26 ottobre 2014

Un buon punto (solo quello).

Di positivo c'è solo il punto. A Genova la sfida con la Roma era più attesa dai giallorossi che dai blucerchiati, ma il finale è uno 0-0 che probabilmente fa contenta solo la Samp di Sinisa Mihajlovic (nonostante la parole di Garcia a fine gara). Un pareggio tutto sommato giusto, che ha evidenziato la forma difensiva dei padroni di casa e le difficoltà degli ospiti, ancora un po' sotto tono dopo il 7-1 rimediato in Champions contro lo stellare Bayern Monaco di Pep Guardiola.

Roberto Mancini, 49 anni, e Gianluca Vialli, 50, in tribuna al Ferraris.

La Samp si presenta a questa gara al terzo posto, a tre punti proprio dalla Roma di Rudi Garcia. Mihajlovic ha da affrontare l'emergenza in difesa, dove Silvestre e Fornasier sono fuori per infortunio e Cacciatore per squalifica. Rientra Romagnoli dal 1' (prima gara per lui contro i colori giallorossi) e Regini sulla fascia mancina. Anche Soriano torna dall'inizio, mentre davanti è tutto invariato. La Roma, dal canto suo, fa un po' di turn-over dopo la cocente delusione di Champions e schiera un quartetto difensivo forse inedito, con Holebas al posto di Cole e Astori al posto dello squalificato Manolas.
Nel primo tempo, la Samp decide di contenere la Roma creando ben poco. Soriano ci prova al 6', ma il suo tiro è centrale per De Sanctis. Quello è l'unico spunto degno di nota dei padroni di casa nel primo tempo: si fa fatica a impostare il gioco, Gabbiadini e Okaka sembrano contratti. Anche gli ospiti non sono i soliti, ma di fronte a una Samp rinunciataria in fase d'impostazione ci provano. Nainggolan tenta all'8', ma trova una deviazione che porta a un corner. Al 16' è il turno di Holebas dal vertice alto sinistro dell'area di rigore, ma è facile per Romero. Poi al 30' l'occasione più nitida: lancio in profondità per Gervinho. All'ivoriano è accoppiato Gastaldello, che non può ovviamente tenerlo. Lanciato in profondità, l'ex Arsenal aspetta troppo per tirare e viene contrato da Regini. La palla però prosegue la sua corsa, supera Romero e Gervinho ha una ghiotta occasione per rimettere in mezzo dal fondo. Ma l'ivoriano tenta il tiro impossibile e centra il palo, sprecando una buona chance.
Il primo tempo è questo. Fortunatamente nella ripresa i blucerchiati si svegliano un po' e hanno un sussulto d'orgoglio. L'impostazione rimane carente - specie dai 30 metri dalla porta di De Sanctis in poi - ma qualche occasione comincia ad arrivare. Ancora Romero si deve impegnare su Gervinho al 46', ma l'allungo garantisce il corner ai giallorossi. C'è un gol annullato - giustamente - a Gabbiadini per fuorigioco, ma al 64' finalmente la Samp c'è: percussione centrale di Soriano fermata da Yanga-Mbiwa, palla a Obiang che ci prova ma trova i guantoni di De Sanctis. Al 69' i padroni di casa hanno la chance della vita: solita punizione di Gabbiadini a scavalcare la difesa, ma Okaka non ha la giusta reattività a due metri dalla porta e la spizza alta. La girandola di cambi produce poco per la Roma: entra Destro, ma è Florenzi ad avere una grande occasione su cross di Torosidis. L'incornata in contro-tempo non coglie impreparato Romero, che vola e devia il colpo di testa del giallorosso. Infine, la Samp ha la palla del match-point: altra punizione di Gabbiadini, Gastaldello è solo ma spara a lato da pochi metri. Lo 0-0 forse è giusto nel conto delle occasioni, ma la Samp deve imparare a unire coesione difensiva e gioco offensivo.

Gervinho, 27 anni, si mangia clamorosamente l'1-0 giallorosso.

