10 agosto 2012

Respiro d'Europa.

Sembra incredibile solo a pensarci: dal Varese allo Schalke 04. Due squadre che non sono neanche minimamente comparabili, eppure stasera - a Klagenfurt - la Sampdoria affronterà in amichevole la squadra di Gelsenkirchen, piazzatasi terza nell'ultima Bundesliga e già qualificata di diritto alla fase a gironi della Champions League. Come se non bastasse, tra 10 giorni i colori blucerchiati saranno presenti sul larghissimo Camp Nou di Barcellona, per sfidare i padroni di casa. L'invito ha suscitato diverse reazioni, dato che la Sampdoria è stata chiamata per questa sfida in onore dei vent'anni passati dal primo trofeo in Coppa Campioni della squadra blaugrana, ottenuto proprio contro la nostra squadra. Alcuni rifiutano di esserci, altri sono entusiasmati dal poter calcare un palcoscenico del genere. Certo, la prospettiva che molti delle super-star "barceloniste" non possano esserci (a causa di impegni ravvicinati nei giorni successivi) ha frenato le fantasie di molti; ma chi non sarebbe contento di una bella vittoria o di un risultato prestigioso al Camp Nou, sebbene contro le seconde linee di una delle squadre più forti della storia?

Lionel Messi, 25 anni: chissà se ci sarà il 20 di Agosto contro la Samp..

La verità è che, intanto, la Samp non ha mai perso prestigio. Sicuramente ne è passata di acqua sotto i ponti e ne abbiamo viste tante: la cessione di campioni amati e riveriti, la perdita di sicurezza di chi è rimasto, il lento declino del parco giocatori, la retrocessione e la difficile risalita. E' bello, però, pensare che siamo a questo punto dopo tutto quello che è successo. Non a tutti riesce un salto da un capoluogo della provincia lombarda ad uno dei campi più importanti della storia del calcio. L'ultimo incrocio europeo della Samp in competizioni ufficiali è datato 16 Dicembre 2010, nel freddo di Budapest contro il Debrecen: un incrocio, peraltro, neanche troppo fortunato, dato il 2-0 a favore dei padroni di casa. Ma fu un risultato normale: la Sampdoria era già stata eliminata e si era imbaracata nel viaggio ungherese con molte seconde linee.
Fu l'anno dell'illusione della Champions, del gol di Rosenberg al 93', del Marassi esaltato dal provvisorio 3-0, che ci avrebbe qualificati, e gelato dal gol di Pizarro, che significò l'eliminazione. Fu l'anno di un girone fattibile con PSV Eindhoven, Metalist Kharkiv e Debrecen nell'Europa League 2010/2011. La competizione fu giocata con un grosso disinteresse da parte della squadra e della società; mettiamoci poi il caso-Cassano ed ecco l'Europa minore non importava più a nessuno. Una sola vittoria, due pareggi e tre sconfitte: un bilancio misero ed un esempio di come NON debba essere gestito un impegno europeo. Da lì, la debacle fu abbastanza veloce, con l'esonero di Di Carlo, l'ingaggio di Cavasin e la retrocessione in un pomeriggio di Maggio, davanti ad un Marassi colmo d'amore, ma sopratutto d'amarezza.
Ora si ricomincia: chiaro, non è una competizione ufficiale, ma fa bene al morale sapere che squadre come queste vogliano testare la loro preparazione affrontandoti. Inoltre, lo stesso ritiro austriaco è una novità per la Sampdoria, abituata da diversi anni a gestire la preparazione del campionato in Italia; fino all'anno scorso, Moena era la casa blucerchiata. Quest'anno, c'è stato l'esordio di Bardonecchia, con una discreta partecipazione di tifo e della città intera. La seconda parte del ritiro è stata programmata a Klagenfurt, in Austria, che già ha ospitato nel suo stadio le partite dell'Europeo di Svizzera ed Austria del 2008. La Sampdoria attende lo Schalke dopo che i tedeschi hanno pareggiato, quattro giorni fa, contro l'Udinese.

La Samp durante la presentazione di sabato scorso a Marassi.

