, quando i soli otto gol realizzati lo hanno proclamato "flop decennale della Premier League".
A quel punto, Marotta ha ripensato all'affare Cassano dell'estate precedente. A come si è preso un giocatore messo da parte in una grande squadra come il Real Madrid e a come lo si è rilanciato grazie alla tranquillità dell'ambiente Samp. L'ex amministratore delegato del Doria avrebbe voluto portare a termine la stessa operazione con il Chelsea, facendo leva sulla voglia di Sheva e sul suo desiderio di dimostrare che non era finito. Regalare alla squadra una coppia d'attacco Shevchenko-Cassano.. sarebbe stato un colpo da maestro. Le voci si rincorsero per ben due mesi e mezzo, finché il Milan non s'inserì - in modo anche inutile - per riportare Sheva a casa. Con la stessa formula richiesta dalla Samp, i rossoneri presero Shevchenko in prestito per un anno dal Chelsea. Fu un fiasco totale: 26 presenze ed appena due gol in tutto il 2008/2009. Come a dire: "ve l'abbiamo fregato giusto per farvi un torto". Il caso-Storari nell'estate 2010 e la cessione di Cassano nell'inverno successivo confermeranno che i rapporti di mercato tra la Samp ed il Milan non sono dei migliori.

Andriy Shevchenko, 36 anni: la Samp sfiorò il suo ingaggio nell'estate del 2008.

Stessa città, sponda diversa. Qui gli affari sono stati di più e quelli sfumati hanno un peso importante. Per esempio: per quante estati abbiamo sentito "Alvaro Recoba vicino alla Sampdoria"? L'uruguaiano dal sinistro magico, quello che faceva volare la fantasia di molti tifosi, veniva regolarmente accostato alla società blucerchiata. Le possibilità più concrete ci furono nell'estate del 2003 ed in quella del 2006. Nel primo caso, il motivo di allontanamento di Recoba dall'Inter era la delusione post-semifinale di Champions League. Sì, proprio quella persa dall'Inter contro i rivali cittadini del Milan. Recoba, stanco dell'essere continuamente in bilico, pensò di allontanarsi dalla maglia nerazzurra, ma poi non se ne fece più nulla. Nel secondo caso, Recoba era quasi alla fine del contratto con l'Inter e si pensò che anticipasse la partenza. Il legame nell'intreccio di mercato tra la Samp ed "El Chino" era Walter Novellino. Allenatore della Sampdoria dal 2002 al 2007, WAN aveva allenatore Recoba in quel di Venezia nel 1999. Con lui in attacco e Novellino in panchina, il Venezia scalò la classifica e si guadagnò la salvezza con largo anticipo. In quell'impresa, i sei mesi di prestito dell'uruguaiano furono decisivi. Purtroppo, non se ne fece mai nulla. Anche se WAN e Recoba hanno avuto, alla fine, l'occasione di ricongiungersi al Torino. Nel 2007/2008, Novellino fu l'allenatore dei granata e Recoba venne prestato alla squadra piemontese. Andò male ad entrambi: il tecnico fu esonerato ad Aprile e l'attaccante fece solo tre gol in 24 presenze con il Torino. Però, che peccato. Sarebbe stato decisamente interessante vedere un giocatore di quella classe con la nostra maglia addosso.
Così come sarebbe curioso osservare Christian Vieri nella sua nuova avventura blucerchiata. Peccato che essa non ebbe mai inizio. La storia dell'affare Vieri è paradossale. Scaricato dall'Inter nel 2005, l'attaccante firmò con il Milan, salvo poi andarsene dopo sei mesi e due gol. L'ex centravanti nerazzurro voleva giocare il Mondiale del 2006 e quindi cercò una squadra che gli desse minuti sul campo. Scelto il Monaco di Guidolin, segna tre gol prima di infortunarsi seriamente e di dire addio alle sue chances mondiali.
Finito il calvario del recupero, Vieri si rimette in gioco. A 33 anni, firma con la Sampdoria un contratto annuale. E lascia trapelare grandissimo entusiasmo per questa nuova avventura. Un entusiasmo che contagia anche i più scettici, in un momento buio per quanto riguarda le prestazioni blucerchiate. Ma l'idillio dura poco, finché un mese dopo Vieri non pensa di ritirarsi dal calcio. La domanda che viene da farsi è perché non c'abbia pensato prima di firmare con la Samp.. fatto sta che l'ex centravanti della nazionale rescinderà il contratto con la Samp. Il ritiro sembra vicino, fino a che Vieri non firma con l'Atalanta, smentendo così tale ipotesi. Giocherà per altri tre anni. E' proprio vero: "Dio li fa e poi li accoppa", come disse Giobbe Covatta..