Romero 6.5 - Rientra da titolare a Marassi e tira fuori una buona prestazione: sempre attento Gervinho, ottimo su Florenzi.
De Silvestri 5.5 - Gervinho gli crea qualche problema. Lui potrebbe crearne tanti all'ivoriano sgroppando sulla fascia, ma lo fa poco durante la gara.
Gastaldello 5.5 - Male pure lui: passaggi sbagliati, leggerezze e l'occasione mancata per l'1-0 su punizione di Gabbiadini.
Romagnoli 6.5 - Meno preciso di altre volte, ma ugualmente efficace.
Regini 6.5 - Dalle sue parti Llajic non crea molto. Fondamentale nel salvataggio su Gervinho. Esce per infortunio: speriamo non sia niente di serio.
Soriano 6 - Primo tempo volenteroso ma pasticcione, meglio nella ripresa.
Palombo 5.5 - Vero che il gioco della Roma è quasi tutto sulle fasce, ma lui fa poco filtro e imposta ancora meno.
Obiang 5.5 - Leggasi Palombo: il pomeriggio di Cagliari sembra lontano. Anche se è la sua prima gara difficile in questa stagione...
Gabbiadini 5.5 - Punizione a parte per il quasi-assist a Gastaldello, c'è poco da notare della sua prestazione. Un gol annullato (giustamente) per fuorigioco e l'urlo strozzato in gola.
Okaka 5 - La prima partita veramente insufficiente di Stefano Okaka in questa stagione. Yanga-Mbiwa lo mette in difficoltà più di quanto sarebbe stato previsto. E si mangia l'occasione dell'1-0, anche se era difficile da metter dentro.
Eder 6 - Il migliore dei tre davanti. Mette in difficoltà Torosidis e costringe Llajic ad arretrare. Nel finale esce per far spazio a Rizzo e mantenere il punto.

Mesbah 5.5 - Entra per l'infortunato Regini e cominciano a sfondare sulla destra.
Rizzo s.v. - L'obiettivo era fare legna a centrocampo nel finale di gara.
Bergessio s.v. - Qui le colpe vanno a Mihajlovic: non si capisce cosa possa fare l'argentino in una partita così brutta in cinque minuti più recupero. Un ingresso tardivo.

Non è stata affatto una gran gara quella della Samp. Così come la Roma non era al suo massimo: i giallorossi hanno avuto tre nitide palle-gol, ma sono abituati a far meglio di così. Se da una parte la Samp ha mantenuto la vocazione "Atlético" - ovvero quella di far giocare l'avversario peggio di come potrebbe - dall'altra ha creato molto poco con il gioco. Le tre occasioni blucerchiate sono arrivate da calci piazzati o spunti individuali: si può fare meglio di così. Anche perché mercoledì si va a Milano per giocare contro la pericolante Inter dell'ex Mazzarri, in grande crisi. Vedo grande ottimismo in giro dopo questa gara perché si è affrontata la Roma, ma si è deciso - sopratutto nella prima frazione - di non giocare questa partita, ma di contenere la Roma. Spero di non vedere più uno scenario del genere. Dobbiamo giocarcela con tutti, anche a costo di perdere le gare. Meglio così che prendere una rete dopo aver visto 45' senza un tiro in porta. O forse no?

Il rientro sfortunato di Vasco Regini, 24 anni, costretto a uscire per infortunio.

20 ottobre 2014

Due palle così.

Spiace essere così rudi in un articolo di calcio, ma alla Samp ieri sono mancate le palle. Precisamente due. Quelle che i blucerchiati avevano tramutato in gol nel primo tempo - Gabbiadini e Obiang i marcatori - e quelle trasformate in gol dal Cagliari nella ripresa. Quelle sprecate su altrettante e clamorose occasioni da gol, che avrebbero chiusa la gara. Quelle che sembrano mancare a un gruppo così giovane per veleggiare in alta classifica con consapevolezza dei propri mezzi.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, molto deluso dopo il pari di Cagliari.