Analizzando le due squadre, si trovano situazioni completamente opposte. Finalmente, nello Schalke, regna un po' di stabilità: non c'è stata nessuna rivoluzione estiva, perché i risultati hanno corrisposto alle attese della scorsa stagione. Raul è andato via, lasciando un vuoto immenso, ma la squadra è ben preparata per fronteggiare gli impegni stagionali. Negli ultimi due anni, sono arrivate diverse soddisfazioni: semifinali di Champions League e Coppa di Germania nel 2010/2011, Supercoppa di Germania, terzo posto in campionato e quarti di Europa League nel 2011/2012. Il tutto con una squadra che va migliorandosi negli anni, sotto la guida di Huub Stevens. Nel mercato estivo, i "minatori" sono riusciti a migliorare ulteriormente la rosa, confermando Obasi dall'Hoffenheim e prendendo Barnetta dal Bayer Leverkusen (parametro zero) e Neustadter dal Borussia Moenchengladbach. La punta di diamante è senza dubbio Klaas-Jan Huntelaar, sbolognato troppo facilmente dal Milan e ora bomber principe della Bundesliga. Tanto per dire: l'olandese ha segnato ben 48 gol in 47 incontri ed è stato capocannoniere.
Diversa la situazione in Spagna. In quel di Barcellona, infatti, hanno optato per il cambio di allenatore. Guardiola, ormai stanco dopo anni di successi, ha lasciato la conduzione del team blaugrana al suo vice, Tito Villanova. Giusto per capire, Villanova fu oggetto di un gesto scorretto di Mourinho, che gli mise un dito nell'occhio, durante il finale della Supercoppa Spagnola 2011, vinta dal Barcellona contro il Real Madrid. Villanova conosce il gruppo e, per questo motivo, è sembrata la soluzione più sensata al CDA del Barca, convinto nel seguire la linea della continuità. Per ritrovare quei successi che quest'anno sono mancati. Vedremo se la Samp riuscirà a sorprendere questi squadroni; ma, intanto, è già bello tornare a sentire il profumo d'Europa sul campo.

Klaas-Jan Huntelaar, 28 anni: lui ed il suo Schalke saranno un test probante.

04 agosto 2012

"El Chelo" es siempre màs azul.

Erano attesi ancora un paio di colpi in casa Sampdoria. Il diesse Pasquale Sensibile ha provveduto a mettere il primo di questi a segno: oggi è atteso l'annuncio ufficiale per il trasferimento di Marcelo Estigarribia, nazionale paraguaiano, dal Deportivo Maldonado. La formula sarà la stessa che ha usato la Juventus nella stagione passata: prestito oneroso fissato a 700mila euro, diritto di riscatto fissato a cinque milioni di euro. Per il nazionale paraguaiano è un'altra occasione di dimostrare che in Italia può starci; per la Sampdoria, può essere il colpo di mercato dell'anno. Anche più di Maxi Lopez, perché il ragazzo è tutto sommato giovane e ha enormi margini di miglioramento, possibili solo grazie al minutaggio da spendere sul campo. Inoltre, la sua versatilità gli permetterà di essere utile in ogni modo a Ciro Ferrara: esterno sinistro offensivo nel 4-3-3, esterno di centrocampo nel 4-4-2, esterno di spinta nel 3-5-2. Azzardarlo terzino pare troppo, per quello ci sarà tempo una volta che saranno risolti i casi di Palombo e Poli. Ma, intanto, la Samp ha un nuovo giocatore da idolatrare e Marcelo promette molto bene.