Christian Vieri, 39 anni: nel 2006 firmò con la Samp. Salvo andare via dopo un mese.

Infine, il "quasi" più clamoroso nella storia del calciomercato sampdoriano. Estate 1997: la Samp si prepara a perdere 15 anni di storia. Roberto Mancini è, infatti, in procinto di passare alla Lazio di Sven-Goran Eriksson. Dopo un'ultima stagione molto prolifica (15 gol), il "Mancio" vuole rivincere lo scudetto e la squadra biancoceleste è la piazza giusta per riprovarci (ed i fatti gli daranno ragione). Fatto sta che la Samp di Enrico Mantovani non vuole ritrovarsi scoperta in quel ruolo e decide di spendere in anticipo per sostituire il numero 10 sampdoriano. Si guarda a Francesco Totti. Già, il "Pupone" non trova spazio con Carlos Bianchi e, nell'inverno 1997, è vicino alla cessione. La Sampdoria fa il passo più deciso ed è vicinissimo ad acquistarlo. Poi venne il "Torneo Città di Roma" e la consacrazione. Totti stende sia l'Ajax che il Borussia Moenchengladbach. E lo fa con una grandissima prestazione. Così, Franco Sensi - l'allora presidente romanista - decide di non comprare Jari Litmanen, fuoriclasse dei Lancieri, e di puntare sul prodotto del vivaio giallorosso. Che diventerà il simbolo ed il capitano della Roma, oltre che l'immenso fuoriclasse che noi tutto conosciamo.
E' stato un peccato, ma tutto sommato questo è l'affare con meno rimpianti. Totti è diventato il giocatore che ammiriamo oggi proprio perché si sente simbolo della sua città e della sua squadra. E' più di un fuoriclasse, è un vessillo fiero delle sue origini. Forse a Genova non avrebbe potuto contare su queste motivazioni e, probabilmente, non sarebbe arrivato dove è ora. Le doti ci sarebbero state in ogni caso, ma senza una grande voglia è difficile tradurle in ciò che abbiamo visto fino ad oggi. Certo, alla Samp arrivò Morales e fu un fiasco totale. Insomma, non Totti, ma forse qualcuno più adatto al ruolo si sarebbe potuto trovare.

Francesco Totti, allora 20enne, fu vicinissimo alla Samp nell'inverno 1997.

E arriviamo ai giorni d'oggi. Nella sua ultima intervista, Pasquale Sensibile ha confessato un retroscena di mercato molto interessante. Quest'estate un grande del calcio argentino si era proposto alla Sampdoria: Juan Roman Riquelme. L'ex Villareal si era fatto avanti tramite il suo connazionale Sergio Romero, che lo aveva segnalato a Sensibile e Ferrara. Esaurito il suo contratto con il Boca Juniors, Riquelme avrebbe voluto farsi volentieri un'esperienza italiana. Secondo le parole di Sensibile, il nuovo allenatore della Samp non ci ha dormito per due notti. Alla fine, si è rinunciato alla classe ed all'esperienza di Riquelme a causa di esigenze tattiche. Nel 4-3-3 di Ferrara, non sembrava che ci fosse posto, né collocazione. Personalmente lo trovo un rimpianto abbastanza grande. Un giocatore così andava provato e, oltretutto, sarebbe potuto essere considerato come regista, vista la sua visione di gioco e la precisione del suo letale piede destro. Diciamo che, invece di Maresca, sarebbe potuto arrivare Riquelme. Peccato. Rimarrà come uno dei tanti "quasi" blucerchiati di questi anni.