La sensazione - dopo il 2-2 di Cagliari - è proprio questa. Tanto che Mihajlovic non ha nascosto la propria delusione per il risultato. I blucerchiati al Sant'Elia devono rinunciare a Regini e Romagnoli: il primo fuori fino a mese, il secondo acciaccato dopo il passaggio in Under 21. All'ultimo momento, anche Soriano è out e al suo posto esordisce Duncan dal primo minuto. Davanti confermato il solito tridente. Per i padroni di casa modulo speculare, ma diverso è il modo di interpretare il calcio. Manca il capitano Daniele Conti , davanti i pericoli sono Sau e Ibarbo. Dopo un colpo di testa debole di Dessena, Gabbiadini scalda le mani a Cragno con un destro, parato facilmente dal portiere rossoblu. Al 21' un altro problema per Mihajlovic: Viviano passa il pallone a un compagno e si tocca il ginocchio. L'ex Arsenal è costretto a uscire, lasciando spazio a Romero: incredibile come  l'argentino sia passato dall'addio a giocare nuovamente con la maglia della Samp. Intanto, però, l'argentino vede subito sfilare a poco dal suo palo il colpo di testa di Ibarbo.
Fortunatamente la Samp passa un minuto dopo: punizione dal limite di Palombo, scavetto per l'inserimento di Gabbiadini e il numero 11 del Doria batte Cragno in uscita. L'1-0 giunge a sorpresa e spacca la partita: il Cagliari, già timoroso, spinge di meno. La Samp ci riprova con Okaka, ma l'attaccante viene anticipato da Cragno sul cross di Gabbiadini. Tuttavia è il preludio al 2-0: sponda di De Silvestri su rinvio di Romero, Obiang prende il pallone e arriva ai 20 metri, da dove spara un gran sinistro all'angolo per il 2-0. Il primo tempo si conclude con questo risultato, che issa la Samp a -2 dalla Juve.
La ripresa continua sulla stessa falsariga dei primi 45': il Cagliari ci prova, ma senza convinzione. I blucerchiati hanno subito la palla del 3-0: Gabbiadini coglie il palo da pochi metri, sulla ribattuta né Eder né Okaka sono abbastanza decisi da riuscire a mettere dentro il terzo gol. Probabilmente lì si decide la gara: anche in eventuale inferiorità numerica, il 3-0 sarebbe stato un bel bottino da gestire. Invece, dieci minuti più tardi, Cacciatore commette un'ingenuità: su passaggio dalle retrovie, ha un'esitazione e lascia passare il pallone. A quel punto, sia la sfera che Ibarbo sono irraggiungibili per il terzino della Samp. L'ex Hellas ha due scelte possibili: lasciar tirare il colombiano o atterrarlo, pur avendo già un giallo sul groppone. Cacciatore sceglie la seconda alternativa: rosso e rigore sono inevitabile. E il Doria rovina la gara con una mossa da principianti. Sul rigore, Avelar è perfetto: Romero intuisce, ma il pallone è calciato benissimo.
Da quel momento, la Samp si chiude e prova a tenere il vantaggio, non creando quasi nulla. Tanti i cartellini (manca un rosso ad Avelar per un intervento brutto su Palombo), poche le occasioni del Cagliari. I sardi premono, ma creano un paio di occasioni al massimo. Romero fa un miracolo a una mano su Pisano, ma è Sau a pareggiare al 76'. Su una palla messa rasoterra in area dal solito Avelar, l'ex Juve Stabia controlla e riesce a calciare. Forse Silvestre e in generale la difesa potevano chiudere meglio. I padroni di casa spingono, ma non creano più nulla. Invece, è la Samp a mangiarsi il 3-2: su perfetto cross di Obiang, Mesbah - avanzato a centrocampo - manca la porta e aumenta i rimpianti di Mihajlovic. Finisce 2-2, ma sono due punti buttati.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, a segno per la quarta volta quest'anno in A.

Viviano 6 - Finché è in campo, è attento ai rossoblu. Poi il ginocchio fa gli scherzi ed è costretto a uscire.
De Silvestri 6.5 - Molto bene sulla fascia: Cossu non appare mai pericoloso e mette lo zampino sul 2-0 di Obiang.
Silvestre 5.5 - Il gol del 2-2 di Sau è sulla sua coscienza: è vicino all'attaccante sardo, ma lo lascia stoppare e tirare nel giro di pochi secondi. Peccato, altrimenti sarebbe stata l'ennesima prestazione sufficiente.
Gastaldello 6 - Senza grossi problemi il suo rientro.
Cacciatore 4 - Se nel primo tempo commette una vaccata, comunque i primi 45' sono buoni. Poi l'episodio del rigore non può che esser tutto sulle sue spalle. Meglio lasciare tirare Ibarbo che rimanere in inferiorità numerica.
Duncan 6 - Meglio nella ripresa, qunado esce fuori nelle difficoltà e si sacrifica da esterno sinistro.
Palombo 6 - Lotta e mette l'assist dell'1-0. Poi manca quella funzione da frangiflutti che dovrebbe esercitare.
Obiang 6.5 - Gol e sostanza. Avrebbe anche messo l'assist del 3-2 a Mesbah, ma l'algerino spara alto.
Gabbiadini 6.5 - Quarto gol in A quest'anno, tanto sacrificio e quel rammarico del palo all'inizio della ripresa: probabilmente la gara si sarebbe chiusa.
Okaka 6.5 - Solite spallate, solite botte. Anche lui manca il 3-0 in un'azione rocambolesca, ma si fa un mazzo così.
Eder 5.5 - Continua a essere l'unico del tridente blucerchiato ad avere qualche problema.