Marcelo Alejandro Estigarribia Balmori nasce a Fernando de la Mora, un paesino compreso nell'hinterland della capitale Asuncion, il 21 Settembre 1987. Esordisce con lo Sport Colombia nella seconda divisione paraguaiana, prima che il Cerro Porteno (una delle maggiori squadre del paese) si accorga di lui e lo comprì: Marcelo si fa largo nel team che vince diversi titoli nazionali e dimostra di attirare l'attenzione dei club europei già a 21 anni. Non ci pensa due volte il Le Mans, squadra di Ligue 1, nel comprarlo, sperando nel colpaccio di mercato; invece, la sua esperienza francese si rivelerà una delusione, con appena 13 presenze totali nell'anno e mezzo che il paraguaiano spende in Francia. Scottatosi, Estigarribia decide di tornare in Sud America per rilanciarsi: il Newell's Old Boys lo porta a giocare in Argentina per la prima volta nella sua carriera per il Clausura 2010. Il paraguaiano convince e così il club argentino imposta un diverso tipo d'accordo con il Le Mans: prestito con diritto di riscatto fissato a due milioni di euro. Nonostante le 52 presenze, con tanto di un gol, collezionate in un anno e mezzo di campionato, Copa Libertadores e Copa Sudamericana, il Newell's non può economicamente permettersi il riscatto di Estigarribia.
In questo modo, Marcelo inizia la Coppa America del 2011 senza sapere dove giocherà nella stagione successiva; in compenso, la manifestazione è un successo. Il Paraguay arriva addirittura in finale (senza vincere neanche una partita, tutti pareggi!) ed Estigarribia è una delle colonne della nazionale del C.T. Gerardo Martino; sulla sinistra, Estigarribia miete parecchie vittime e segna anche uno dei rigori vincenti nella lotteria dagli undici metri contro il Brasile nei quarti di finale.
Le sue prestazioni attirano l'attenzione di molti club, tra cui un insolito gruppo di investitori uruguaiani, che possiedono il club del Deportivo Maldonado, militanante nella seconda divisione uruguaiana: una mossa fatta, probabilmente, per tirare su un po' di soldi, sapendo che Estigarribia sarebbe stato cercato da club ben più famosi.
Su di lui, infatti, piomba la Juventus, che decide di completare la batteria di ali per il 4-2-4 di Conte con il paraguaiano, che viene acquistato con la formula del prestito con diritto di riscatto: 500mila euro subito per poi decidere se pagare i cinque milioni di euro per il cartellino del giocatore, spalmabili in tre anni. Alla Juventus, Marcelo parte dietro nelle gerarchie di Conte, oscurato dalla forma di Pepe e dalla necessità di far giocare anche Elia, Krasic e Giaccherini; quando poi lo schema bianconero passa dal 4-2-4 al 3-5-2, Estigarribia viene adattato a farsi l'intera fascia, rendendo così meno di quanto ci si aspettasse. Le prestazioni della Coppa America sembrano un lontano ricordo ed i tifosi juventini fanno presto a scordarsi di lui, specie quando arriva Caceres a rimpinguare la batteria di esterni juventini. Così, le presenze del paraguaiano in campo saranno solo 18, con il gol al San Paolo di Napoli come ricordo più alto della sua esperienza juventina. La Juventus decide di non affrontare il costo del suo riscatto. Adesso, la Samp: speriamo di costruire insieme altri ricordi piacevoli da raccontare e di cantare: "Ma "El Chelo" è sempre più blu (cerchiato di blu, cerchiato di blu)..".


30 luglio 2012

Bilancio positivo (finora).

Bardonecchia, anno primo: finalmente la prima parte di ritiro di quest'anno si è conclusa ed il bilancio per la banda di Ferrara è senza dubbio positivo. Al primo anno di ritorno nella massima serie, la città piemontese ha ospitato per la prima volta la Sampdoria, dopo diversi anni trascorsi al fresco di Moena, in Trentino. Il ritiro di Bardonecchia ha avuto luogo dal 15 al 29 Luglio, con un grande bagno di folla che ha circondato la squadra blucerchiata; Ferrara ha avuto tempo per fare diversi esperimenti ed i giocatori hanno potuto toccare con mano l'entusiasmo che ha circondato la squadra e che sta contagiando l'ambiente dopo un anno e mezzo di inferno.

Ciro Ferrara, 45 anni: duro lavoro per la sua banda a Bardonecchia.