Juan Roman Riquelme, 34 anni, è stato la storia del Boca negli ultimi anni.

10 settembre 2012

Pane, amore ed esperimenti.

C'è la pausa per le nazionali, ma la Sampdoria non si ferma. Ciro Ferrara ed il suo staff hanno approfittato di questo "intervallo" per mettere a punto alcuni schemi e la condizione fisica dei giocatori, grazie ad un'amichevole contro il Parma. Organizzato all'Ennio Tardini, l'incontro di sabato ha lasciato alcune sensazioni importanti all'allenatore. La squadra è scesa in campo con il classico 4-3-3, che vedeva sul terreno di gioco interpreti che non erano stati molto utilizzati dall'allenatore nei primi 180' di campionato. Con i nazionali impegnati in amichevoli e partite di qualificazione, c'è stato molto spazio per gli esperimenti. L'1-1 finale, con le reti di Fideleff al 37' e di Eder all'83', ha lasciato qualche indicazione importante. Una su tutte per quanto riguarda l'attacco. Ferrara ha messo in campo un tridente molto offensivo, con tre punte davanti: Icardi e Eder sugli esterni a supportare il centravanti Pozzi. Se il buon Nick si è trovato bene nella sua posizione, un po' più fatica l'hanno fatta il giovane argentino e la seconda punta brasiliana, che sono mancati d'attenzione riguardo le coperture a centrocampo. In effetti, un 4-3-3 ben funzionale dovrebbe avere - come interpreti offensivi - un esterno di centrocampo, una seconda punta ed un centravanti, in modo da non sbilanciare l'assetto della squadra. Con due attaccanti ed una prima punta, i risultati non sono stati esaltanti e si è sofferto sopratutto nella seconda frazione di gioco. L'altro esperimento portato avanti da Ferrara è stato Berardi in posizione di centrale di difesa: anche in questo caso, non è andata benissimo. Il ragazzo è un terzino puro e ha fatto fatica vicino a Gastaldello, rimediando anche un giallo durante il secondo tempo. La sua posizione è la fascia destra di difesa, con i pregi ed i difetti che contraddistinguono il suo gioco.
Tra i più positivi segnalo Berni, Tissone e Renan. Se l'argentino è parte integrante di questo progetto tecnico, il portiere ex Lazio riassaporava i 90' dopo molto tempo. E la sua prova è stata di buon livello, respingendo in più occasioni l'attacco del Parma. Aveva anche fatto un mezzo miracolo sul colpo di testa di Fideleff, ma non è bastato per evitare il gol. La sensazione è che Tommaso sia in forma e questo è di buon auspicio in vista di Pescara, quando Romero mancherà per seguire la nascita della sua secondogenita e Da Costa sarà ancora squalificato per il calcio-scommesse. Nella trasferta abruzzese, sarà Berni a difendere i pali della Samp e sembra in un buon stato di forma. Per chiudere, il brasiliano ha dimostrato che il tempo passato in panchina in questo inizio di stagione non lo ha svalutato, anzi lo ha motivato ulteriormente. Le staffilate mancine che sono tipiche del suo repertorio non sono passate di moda. Invece, le note negative si possono registrare per quanto riguarda le prestazioni di Munari, Castellini ed Icardi. Il centrocampista è mancato del solito dinamismo che lo contraddistingue, mentre l'ex Parma ha dimostrato che non può dare più un certo contributo alla causa doriana a causa del suo gioco scolastico e delle poche sovrapposizioni in attacco. La delusione più cocente, almeno personalmente, viene dal giovane attaccante argentino. Mi aspettavo qualche spunto in più da parte sua, invece è sembrato macchinoso ed un po' in difficoltà.
Sono indicazioni generali che saranno utili per il resto del campionato. Il Parma è sembrata una buona compagine, sebbene un po' carente a livello di esterni, ma con tanto fosforo a centrocampo. E' sembrato interessante anche Arteaga, classe 1994 che farà parlare di sé con la maglia gialloblu. In ogni caso, è stata l'occasione per celebrare la tradizionale amicizia che contraddistingue le due tifoserie da diversi anni, con tanto di striscioni celebrativi.