Romero 6 - Fa quel che può. Non è che possa far molto sui due gol: su Avelar intuisce, mentre Sau è troppo libero e rapido.
Mesbah 5.5 - Ha sulla coscienza l'errore sotto porta del 3-2.
Romagnoli s.v. - Entra e fa in tempo a beccarsi un giallo per fallo su Ibarbo.

Un vero peccato quanto accaduto al Sant'Elia: tutto quello successo ieri pomeriggio nella ripresa dimostra che la Samp non ha ancora la mentalità da grande. Gruppo troppo giovani, ragazzi che mancano delle granitiche palle di cui si avrebbero bisogno per navigare così in alto a lungo. Vedremo se cresceranno durante il campionato, ma se Mihajlovic è deluso, può solo che aver ragione. Anche perché il Cagliari di Zeman non si è fatto quasi mai vedere per sessanta minuti. Con l'uomo in più, invece, ha creato parecchi pericoli. Fatto sta che QUESTO Cagliari non sembra aver assimilato nulla dal boemo: la vittoria di Milano è un'eccezione e la B non è un rischio così lontano. Intanto, la Samp si concentra su sabato sera, quando al Ferraris arriverà la Roma. Per uno scontro d'alta classifica che nessuno si aspettava di vedere.

I giocatori del Cagliari in festa: è 2-2 finale, un punto per i sardi.

06 ottobre 2014

Come l'Atlético.

Mai avremmo immaginato uno scenario del genere a inizio giugno. Dopo la vittoria per 1-0 contro l'Atalanta, la Samp si ritrova solitaria al terzo posto. Merito anche del Cesena che pareggia a Udine, ma i blucerchiati si regalano la gloria dopo un altro pomeriggio di sofferenza misto a un ottimo primo tempo. La Roma è a un punto, la banda di Mihajlovic è attualmente in zona Champions. Il campionato è lungo, ma queste due settimane saranno piacevoli da passare.

Alessio Romagnoli, 19 anni, controlla German Denis, 33.