Nell'Alta Val di Susa, la Sampdoria ha quindi completato una prima parte di lavoro. Lo ha fatto sotto gli ordini del nuovo allenatore, Ciro Ferrara, anch'egli colpito dal clima positivo attorno all'ambiente blucerchiato; l'ex C.T. dell'Under 21 italiana ha progettato la Samp come aveva già annunciato in conferenza stampa, con l'uso di un 4-3-3 (che può però variare a seconda delle esigenze) e di un attacco basato su un centravanti, una seconda punta ed un'ala pura. Modulo che la Samp sta assimilando gradualmente ed in maniera positiva: dopo anni passati con uno schema con due punte, quest'anno si cambia e vedremo quali saranno i risultati.
Il cambiamento più importante - in campo - lo si è visto per quanto riguarda Pedro Obiang: il giovane spagnolo, autore di una stagione ottima da mediano davanti alla difesa nell'ultima stagione di Serie B, è stato riciclato da Ferrara. Il tecnico della Samp è ben cosciente del ruolo che ha Pedro, ma ha deciso di schierarlo come interno sinistro nelle prime amichevoli estive e non come regista, ruolo lasciato invece al rientrante Fernando Tissone, anch'egli discreto regista. A dir la verità, sono rimasto sorpreso da questo cambio: se Tissone fosse rimasto in squadra, avevo pensato che sarebbe diventato il vice del giovane Obiang; invece, eccoli insieme in campo e bisognerà vedere come il numero 14 sampdoriano assorbirà il cambio di ruolo, dopo aver sopravanzato nei galloni di titolare nell'ultimo anno un certo Angelo Palombo. Il terzo di centrocampo è stato perlopiù Munari, ma Soriano è piaciuto parecchio e sappiamo quanto Ferrara punti sui giovani.
Altra piccola sorpresa del ritiro è stata l'utilizzo degli esterni: in attesa di tempi migliori, l'allenatore blucerchiato si ritrova con un "buco" sugli esterni. Mentre si cerca sul mercato qualcosa di più andato (la trattativa con Estigarribia è andata male), sono apparsi sulla corsia esterna d'attacco Corazza, Icardi e Kristicic. Simone Corazza, esterno friulano classe 1991, ha dimostrato di essere interessante come "prospetto futuro" e non ha certo sfigurato nelle prestazioni in amichevole, provando che può essere materiale su cui lavorare; Maurito Icardi, classe 1993, era già conosciuto nell'ambiente blucerchiato, per la sua provenienza dalla "Masia" del Barcellona e per il gol che ha deciso la sfida di Castellamare sulla strada dei play-off dell'anno scorso. Ma l'argentino ha fatto di più in ritiro: ha saputo seguire i dettami di Ferrara, adattandosi a giocare sulla fascia, nonostante il giovane Mauro sia una prima punta vera e propria: l'ha fatto benissimo. Poi Nenad Kristicic, tornato a vivere - anche sportivamente - dopo una malattia grave già l'anno scorso in B: nel ritiro estivo è sembrato tirato a lucido ed è riuscito a soddisfare Ferrara nel ruolo di esterno d'attacco, dimostrandosi polivalente sul campo (regista, interno di centrocampo, ala d'attacco). Da aggiungere anche il rendimento di Gianluca Sampietro: arrivato in ritiro tra pochi rumori, è stato lodato pubblicamente da Ferrara e lascia ben sperare nel centrocampo blucerchiato. Non so se rimarrà qualcuno di queste quattro sorprese del pre-campionato, fatto sta che la Samp può contare su di loro se ce ne fosse bisogno.
Terzo punto di attenzione: la difesa. L'anno scorso, la retroguardia è stato uno dei motori della ripresa e, anche quando le cose non andavano, la Samp ha messo in mostra una difesa sufficiente. Quest'anno i movimenti vanno perfezionati di fronte ai grandi attaccanti della Serie A e le indicazioni sono state buone: il reparto è ancora da completare, ma tutto sommato non subire neanche un gol nelle amichevoli estive è un'indicazione confortante. Lo è ancor di più se poi i difensori sono andati a segno. Per adesso, la linea difensiva è stata composta da Laczko a sinistra, De Silvestri a destra e Costa e Gastaldello al centro. A destra, il nuovo arrivo dalla Fiorentina ha segnato anche due gol e si è dimostrato sul pezzo; al centro, il capitano è la solita certezza, ormai maturo, e Costa è stato giustamente ridisegnato come centrale, dato che sulla fascia non aveva certo dato il bianco in B, figuriamoci in A. Infine, Zsolt Laczko: la Samp è alla ricerca palese di un terzino sinistro, ma intanto l'ungherese ha dimostrato di poter stare benissimo in squadra, anche come vice del probabile titolare che dovrà arrivare.
Ultima nota, anch'essa ottima, per l'attacco: Pozzi, Maxi Lopez, Eder, Icardi, tutti a segno. Sono solo amichevoli estive e davanti manca ancora un innesto, ma i segnali sono di buon auspicio. L'unico sembrato un po' fuori giri è Juan Antonio: trequartista, per lui si pone un problema di collocazione tattica dentro il 4-3-3 di Ferrara: vedremo se sarà risolto.

La prima parte di preparazione è andata buon fine: buon lavoro per la Samp.


Importante anche lo scenario di pubblico fornito dalle amichevoli: grandi folle presenti alle amichevoli dei blucerchiati nel ritiro di Bardonecchia, favorite anche dalla poca distanza che separa Genova dalla sede del ritiro sampdoriano. Un bello scenario in un calcio con sempre meno entusiasmo e sempre più debiti.
Ora la Samp farà un secondo ritiro, in cui completerà la preparazione per affrontare questa stagione, quella che - si spera - sia quella di una salvezza tranquilla, sebbene vi sia la possibilità di penalizzazione nell'inchiesta del "calcio-scommesse" svolta dalle procure di Cremona e Bari; tutto questo in attesa delle indagini della procura di Genova sul famoso derby dell'8 Maggio 2011, quello che segnò la nostra retrocessione e che sembra nascondere più ombre di quanto si potesse pensare.
Uscito anche il calendario della prossima stagione: la Samp esordirà a Milano contro i rossoneri vice-campioni d'Italia, che sembrano (almeno per ora) ridimensionati dal mercato estivo. L'ultima, invece, sarà in casa contro la Juventus campione d'Italia a Maggio 2013. Insomma, un inizio ed una fine con botto; non che il resto sia facilissimo, con un occhio puntato sul derby, segnato per le date del 18 Novembre 2012 e 14 Aprile 2013.
Si è svolto anche il sorteggio per il tabellone di Coppa Italia, nel quale la Samp entrerà dal terzo turno del 18 Agosto: la squadra blucerchiata è attesa da una fra Juve Stabia (favorita), Frosinone o Porto Tolle; probabile la discesa a Castellamare per disputare tale turno di coppa.
Ora attendiamno novità dal mercato, dato che servono ancora un esterno d'attacco ed un terzino sinistro, più un centrocampista nel caso si riuscisse a vendere gli "esodati" che si stanno allenando a Bogliasco, tra cui Angelo Palombo ed Andrea Poli, i cui casi sono quelli più spinosi. In attesa di ciò, già si fantastica sull'Europa, con le amichevoli contro Schalke 04 (10 Agosto) e Barcellona (20 Agosto, al Camp Nou). Per ora, va tutto bene.