Foto di gruppo per le due squadre, simbolo di un gemellaggio duraturo.

A livello di trasferimenti, il calciomercato in entrata ha fatto registrare un'ultima operazione. La Sampdoria ha prelevato Davide Gavazzi, ala classe 1986, dal Vicenza, pur lasciandolo in prestito in Veneto per un'altra stagione. Un acquisto costato un milione di euro e che spero possa essere utile alla causa blucerchiata nel prossimo futuro. Se le operazioni in entrata sono finite, quelle in uscita hanno avuto un'impennata. La delega concessa dalla Lega Calcio a Grosseto, Vicenza e Lecce ha portato la Samp a sfoltire coloro che sono rimasti fuori dal progetto tecnico di Ciro Ferrara. Se Gavazzi (o almeno il suo cartellino) ha preso la strada di Genova, il tragitto inverso è stato percorso da tre giocatori blucerchiati. Marco Padalino e Franco Semioli si sono trasferiti a titolo definitivo. Per lo svizzero quattro stagioni in blucerchiato senza particolari lampi, per l'esterno ex Chievo tre annate travagliate. Ma quando c'è stato, è risultato decisivo (vedi approdo in Champions League). A Vicenza, seppur in prestito, si è trasferito anche Zsolt Laczko. L'ungherese avrà l'occasione per fugare ogni dubbio sulla sua effettiva valenza: utile alla Samp o giocatore da scartare? Vedremo a Maggio. Infine, l'ultima operazione in uscita è stata effettuata nella mattinata: Salvatore Foti a Lecce a titolo definitivo. Un peccato, se si ripensa a quel gol in Samp-Messina del 2005/2006. Allora aveva 18 anni ed il mondo ai piedi, ma troppi prestiti sono andati sprecati e la Samp ci ha rinunciato. Personalmente gli auguro il meglio in Salento, sono convinto che possa sfondare almeno in B, figuriamoci in Lega Pro..
Ora, l'unico "esodato" di lusso rimane Angelo Palombo. Per lui si avanza l'ipotesi del re-integro e chissà che Ferrara non ci pensi per il centrocampo della Samp, sebbene il reparto sia molto affollato. Gli esperimenti sono ancora in corso..

Zsolt Laczko, 26 anni, nazionale ungherese: per lui il prestito a Vicenza è fondamentale.

07 settembre 2012

Cuore di capitano.

La vita è sicuramente strana. Un giorno arrivi in una città, pensando che ci rimarrai solo per poco tempo. E invece, cinque anni dopo, ti ritrovi capitano e perno di una squadra che ha finalmente riconquistato la fiducia in se stessa, dopo anni fantastici e cadute terribili. Ma sopratutto puoi dire che, nella brutta e nella cattiva sorte, ci sei sempre stato. E' questo il motivo per il quale Daniele Gastaldello, centrale veneto e roccioso, può camminare a testa alta tra le vie di Genova. Il nuovo capitano della Sampdoria ha una storia molto particolare, ma certamente per cui vale la pena spendere due parole. Anche alla luce di ciò che ha fatto in questi anni e di ciò che rappresenta ora per la nostra beneamata.

Gastaldello, 29 anni, qui all'esordio con la Nazionale in Ucraina nel 2011.