Dopo la goduria post-derby, la Samp si presenta nuovamente concentrata. L'unica novità rispetto alla stra-cittadina è l'esclusione di Regini, fuori per tre settimane a causa di un problema muscolare. Dentro al suo posto Cacciatore invece che Mesbah, nonostante l'ex Hellas Verona sia un destro naturale. Dall'altra parte, Colantuono cerca di prendersi la vittoria dopo tre stop di fila contro Fiorentina, Inter e Juventus: per questo si affida al solito 4-4-1-1, con Molina promosso titolare e Boayke alle spalle del capitano Denis.
Il primo tempo è un monologo blucerchiato. Anzi, la Samp gioca forse i 45' migliori al Ferraris di questa stagione. L'Atalanta si vede al massimo con un tiraccio di Cigarini dai 30 metri, che finisce in Gradinata Sud. Al contrario, i blucerchiati si impongono con il gioco, tenendo un ritmo blando e dalle pulsazioni basse. Poi si cerca l'accelerazione all'improvviso. Come al 14', quando Okaka tenta dalla distanza dopo aver vinto un contrasto: Sportiello para facile. Nel giro di cinque minuti, ci provano anche Soriano (dopo un numero niente male) ed Eder, ma il portiere avversario non deve intervenire. La partita si sblocca al 35', quando Obiang trova Gabbiadini con uno stupendo lancio di prima lungo 30-40 metri. Il numero 11 blucerchiato ha il campo spalancato e deve solo battere Sportiello: 1-0 meritato. Ed Eder potrebbe arrotondare al 42' dopo aver saltato meravigliosamente Zappacosta, ma il suo destro è impreciso.
Il secondo tempo è ben diverso. La Samp, dopo aver dominato il primo, comincia a gestire il risultato. Un errore, perché l'Atalanta è squadra che va pressata, non gestita. E così pian piano gli ospiti controllano il possesso palla e provano a creare qualcosa. Colantuono toglie gli esterni Molina ed Estigarribia per Baselli e Moralez: il tecnico nerazzurro punta sul 4-3-1-2 per recuperare lo svantaggio. Tuttavia, ci sono tanti gialli, ma poche occasioni. Due sono quelle notevoli. La prima è al 63': Moralez completa l'uno-due con Denis e si presenta davanti a Viviano, ma spara malamente a lato. Al 69', invece, Dramé mette in mezzo per Denis: sarebbe gol a colpo sicuro, ma Romagnoli ci mette una pezza clamorosa e chiude in corner. Il resto è una lunga attesa verso il fischio finale, inframezzata al 90' dalla clamorosa chance per Okaka. Il numero 9 blucerchiato brucia Benalouane e vola verso la porta, ma si fa ipnotizzare da Sportiello. Si chiude con Ferrero in festa e la Sud trepidante per il terzo posto. Inoltre, c'è un dato da non sottovalutare: la Samp è la squadra meno battuta in Serie A insieme alla Juve campione d'Italia. Solo due le reti subite dalla banda di Mihajlovic: non è poco come record alla pausa per le nazionali.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, oggi match-winner contro l'Atalanta.

Viviano 6.5 - Continuo a dire una cosa: non sembra uno che ha passato un anno in tribuna. Non ha dovuto fare parate, ma nelle uscite è sempre puntuale e deciso.
De Silvestri 6 - Un po' pasticcione, non ha difficoltà a contenere le salite di Molina ed Estigarribia. Poi Dramé comincia a creargli qualche problema.
Silvestre 7 - Di testa sono tutte sue: una roccia.
Romagnoli 6.5 - Un filino più rozzo rispetto al suo solito stile elegante, ma è efficace.
Cacciatore 6 - Non eccelle in fase offensiva, ma non rischia mai troppo.
Soriano 6.5 - Dinamicità al servizio della squadra. A volte si fa prendere dai nervi (vedi contatto con Cigarini), però è fondamentale per questa Samp.
Palombo 6 - Il piede e l'impostazione sono da rivedere. Però non molla e non indietreggia.
Obiang 6.5 - Il lancio per l'1-0 di Gabbiadini è qualcosa di fantastico. Uno dei suoi pezzi di repertorio da troppo tempo assenti.
Gabbiadini 6.5 - Gol a parte (hai detto poco), l'attaccante blucerchiato compie il solito grande lavoro di sacrificio in copertura.
Okaka 6.5 - Solite sportellate. Nel finale avrebbe l'occasione per il 2-0, ma spara contro Sportiello.
Eder 6.5 - Esce per un dolorino a una costola all'inizio del secondo tempo. Peccato: questa è stata probabilmente la sua migliore gara in A quest'anno. Da sogno il numero su Zappacosta.

Fedato 5.5 - Inizia come ala e finisce come rifinitore in un 4-3-1-2. Non proprio la sua giornata: il suo pensiero viaggia più veloce delle gambe.
Rizzo 5.5 - Troppo arruffone: nei primi trenta secondi della sua gara perde due palloni facili. Poi si aggiusta e tiene con i compagni nel finale.
Bergessio 6 - Tanto impegno, ma il vero Bergessio è ancora lontano dalla sua condizione ideale.

Con il terzo posto conquistato in maniera netta oggi, la Samp può sognare. Certo, la sosta fermerà il momento della squadra di Mihajlovic, ma va bene così. Fa bene godersi questo parziale risultato, che darà ulteriore autostima ai giocatori. Anche perché al ritorno della sosta per le nazionali, i blucerchiati affronteranno prima il Cagliari in trasferta e poi avranno un complicato trittico contro Fiorentina, Inter e Roma. In ogni caso resta un'impressione. La Samp di Mihajlovic ricorda tantissimo l'Atlético Madrid di Simeone: è una squadra che ti fa giocare male, che sa difendersi bene e soffrire. Ma quando può, ti punge come uno scorpione. Se sarà questa l'attitudine della squadra durante tutto il campionato, i blucerchiati potrebbero sognare qualcosa in più della parte sinistra della classifica.