Ecco le nuove maglie della Samp per la stagione 2012/2013:
in posa Gastaldello, Obiang, Pozzi e Romero (da sinistra a destra)

25 luglio 2012

C'era una volta Capitan Futuro.

E' proprio vero che la vita ti cambia in un secondo. Il tempo vola via senza che tu te ne accorga e, se un giorno sei l'idolo di una Gradinata o una giovane speranza, bisogna stare attenti: non ci vuole molto perché tu ti trasformi in un peso da "sbolognare" o un giocatore in ritiro, sì, ma non più necessario alla causa. E' lo strano (e costoso) caso di Andrea Poli: proprio lui, che ha fatto parte dell'ossatura della mediana che ha condotto la Samp al preliminare di Champions di due anni fa è, adesso, un giocatore indesiderato, da vendere a qualunque costo, monetizzando il più possibile. Anche a costo di tenerselo scontento, data la scadenza del suo contratto nel Giugno 2014. Ma come si è arrivati a questo punto? Rivediamoci un po' di storia del talentino del vivaio blucerchiato.



Andrea Poli nasce a Vittorio Veneto il 29 Settembre 1989 e cresce calcisticamente nel vivaio del Treviso, collezionando anche quattro presenze con quella maglia. Tutto ciò accade prima che Marotta e la Samp  comprendano le enormi potenzialità di Poli: a quel punto, la società genovese rileva la metà del cartellino del ragazzo trevigiano per un milione di euro, lasciandolo fino alla fine della stagione 2006/2007 in Veneto. L'estate successiva viene convocato per il raduno sampdoriano, lasciando intravedere buone doti, che convincono Mazzarri e la società a tenerlo per la Primavera blucerchiata. Ma non solo: a Novembre, nella trasferta di Cagliari, Poli esordisce con la Sampdoria in campionato, entrando al posto del capitano Sergio Volpi; una grandissima emozione che lascia sognare molti tifosi, speranzosi di rivederlo in campo con la giusta grinta ed una maggiore esperienza.
Nel frattempo, il ragazzo fa grandi cose in primavera, vincendo con la squadra giovanile sia la Coppa Italia Primavera che il Campionato Primavera, battendo rispettivamente Atalanta ed Inter; Poli segna sia nei quarti di finale contro il Chievo che in finale contro i pari età dell'Inter. Durante l'anno, inoltre, il giocatore viene interamente riscattato dalla Samp nell'ambito dell'operazione che porta lo sfortunato Gionatha Mingozzi a Treviso.
A quel punto, viste le prestazioni ottime in Primavera, si decide di farlo partire in prestito, per testarlo nel calcio professionistico: la meta è il Sassuolo, dove il ragazzo colleziona 32 presenze e 5 marcature, compiendo una grande maturazione e mostrando la capacità di inserirsi puntualmente in zona gol. E' un'ottima stagione per Poli, così buona che l'Under-21 lo convoca per l'Europeo 2009 in Svezia; a fine anno ritorna alla Samp, conscio di potersi giocare il posto con chi occuperà i ruoli della zona mediana.
Il ritiro per la stagione 2009/2010 è sotto la guida di Luigi Delneri, sempre in grado di lanciare giovani talentuosi quando ce ne è bisogno: per Poli, il tecnico di Aquileia non fa eccezione. Dopo le prime cinque partite, in cui il duo mediano nel 4-4-2 è Tissone-Palombo, Delneri cambia idea: contro l'Inter a Marassi, scatta l'ora del giovanissimo Andrea Poli. Gioca accanto a Palombo e la sua partita è ancora adesso un ricordo vivido nella mia memoria: i tifosi sono entusiasti del giovane che si ispira a Gerrard, che si fa rispettare persino dal compagno di Under-21 Mario Balotelli.. da quel momento in poi, il ragazzo veneto non esce più dalla formazione titolare, alternandosi con Tissone nella rotazione di centrocampo. Il suo rendimento è ottimo, gioca con personalità: magari gli manca un po' di cattiveria ed il tiro da lontano, ma può solo migliorare. E figuriamoci come può migliorare con 32 presenze stagionali alle spalle in quella splendida annata, pensando oltretutto che potrebbe disputare la Champions.. si comincia anche a dargli l'appellativo di "Capitan Futuro", in assonanza allo stesso ruolo di Daniele De Rossi nella Roma: come il romanista sarebbe l'erede designato per la fascia di capitano, altrettanto succede per Poli nella Samp.
Ma la Samp - come tutti sappiamo - il preliminare non lo passa e Poli, oltretutto, non gioca neanche la doppia sfida con il Werder Brema, bloccato come è da un infortunio muscolare. Quando rientra, non è più in grado di riconquistarsi stabilmente il posto da titolare, anche a causa di numerosi infortuni; così le presenze stagionali scendono a 26 e la Samp retrocede mestamente in B, con Poli che manifesta comunque la voglia di rimanere.