Daniele Gastaldello nasce a Camposampiero (in provincia di Padova) il 28 Giugno del 1983 e tira i primi calci proprio nella squadra più importante nel raggio di pochi chilometri, ovvero il Padova. Preso per le giovanili, Daniele cresce nei patavini fino al 2000, quando esordisce in prima squadra e colleziona 21 presenze in due stagioni tra C2 e C1. Non può fare a meno di notarlo la Juventus, che lo preleva dalla squadra veneta per pochi spiccioli. A Torino, Gastaldello cresce nella primavera bianconera sotto la guida di Gian Piero Gasperini, suo mentore che poi sarà anche avversario in tanti derby. Con la primavera della Juventus, Gastaldello porta a casa un Trofeo di Viareggio e poi viene ceduto al Chievo, in comproprietà, legando ancor di più con la sua terra natale. Ma a Verona non vede granché campo e viene ceduto in prestito, per un anno e mezzo, al Crotone, dove ritrova Gasperini, stavolta come allenatore dei calabresi. Riscattata la sua metà dalla Juve, il Chievo lo cede in comproprietà al Siena, dove il "Gasta" rimane un paio d'anni, dimostrandosi tagliato anche per la Serie A, sebbene un po' acerbo. In due stagioni di Serie A con i toscani, il difensore ormai 25enne si ritaglia lo spazio che necessita per crescere. Il bilancio finale è tutto sommato positivo: 48 presenze in tutte le competizioni ed un gol all'Inter nel teatro di San Siro, che regala il pareggio finale al Siena contro i nerazzurri.

Gastaldello rincorre Cassano, 30 anni, dopo un gol: è il primo anno di Samp.

Nell'estate del 2007 arriva la Samp. E Gastaldello arriva in punta di piedi in quel di Bogliasco, magari anche tra qualche mugugno. Questo perché il ragazzo ha fatto due anni di Serie A, ma giocava nel Siena ed il tifoso medio sampdoriano, dopo un anno e mezzo "bruttino", dice a se stesso: "La Samp è un'altra cosa". Si cerca il sostituto - in campo e nel cuore dei tifosi - di Giulio Falcone, partito per Parma dopo quattro stagioni in blucerchiato. Nessuna pensa che il difensore veneto possa esser titolare, tutto al più potrebbe essere un rincalzo per il nuovo tecnico, Walter Mazzarri. Ma l'ex allenatore della Reggina non la pensa così e lo schiera più volte nella sua difesa a tre.
Pur partendo con i galloni di riserva alle spalle del terzetto composto da Accardi, Sala e Campagnaro, Gastaldello non sbaglia un colpo quando è in campo. Anzi, regala qualche gioia ai tifosi sampdoriani, come i due gol alla Fiorentina tra andata e ritorno. In particolare quello di Firenze è quello che permette di sognare i preliminari per la Champions alla Samp, salvo poi doversi smentire nel finale di campionato. Comunque, il buon Daniele si conquista la fiducia dei tifosi e s'incammina nella stagione successiva con grandi speranze. Sempre con Mazzarri, il 2008/2009 del centrale veneto è leggermente più negativo, con qualche errore di troppo a condire le sue prestazioni.
La svolta arriva con Luigi Delneri, che diventa tecnico della Sampdoria nell'estate del 2009. Consumato il divorzio con Mazzarri, il tecnico friulano imposta una difesa molto alta per la stagione che verrà e tutti e quattro gli elementi difensivi devono essere sincronizzati. Gastaldello e gli altri riescono bene nell'impresa, che porta la Samp a subire pochissimi reti, nonché ad essere la miglior difesa casalinga a livello europeo (solo dieci reti subite). Inoltre, il numero 28 blucerchiato realizza tre marcature (tutte fuori casa, contro Catania, Siena e Bologna) che aiutano la squadra a raggiungere un obiettivo insperato ad inizio stagione: i preliminari di Champions League. Non solo: la Juventus lo cerca sul mercato nell'estate del 2010, trovando però il netto rifiuto della Samp a cederlo. Infine, la Nazionale gli apre le porte, convocandolo nell'Agosto del 2010 e facendolo esordire nel Marzo del 2011.