Massimo Ferrero, 63 anni, festeggia a fine gara la vittoria.

29 settembre 2014

Concretezza e terzo posto.

Come recita un famoso spot degli anni '90: è stata dura, ma alla fine ce l'hanno fatta. La Samp porta a casa il derby numero 109 con una punizione di Gabbiadini. Voleva essere un cross, ma va bene così. La gara era un pareggio scritto, ma alla fine i blucerchiati hanno trovato l'episodio giusto. Dall'altra parte, Pinilla ci ha provato, ma non è bastato. Ora la Samp vola al terzo posto e sogna l'Europa, mentre Ferrero si gode un primo derby da ricordare (almeno per il risultato).

La gioia dei blucerchiati sotto la Sud al fischio finale.

Intendiamoci: chi si aspetta dal derby di Genova una partita piena di spettacolo è fuori strada. La Samp si presenta con la squadra titolare quasi al completo: l'unica eccezione - di rilievo - è l'esclusione di capitan Gastaldello per far spazio al giovane Romagnoli, in forma contro il Chievo. Il Genoa di Gasperini non si modifica e punta sempre sul 4-3-3: davanti c'è il solito trio formato da Pinilla, Perotti e Kucka. Il primo tempo è una sorta di anti-calcio, che inghiotte ogni buon intento da parte delle due squadre. Giusto il Genoa spaventa un filino Viviano, con un colpo di testa di Pinilla al 19', ben parato dal portiere blucerchiato. Tante botte, la sostituzione dopo 10' di Regini con Mesbah e un quasi-autogol sempre di Pinilla (fa tutto lui per i rossoblu) su cross calibrato di Gabbiadini al 41'. Se fosse uno spot per la Serie A, il derby della Lanterna assomiglia tanto a una pubblicità pregresso (la "e" non è casuale). Di calcio non si è vista la traccia.
La ripresa inizia senza cambi e con un copione leggermente diverso: la Samp comincia a prendere campo, sebbene non tiri effettivamente nella porta avversaria. Dal canto suo, il Genoa è stanco del predominio e comincia a cercare diverse soluzioni da lontano per impensierire Viviano. Senza per altro riuscirci, visto che le conclusioni di Rincon, Kucka e Perotti sono tutte facili per l'estremo difensore del Doria. Tanti i gialli da una parte e dall'altra, mentre a cambiare qualcosa è solo Gasperini: dentro Matri, Bertolacci e Iago Falqué, fuori Kucka, Burdisso e Rincon. Il tecnico rossoblu vorrebbe l'assalto, ma il Genoa non produce nulla.
La Samp, dal canto suo, sfrutta l'unico tiro in porta della gara. Al 75' Gabbiadini centra dalla destra un pallone che nessuno sfiora (anche se la Lega assegna l'autogol a De Maio): la palla entra e Perin non può farci nulla. Esultanza sfrenata: Eder prende possesso della macchina fotografica di qualcuno e la panchina travolge gli undici in campo. Mihajlovic sorride, ma fino ad allora la Samp non era sembrata certo entusiasmante. Basti un dato: Perin ha avuto una media di 5.25 parate nelle prime quattro di campionato. Ieri ne ha dovuta fare una su un rinvio di testa di Palombo al minuto 80. Insomma, si poteva schiacciare il Genoa, ma si è scelta una strada.
Fortuna che è andata bene. Nel finale ci ha provato ancora Pinilla con un'altra incornata, ma Viviano non ha voluto correre rischi e ha salvato in angolo. Gli assalti finali della squadra di Gasperini sono stati inutili, anzi Okaka è stato commovente nel tenere palla con forza e capacità, cercando un paio di volte il raddoppio. Al fischio finale è grande gioia per la Samp, che vince un altro derby dopo quello di febbraio: sempre in casa del Genoa, sempre con Mihajlovic, sempre contro Gasperini. Il gioco latita (già visto contro Sassuolo e Torino), ma i risultati non mancano.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, è il match-winner del derby numero 109.