Tutto cambia qualche mese: nonostante il ritiro di Moena svolto con la Samp e la prima partita ufficiale giocata con la maglia blucerchiata (quella di Coppa Italia contro l'Alessandria), Poli si accasa all'Inter negli ultimi giorni di mercato. L'accordo è chiaro: un milione per il prestito e otto di riscatto a fine anno, se il giocatore riuscirà ad ottenere almeno 15 presenze. A Genova, i tifosi sono arrabbiati e non vedono in Obiang un possibile miglioramento; si sbaglieranno rapidamente. Nel frattempo, il giovane centrocampista non vede campo, sempre a causa di infortuni che lo tengono lontano dal terreno di gioco. Ciò nonostante, Ranieri comincia a manifestare fiducia in lui e a dargli gradualmente minuti quando guarisce dai problemi fisici; a Dicembre esordisce con la maglia nerazzurra e, un mese dopo, segna anche il gol del momentaneo 2-0 contro il Genoa in Coppa Italia.
Con l'esonero di Ranieri e l'arrivo di Palombo e Guarin, ci si chiede come sarà organizzato il centrocampo sotto Andrea Stramaccioni, nominato nuovo tecnico da Moratti. Il tecnico della Primavera nerazzurra vede Poli come un ottimo ricambio per i titolari ed il ragazzo, alla fine, colleziona 20 presenze stagionali, sufficienti per partire con la discussione del riscatto.
Ma i dirigenti nerazzurri, in tempi di crisi e ridimensionamento, non hanno affatto voglia di pagare gli otto milioni pattuiti; prima vengono fatti scendere a sei, per una cifra totale di sette da versare alla società blucerchiata. Poi comincia un gioco delle parti estenuante: l'Inter prova ad inserire nella trattativa più giovani, come Caldirola, Donati e Livaja, sfruttando anche il fatto che il nuovo allenatore della Samp, Ciro Ferrara, ha allenato alcuni di questi come C.T. dell'Under-21. Ma non funziona nulla: Sensibile, giustamente, vuole solo cash come stabilito nell'estate precedente e l'operazione non va buon fine. Da qui in poi comincia un valzer infinito di nomi, per altro non ancora concluso: il giocatore viene accostato anche al Milan, perché pare sia voglioso di rimanere in una grande e a Milano. Poi è la volta del Napoli: Mazzarri lo vorrebbe per completare la mediana con Behrami, Inler e Gargano, ma il giocatore non vuole trasferirsi all'ombra del Vesuvio e così l'operazione (già perfezionata per sei milioni e mezzo di euro) salta. Infine, ultima è stata la Juventus, vogliosa di prendere il giocatore non tanto per tenerlo, quanto per girarlo alla Fiorentina nella mega-operazione che avrebbe dovuto portare Jovetic a Torino. Ma quando la Fiorentina ha ribadito la volontà di incassare solo cash, i cinque milioni e mezzo di euro che sarebbero dovuti servire a pagare il giovane centrocampista sono spariti. E adesso, vista la situazione, il giocatore è arrivato a Bardonecchia per allenarsi, in attesa di sapere cosa gli riserva il futuro.
Personalmente, spero che non resti: il ragazzo mi pare molto determinato nel voler giocare in una big, è un buon giocatore e si vede come tale. Perciò non sembra avere l'intenzione di rimanere, se non costretto dal suo contratto. Ma, nel calcio come nella Samp, i giocatori che rimangono solo perché legati da un contratto, e non dalla voglia, non sono mai serviti a nulla; perciò meglio vendere Poli a chi lo vorrà. Chiaro: se rimanesse (di volontà sua, ma ne dubito), sarebbe il rinforzo che si aspettava per completare la mediana. Ma chi ci crede che accada tutto questo, dopo che è stato accostato ripetutamente a più squadre del nostro campionato? Nessuno. Anche perché le favole te le raccontano da piccola e la storia di Capitan Futuro sembra passata da un po'.