Il numero 28 blucerchiato in ginocchio dopo una partita: un'immagine ricorrente nel 2011.

Sembra il paradiso, ma non è così. Ormai perno centrale della difesa, Gastaldello scala posizione anche nella gerarchia dei capitani, diventando il vice-Palombo nel 2010/2011 dopo il caso-Cassano. Ma proprio la stagione che potrebbe essere dell'Europa e della Champions diventa quella degli incubi e delle cattive prestazioni. Come un po' tutta la squadra, fino a Gennaio sfodera grandi numeri. In un Samp-Milan, Gastaldello riesce nella difficile impresa di annullare Ibrahimovic e servire l'assist dell'1-1 a Pazzini, giocando una delle sue migliori partite con la maglia blucerchiata. Segna un gol nell'intera stagione (quello del 2-0 momentaneo al Bologna a Febbraio 2011), ma il calo delle prestazioni è dietro l'angolo in primavera, come per tutta la squadra. Non basta la pessima forma della difesa a giustificare il suo rendimento. E neanche la cattiva condizione fisica lo aiuta, con un'ernia inguinale che si trascina fino a fine campionato. La partita persa in casa con il Cesena è probabilmente la sua peggior prestazione in tutta la sua avventura sampdoriana e, nel finale di campionato, non riesce ad evitare l'inevitabile. E' Serie B, con tutte le giuste domande sul suo futuro: rimarrà o meno?
Alla fine, dopo tanti intrecci di mercato, il "Gasta" non molla e rimane. Juventus, Inter, Padova e Chievo tentano di convincerlo fino all'ultimo giorno di mercato. Ma il numero 28 blucerchiato rimane al centro della difesa, convinto che la Samp potrà solo migliorare e riprendersi. Ma, nonostante il suo rendimento impeccabile, la categoria gioca un brutto scherzo al Doria, che fatica fino a Gennaio. E' lì che Gastaldello trova una nuova luce con la quale esporsi al popolo sampdoriano.
Fatto numero uno: Palombo, fuori condizione e forse anche dal progetto tecnico, viene silurato all'Inter in prestito. Perciò, Daniele Gastaldello diventa il nuovo capitano della Sampdoria: nel proseguo del campionato, è una cosa che peserà moltissimo sulla condizione psicologica dei blucerchiati. Fatto numero due: il nuovo capitano si riduce immediatamente il contratto e lo allunga fino al 2016, dimostrando molto attaccamento alla causa. Intervistato dal Secolo XIX, "Gasta" dirà: "Per me era un obbligo morale". In seguito si scoprirà che la società lo ha invogliato, ma Gastaldello avrebbe potuto puntare i piedi e chiedere di essere ceduto all'ultimo. Non lo ha fatto. E' rimasto e questo rimarrà un gesto indelebile per molti.
Da lì in poi, il resto è storia più o meno conosciuta. Gastaldello è uno dei perni della rimonta della Samp verso i play-off e la squadra, guidata da Iachini, riesce nell'impresa. Il capitano è fondamentale, con tre gol, di cui due nella finale dei play-off contro il Varese. Il suo colpo di testa all'83' della finale d'andata sarà poi il gol che farà la differenza la promozione della Samp ed il Varese, che rimane in B. Adesso, la nuova stagione ci ha riportati a casa e Gastaldello ha pensato subito di metterci la firma, con un salvataggio sulla linea a San Siro ed il gol-vittoria contro il Siena a Marassi. E siamo solo all'inizio, caro capitano. Portaci lontano come hai sempre fatto.

Gastaldello segna il 3-2 contro il Varese nella finale d'andata dei play-off: sarà il gol decisivo.


03 settembre 2012

Meno trentacinque.