Viviano 6.5 - Risponde ancora presente alle poche chiamate di questa gara. Pinilla lo impegna due volte di testa e lui - sopratutto sulla seconda - c'è.
De Silvestri 6 - Non ha grosse difficoltà con Kucka, ma non spinge moltissimo.
Silvestre 6 - Buona gara per lui, ma non al livello delle altre sontuose prestazioni.
Romagnoli 7 - Spiace dirlo in una gara vinta, ma è il migliore per distacco. Un mostro: qualunque anticipo, intervento, pallone è di sua competenza. Ed è un classe '95.
Regini s.v. - Non fa in tempo a godersi il derby che prima prende una capocciata in uno scontro con Perotti, poi esce per un problema fisico.
Soriano 6.5 - La seconda frazione tiene da solo il centrocampo blucerchiato: ripartenze a gettito continuo e tante difficoltà per il Genoa nel tenerlo.
Palombo 5.5 - Primo tempo difficile, nella ripresa trova qualche spunto. Ma rimane un derby negativo.
Obiang 6 - Si accende all'inizio e alla fine, mentre nel mezzo scompare un po' dalla gara.
Gabbiadini 6 - Mezzo voto per il gol partita, altrimenti la sua gara è un manifesto del nulla. Dice di non star bene fisicamente, ma non si capisce allora perché Mihajlovic lo impieghi dall'inizio.
Okaka 6.5 - Altra partita monstre del centravanti blucerchiato. Manca il gol, ma si porta via gli avversari, specie nella ripresa. Roncaglia tenta di fargli da zainetto: tentativo non riuscito.
Eder 5.5 - Vedi Gabbiadini, anche se nel finale rimedia parzialmente per sacrificio ed esultanza particolare all'1-0.

Mesbah 5.5 - Può fare di meglio. Nel secondo tempo si aggiusta, ma nel primo perde banalmente due palloni senza nessuno che lo pressi.
Sansone s.v. - Sgridato da Mihajlovic in settimana, è bravo a far passare il tempo in campo.
Krsticic s.v. - Entra solo per evitare a Obiang il secondo giallo nel finale.

Si sta bene in alto: undici punti che non si vedevano dai tempi di Ciro Ferrara. Sono passati solo due anni, ma era un'altra Samp, neo-promossa e comunque con poco entusiasmo a circondarla. Le cose che più mi ha impressionato sono due: a) si vincono anche le partite dove si gioca male: un segnalino non da poco; b) questo è un GRUPPO. Lo si è visto prima, durante e dopo la gara. Si partecipa insieme alle sofferenze e alle gioie e questo è un ottimo segnale per il proseguo del campionato. Intanto, godiamoci la concretezza e il terzo posto. In attesa dell'Udinese, ma sopratutto del prossimo impegno: ci attende la pericolosa Atalanta al Ferraris.

Massimo Ferrero, 63 anni, festeggia sotto la Sud con la squadra la vittoria nel derby.

22 settembre 2014

Via al trittico.

Un pareggio che non fa male a nessuno. La Samp riparte dallo 0-0 di Reggio Emilia contro il Sassuolo per continuare la propria scalata alla classifica. Mentre le altre si tolgono punti a vicenda, la squadra di Mihajlovic rimane imbattuta e nelle zone alte della graduatoria. Se la partita contro il Torino aveva forse illuso troppo i tifosi, quella di oggi non deve buttar giù le potenzialità di Gastaldello e compagni.

Massimo Ferrero, 63 anni, presente anche a Reggio Emilia per la Samp.