22 luglio 2012

La maledizione destra.

Era tanto che si attendeva. Ogni volta che arrivava l'estate, c'era un ruolo che attendeva d'esser riempito nello scacchiere blucerchiato: quello di terzino o di cursore destro. Dall'annata 2007/2008, quella strepitosa di Christian Maggio, si è alla ricerca di un giocatore continuo e degno di occupare tale porzione del campo. Purtroppo, sono state più le ombre che le luci espresse dai ragazzi chiamati a giocare in quel ruolo. E adesso, con l'arrivo di Lorenzo De Silvestri dalla Fiorentina, si spera di aver riempito tale falla. Del resto, l'operazione è molto costosa (prestito oneroso di 250mila euro e riscatto a 4 milioni) e si spera che i risultati siano altrettanto alti. Ma vediamo meglio la storia passata nel ruolo di "sgaloppatore" della fascia destra.

Christian Maggio, 30 anni: gol decisivo nel Derby e grandi prestazioni nella Samp.


Nell'estate del 2008, la Samp opta per la solita cessione annuale della gestione Marotta: a partire è Christian Maggio, autore di un'annata straordinaria. La sua intesa con Cassano è talmente buona che la Samp, per tutta la stagione, si permette di non giocare con un centravanti vero, tanto Bellucci e lo stesso Maggio realizzano (insieme) gli stessi gol di un grande attaccante: 12 per l'ex Bologna, 9 per il cursore veneto. A quel punto, la Sampdoria lo cede al Napoli di Aurelio De Laurentiis per la cifra di 8 milioni di euro. Sembra una perdita incolmabile, vista l'importanza di Maggio nell'allora 3-5-2 di Walter Mazzarri: era praticamente perfetto per essere l'interprete destro nei cinque di centrocampo. Al suo posto, la società fa un doppio acquisto: la Samp prende Marius Stankevicius dal Brescia per 3 milioni di euro e Marco Padalino dal Piacenza per 2.5 milioni. Un duplice colpo che la Samp effettua sperando che i due possano integrarsi presto nel modulo tattico del tecnico di San Vincenzo e permetta alla squadra di avere lo stesso rendimento dell'anno precedente.
Ma sarà un'illusione: per entrambi si presentano problemi, seppur di diversa natura. Padalino ha la corsa di Maggio, ma non è ugualmente ispirato negli inserimenti e spesso sbaglia l'ultimo passaggio per la troppa frenesia; in più, gli infortuni lo mettono fuorigioco di tanto in tanto. Per Stankevicius, il problema è opposto: abituato a giocare da terzino destro nella difesa a quattro, soffre il fatto di dover fare tutta la fascia per tutta la partita, risultando così inefficace per la causa blucerchiata. Padalino decolla nella prima parte della stagione, poi comincia a fare fatica; nel frattempo, Mazzarri è talmente poco convinto dal comportamento di Stankevicius come esterno destro che lo sposta come interno di centrocampo accanto a Palombo e Franceschini. Se per il calciatore svizzero il declino in maglia blucerchiata è segnato dal ritorno al 4-4-2 con Delneri e dall'arrivo di Semioli nella stagione successiva, per Stankevicius c'è ancora l'occasione di incidere come terzino destro, dove viene utilizzato alternandosi a Zauri, arrivato nel frattempo dalla Lazio. Ma nell'inverno del 2010, il lituano va in prestito al Siviglia e saluta la Samp.

Marius Stankevicius, 31 anni: luci ed ombre nei suoi anni blucerchiati.