E anche questa è andata. La Samp vince anche la prima a Marassi contro un Siena abbastanza remissivo. Il 2-1 finale sta anzi un po' stretto alla squadra di Ferrara, che ha dimostrato di essere una buona compagine e che il colpo a San Siro non è stato solo oggetto di fortuna. Al contrario, Cosmi avrà molto da pensare, dato che i toscani sono sembrati poco consistenti ed incapaci di creare grossi pericolo. Per quanto ci riguarda, almeno questa volta, va bene così: la Samp si prepara a disputare un buon campionato, se la condizione la assisterà per l'intera stagione.

Il Doria si presenta con gli stessi undici che hanno compiuto il miracolo contro il Milan, con un'unica novità: Maresca, arrivato da pochi giorni, gioca come perno di centrocampo al posto del compassato Tissone. Il Siena si ripropone con lo stesso assetto tattico che ha portato il primo punto in campionato: 3-5-2 con Calaiò e Zé Eduardo davanti, mentre Rosina e Bogdani scaldano la panchina. La Samp dimostra subito di controllare l'andazzo della partita e si propone pericolosamente al 6': combinazione di fino tra Costa e Poli, cross del terzino sinistro ed Eder spara un destro che Pegolo respinge senza troppi problemi. Al 12', è lo stesso brasiliano a riprovarci, stavolta con meno fortuna. Infatti, il numero 23 prima tira addosso al portiere avversario, poi sparacchia alto da buona posizione, seppur con le spalle alla porta. La Samp continua ad impostare il suo gioco ed Estigarribia, al 18', tira da fuori area con un buon sinistro, impegnando Pegolo alla respinta. Il Siena pare troppo lento nelle ripartenze ed incapace di impostare una veloce manovra d'attacco.
Al 20' episodio dubbio in area senese: palla a Maxi Lopez, che si libera bene di avversario e segna l'1-0 dal limite dell'area di rigore. Peccato che il gioco sia già fermo, perché l'arbitro ha segnalato la carica del centravanti argentino ad un difensore del Siena. Gol annullato, ma la Samp non si ferma: tre minuti più tardi, una triangolazione tra Poli ed Eder porta il centrocampista blucerchiato al tiro, contrato da Neto in calcio d'angolo.
L'unico pericolo del Siena alla porta sampdoriana lo produce Del Grosso, con un bel sinistro da fuori area al 33': Romero lo disinnesca senza troppi problemi. Tutto sembra volgere al termine, quando un lampo "rubio" accende la notte di Marassi. La rimessa laterale di Berardi viene raccolta da Maxi Lopez in area; il biondo attaccante si gira, fa due passi e manda il pallone in rete con un bel sinistro a giro. 1-0 al 44' e la Genova blucerchiata è in delirio. Bel modo di presentarsi al suo pubblico per l'ex Catania, che sicuramente risulterà uno dei migliori del match.
Si va al riposo e la ripresa non porta grandi cambiamenti sul campo, anche se il Siena mette in campo Valiani al posto di un ex come Mannini. Ed i toscani propongono la prima occasione del secondo tempo, con Calaiò che gira alto un cross di Del Grosso. Insomma, i toscani non sono il massimo della prosperità davanti ed è così la Samp a sfiorare il raddoppio. Dopo l'ennesimo fallo di Felipe, Eder coglie il palo su punizione deviata dal limite dell'area: un po' sfortunato il brasiliano nel match odierno. Purtroppo, dopo i cambi di Zé Eduardo e Poli per Rosina e Munari, ecco l'episodio che rischia di cambiare una partita dominata: lancio di Vergassola, Calaiò stoppa bene e Gastaldello lo stende prima che l'ex Napoli possa calciare. Giallo al capitano doriano e rigore per i toscani. Romero si tuffa bene ed è fortunato, visto che Calaiò coglie il palo. Peccato che Vergassola si avventi sulla respinta e sigli l'1-1. Per il capitano del Siena è il quarto (!) gol contro la sua ex squadra, di cui ha vestito i colori negli anni bui della B.
Fortunatamente, la Samp è una squadra dotata sul piano del carattere e, pochi minuti dopo, arriva l'immediata risposta blucerchiata. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Obiang raccoglie il pallone, lo lavora e mette in mezzo, trovando la zuccata di capitan Gastaldello. 2-1 e secondo gol di "Gasta" contro la sua ex squadra; infatti, il numero 28 non esulta. Trovato il nuovo vantaggio, la Samp deve solo gestire. Giusto un paio di episodi significativi, come l'espulsione di Felipe per doppia ammonizione e la traversa di Maresca su calcio di punizione. Il resto è una lunga corsa sul prato di Marassi, alcune sostituzioni e l'ovazione all'entrata di Pozzi in campo, seppur solo per 10 minuti.