La Samp giunge a Reggio Emilia con quattro punti nel sacco, sicura di aver le armi giuste per scardinare la resistenza dei neroverdi. Solito 4-3-3 per Mihajlovic, con la conferma dell'undici che aveva battuto i granata: l'unico cambio è rappresentato dal rientro di Regini sulla fascia mancina della difesa al posto di Cacciatore. Dal canto suo, Di Francesco sa che il suo Sassuolo deve riscattarsi dopo il 7-0 subito nella San Siro nerazzurra e mette in campo un modulo speculare a quello del tecnico della Samp. Senza Berardi, gli ospiti possono comunque temere uno spauracchio di vecchia data come Antonio Floro Flores.
Pronti, partenza e la Samp ha almeno due chance ottime per passare in vantaggio, per giunta nella stessa azione. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, la palla arriva a Soriano, che batte un rigore in movimento ma trova Consigli prontissimo. Sulla respinta del portiere di casa, Silvestre prova di testa ma la sua incornata è ben alta sopra la traversa. La Samp chiede un rigore che in realtà non c'è. Subito risponde il Sassuolo, con un destro di Floro Flores dalla distanza non lontano dal palo alla sinistra di Viviano. Lo stesso portiere blucerchiato fa un miracolo su una bella conclusione dai 30 metri di Magnanelli, dimostrando prontezza di riflessi. La Samp risponde con una combinazione Soriano-Okaka che porta Eder alla conclusione, ma il destro del brasiliano è sporco e finisce a lato. Ancora Okaka prova di tacco a ispirare Eder, ma la difesa del Sassuolo blocca l'attaccante blucerchiato sul più bello.
Il primo tempo si trascina alla fine e la ripresa vede una Samp ancora più spenta della prima frazione. Il Sassuolo riesce finalmente a gestire palla e crea una chance con Brighi, che però da pochi metri sparacchia sul fondo. La girandola di sostituzioni non cambia la sostanza della gara: Rizzo esordisce in A e Sansone dovrebbe spaccare il mondo, ma non è così. Anzi, sono più i padroni di casa a farsi vedere in avanti: Viviano deve tirare fuori un altro miracolo sul neo-entrato Floccari. Entra anche Bergessio per Eder e l'argentino prova a costruirsi un'occasione: purtroppo il suo tiro mancino è debole e centrale per Consigli. La gara si conclude sullo 0-0: se per il Sassuolo è una boccata d'ossigeno meritata, per la Samp è un'occasione persa di spiccare il volo.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, in panchina dopo l'aggressione di sabato.

Viviano 7 - Finalmente decisivo. Non che nelle altre partite fosse stato impreciso, ma gli altri avversari lo avevano impegnato relativamente.
De Silvestri 5.5 - Scende tanto, ma conclude poco. In più, Floro Flores qualche grattacapo glielo crea.
Silvestre 6.5 - Anche oggi prestazione spaventosa dell'ex Inter. Unico peccato la palla gol sprecata nei primi minuti di gioco.
Gastaldello 6.5 - Zaza era un cliente difficile, ma la palla l'ha vista poco.
Regini 6 - Leggermente meglio di De Silvestri: scende di meno, ma non soffre affatto l'altro Sansone.
Obiang 6 - Compitino oggi.
Palombo 6 - Senza grossa fatica, tiene il centrocampo.
Soriano 5.5 - Dopo i botti contro il Torino, oggi paga un po'. L'inizio flash è un preludio a una gara forse troppo compassata per uno come lui.
Gabbiadini 6 - Se ogni tanto usasse anche il destro, avrebbe un filino d'imprevedibilità in più. Corre tanto per il campo.
Okaka 5.5 - Si è sbattuto molto, ma non è bastato.
Eder 5 - Chiede un rigore invano, ma è impalpabile. Alla fine tocca sostituirlo per Bergessio.

Rizzo 6 - Primo gettone con la Samp ed esordio in Serie A: tutto insieme, ma il buon Luca - cresciuto con i colori blucerchiati addosso - non ha sfigurato.
Sansone 5 - Assolutamente inesistente. Si vede poco e male. Non a caso Mihajlovic si lamenterà di lui a fine gara.
Bergessio s.v. - Pochi minuti per lui: giusto il tempo di provare a dar fastidio a Consigli. Ma ci sarà una chance per l'argentino contro il Chievo mercoledì.

Già, il Chievo. Reduce dalla sconfitta di Parma, ma capace di sorprendere il Napoli al San Paolo. Squadra umorale ma solida quella di Corini, che spera di fare uno scherzetto alla squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta quando giocava. Dal canto suo, Mihajlovic non è così sicuro di fare turn-over: i cambi lo hanno deluso e non vede la giusta cattiveria. Bisognerà solamente aspettare tre giorni, poi sarà Samp-Chievo. Infine, domenica prossima c'è il derby. Intanto è stato dato il via al trittico di fuoco. Con un pareggio che non sa di nulla.

Stefano Okaka, 26 anni, marcato duramente dai difensori neroverdi.