Luciano Zauri arriva dalla Lazio dopo esserne stato capitano di lungo corso: il suo ruolo di terzino destro nel 4-4-2 non comporta salire troppo e, personalmente, era una delle cose che mi dispiaceva di più. Poche volte, nella sua avventura blucerchiata, ho visto Zauri all'attacco. Certo, era cosa buona e giusta per mantenere l'equilibrio nella fase difensiva del 4-4-2 del tecnico friulano, ma è un peccato. Ma Zauri riesce comunque ad essere utile alla conquista del quarto posto nella stagione 2009/2010, nonostante un rigore "regalato" a Palermo, nella sfida decisiva per il "posto-Champions", che fa sussultare tutti i tifosi sampdoriani. Ad alternarsi con lui, c'è Fabrizio Cacciatore, che verrà ricordato quell'anno unicamente per l'espulsione in uno dei derby più nefasti per i nostri colori.
L'anno dopo, con il preliminare di Champions e il desiderio di non riscattare Zauri, ci si chiede se uno dei grandi colpi della famiglia Garrone sarà proprio in quella zona di campo: la risposta è ben nota. La Samp non compra nessuno (se non Curci per sostituire Storari), sperando che la buona stella la mandi buona e permetta di comprare giocatori dopo aver passato il preliminare. Non andrà così: il Werder passerà il turno con uno psicodramma calcistico che avvilisce un po' l'ambiente blucerchiato. Stankevicius, tornato dall'esperienza di Siviglia con la conquista della Coppa del Re, gioca benissimo i due preliminari, mostrando tutto quello che non aveva fatto vedere nella stagione e mezza precedente. Ma anche qui, la strategia Samp non è delle migliori: il lituano viene ceduto in prestito al Valencia e la società blucerchiata si riprende Zauri, di nuovo in coppia con Cacciatore per occupare il ruolo di terzino destro nella squadra messa in campo da Di Carlo.
Sarà un calvario: Zauri, non aiutato dalla tattica di Delneri, non risulta essere di nessuno aiuto alla causa; Cacciatore ha dei buoni momenti, ma è per lo più confusionario ed arruffone, dimostrandosi non pronto al grande salto; a Gennaio, la Samp prende Gilberto Martinez dal Brescia, che dimostra molta grinta, ma non è un terzino destro e non ha molto tempo di incidere.
Si arriva così all'ultimo anno: Zauri viene lasciato andare, Cacciatore è ceduto al Varese in prestito e c'è un vuoto enorme a destra, dove si tornerà al 3-5-2, secondo la decisione del nuovo tecnico, Gianluca Atzori. I candidati a giocarsi il posto saranno Andrea Rispoli, reduce da una tremenda stagione a Lecce e di proprietà del Parma, ed il redivivo Marco Padalino, reduce da numerosi infortuni e recuperato solo all'inizio della stagione scorsa.
I primi mesi sono terribili: la squadra naviga in acque minacciose, l'obiettivo dichiarato della Serie A è ben lontano dall'essere conquistato e a destra, come in molti altri settori del campo, si soffre. Padalino gioca poche partite, prima che faccia rendere conto ad Atzori che non ha colmato le sue lacune tattiche: la gara casalinga con il Torino segna il suo naufragio. Intanto, Rispoli viene riproposto sia come esterno destro nel 3-5-2 sia come terzino destro nella successiva trasformazione del modulo in 4-4-2. Ma i risultati sono modesti, se non mediocri: il ragazzo non riesce ad integrarsi e spesso corre a vuoto, nonostante il grande impegno. La svolta vera arriva con Iachini, chiamato al posto di Atzori a Novembre 2011: cambia il modulo nel 4-3-1-2 e decide di portare Gaetano Berardi dal Brescia. Anche qui grossa incertezza: le prime due-tre partite di Berardi sono buone, ma poi troppi interventi fallosi ed un Rispoli in crescita verso la fine del campionato lo mettono in panchina. Rispoli si conquista così il posto ed è decisivo nei play-off (salvataggio miracoloso a Modena contro il Sassuolo, assist per il gol-promozione a Varese), ma non viene riconfermato dalla Samp e rimane in B, a Padova, lasciando così nuovamente un vuoto in quella posizione.

Andrea Rispoli, 23 anni: decisivo nel finale dell'ultima stagione sampdoriana.


E adesso? Si è comprato Lorenzo De Silvestri. Il 24enne era stato una promessa della Lazio, che lo aveva fatto esordire a 17 anni con la maglia biancoceleste addosso; a 19 anni, De Silvestri aveva già diverse presenze sia in Serie A che addirittura in Champions League. Poi si è un po' perso, la Fiorentina lo ha acquistato tre anni fa per una cifra di sei milioni di euro: il primo anno e mezzo, tra Prandelli e Mihajlovic, è stato positivo. Poi, però, il tecnico serbo gli ha preferito Comotto e De Silvestri, complice anche il tracollo viola di quest'anno appena concluso, ha visto calare le sue quotazioni. In teoria, è il futuro dell'Italia, visto che il ruolo non ha questi grossi interpreti che girano per il nostro mondo pallonaro; in pratica, il ragazzo deve dimostrare moltissimo. Speriamo lo possa fare, in modo da spezzare questa maledizione che ci portiamo sulla destra. Una maledizione che è già costata abbastanza.

Lorenzo De Silvestri, 24 anni, durante la sua presentazione con il d.s. Sensibile, 40.