Romero 6.5 | Non soffre troppo, ma quando è impegnato si applica: para la bomba di Del Grosso e sul rigore aveva azzeccato l'angolo..
Berardi 6 | Atleticamente sta bene, purtroppo non mi sembra precisissimo in fase tecnica. Per ora va bene così, ma aspettiamo De Silvestri.
Gastaldello 6.5 | Con il gol si fa perdonare la castroneria sul rigore del Siena.
Rossini 6.5 | Più tranquilla la sua partita, Zé Eduardo non lo fa penare e Rosina agisce troppo lontano dall'area.
Costa 6.5 | Dalla sua parte il Siena si fa vedere poco. E allora, per lui, ci sono molti spazi per bucare la difesa avversaria. Mi sta sorprendendo in questo ruolo durante quest'inizio di campionato, anche se - pure qui - aspettiamo il terzino titolare.
Maresca 7 | Perfettamente a suo agio nel campionato che aveva lasciato sette anni fa, "il Capo" comanda il centrocampo senza paura.
Poli 6.5 | Molta cattiveria, ma dovrà migliorare in fase d'inserimento. Intanto si fa una gita con Prandelli..
Obiang 7 | Se continua sulla media di queste prime due gare di Serie A, sarà un campionato fantastico. Il ragazzo non è pronto, di più! Anche da interno di centrocampo è in grado di deliziare.
Estigarribia 7 | Bello deciso il paraguaiano, meno timoroso che a San Siro e sopratutto brucia il povero Del Grosso con le sue accelerazioni fulminanti.
Eder 6.5 | Un po' impreciso sotto porta, mettici anche la sfortuna ed il brasiliano non trova il gol. Le premesse sono buone, speriamo che - stavolta - faccia vedere quel che vale anche in A.
Maxi Lopez 7.5 | Che centravanti, signori miei. Rimango un po' scettico sulla media realizzativa, ma il lavoro di squadra che l'argentino fa è spettacolare: si sbatte, tiene alto il baricentro della Samp, segna e fa anche espellere Felipe. Non si poteva volere di più per il suo debutto ufficiale a Marassi.

Munari 6 | Il suo dinamismo è utile in un centrocampo molto tecnico, ma stanco nella ripresa.
Kristicic 6 | Continuo a pensare che il suo sacrificio come esterno ne limiti il potenziale. Ma se è l'unico modo per non bruciarne la crescita per la troppa sovrabbondanza a centrocampo, così sia.
Pozzi s.v. | Non vede palla e la partita è già bella che decisa. Ma quando un intero stadio ti aspetta solo per cantarti qualche coro di gioia, ne vale comunque la pena.

E ora c'è la pausa per le nazionali. La Samp ci va tranquilla, con sei punti (pardon, cinque) in saccoccia e due vittorie su due, come le ben più blasonate Juventus, Napoli e Lazio. Non abbiamo mostrato nulla in meno rispetto a queste squadre, certamente non lotteremo per alti obiettivi, ma come non si può essere fiduciosi? Ci vorrà tempo per confermare queste buone sensazioni, ma intanto ci godiamo il presente. Meno trentacinque alla salvezza, Pescara la prossima meta. Buona pausa a tutti e forza Doria!

Maxi Lopez, 28 anni, festeggiato da Eder, 26, dopo l'1-0 contro il Siena.