03 settembre 2012

Meno trentacinque.

E anche questa è andata. La Samp vince anche la prima a Marassi contro un Siena abbastanza remissivo. Il 2-1 finale sta anzi un po' stretto alla squadra di Ferrara, che ha dimostrato di essere una buona compagine e che il colpo a San Siro non è stato solo oggetto di fortuna. Al contrario, Cosmi avrà molto da pensare, dato che i toscani sono sembrati poco consistenti ed incapaci di creare grossi pericolo. Per quanto ci riguarda, almeno questa volta, va bene così: la Samp si prepara a disputare un buon campionato, se la condizione la assisterà per l'intera stagione.

Il Doria si presenta con gli stessi undici che hanno compiuto il miracolo contro il Milan, con un'unica novità: Maresca, arrivato da pochi giorni, gioca come perno di centrocampo al posto del compassato Tissone. Il Siena si ripropone con lo stesso assetto tattico che ha portato il primo punto in campionato: 3-5-2 con Calaiò e Zé Eduardo davanti, mentre Rosina e Bogdani scaldano la panchina. La Samp dimostra subito di controllare l'andazzo della partita e si propone pericolosamente al 6': combinazione di fino tra Costa e Poli, cross del terzino sinistro ed Eder spara un destro che Pegolo respinge senza troppi problemi. Al 12', è lo stesso brasiliano a riprovarci, stavolta con meno fortuna. Infatti, il numero 23 prima tira addosso al portiere avversario, poi sparacchia alto da buona posizione, seppur con le spalle alla porta. La Samp continua ad impostare il suo gioco ed Estigarribia, al 18', tira da fuori area con un buon sinistro, impegnando Pegolo alla respinta. Il Siena pare troppo lento nelle ripartenze ed incapace di impostare una veloce manovra d'attacco.
Al 20' episodio dubbio in area senese: palla a Maxi Lopez, che si libera bene di avversario e segna l'1-0 dal limite dell'area di rigore. Peccato che il gioco sia già fermo, perché l'arbitro ha segnalato la carica del centravanti argentino ad un difensore del Siena. Gol annullato, ma la Samp non si ferma: tre minuti più tardi, una triangolazione tra Poli ed Eder porta il centrocampista blucerchiato al tiro, contrato da Neto in calcio d'angolo.
L'unico pericolo del Siena alla porta sampdoriana lo produce Del Grosso, con un bel sinistro da fuori area al 33': Romero lo disinnesca senza troppi problemi. Tutto sembra volgere al termine, quando un lampo "rubio" accende la notte di Marassi. La rimessa laterale di Berardi viene raccolta da Maxi Lopez in area; il biondo attaccante si gira, fa due passi e manda il pallone in rete con un bel sinistro a giro. 1-0 al 44' e la Genova blucerchiata è in delirio. Bel modo di presentarsi al suo pubblico per l'ex Catania, che sicuramente risulterà uno dei migliori del match.
Si va al riposo e la ripresa non porta grandi cambiamenti sul campo, anche se il Siena mette in campo Valiani al posto di un ex come Mannini. Ed i toscani propongono la prima occasione del secondo tempo, con Calaiò che gira alto un cross di Del Grosso. Insomma, i toscani non sono il massimo della prosperità davanti ed è così la Samp a sfiorare il raddoppio. Dopo l'ennesimo fallo di Felipe, Eder coglie il palo su punizione deviata dal limite dell'area: un po' sfortunato il brasiliano nel match odierno. Purtroppo, dopo i cambi di Zé Eduardo e Poli per Rosina e Munari, ecco l'episodio che rischia di cambiare una partita dominata: lancio di Vergassola, Calaiò stoppa bene e Gastaldello lo stende prima che l'ex Napoli possa calciare. Giallo al capitano doriano e rigore per i toscani. Romero si tuffa bene ed è fortunato, visto che Calaiò coglie il palo. Peccato che Vergassola si avventi sulla respinta e sigli l'1-1. Per il capitano del Siena è il quarto (!) gol contro la sua ex squadra, di cui ha vestito i colori negli anni bui della B.
Fortunatamente, la Samp è una squadra dotata sul piano del carattere e, pochi minuti dopo, arriva l'immediata risposta blucerchiata. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Obiang raccoglie il pallone, lo lavora e mette in mezzo, trovando la zuccata di capitan Gastaldello. 2-1 e secondo gol di "Gasta" contro la sua ex squadra; infatti, il numero 28 non esulta. Trovato il nuovo vantaggio, la Samp deve solo gestire. Giusto un paio di episodi significativi, come l'espulsione di Felipe per doppia ammonizione e la traversa di Maresca su calcio di punizione. Il resto è una lunga corsa sul prato di Marassi, alcune sostituzioni e l'ovazione all'entrata di Pozzi in campo, seppur solo per 10 minuti.

Romero 6.5 | Non soffre troppo, ma quando è impegnato si applica: para la bomba di Del Grosso e sul rigore aveva azzeccato l'angolo..
Berardi 6 | Atleticamente sta bene, purtroppo non mi sembra precisissimo in fase tecnica. Per ora va bene così, ma aspettiamo De Silvestri.
Gastaldello 6.5 | Con il gol si fa perdonare la castroneria sul rigore del Siena.
Rossini 6.5 | Più tranquilla la sua partita, Zé Eduardo non lo fa penare e Rosina agisce troppo lontano dall'area.
Costa 6.5 | Dalla sua parte il Siena si fa vedere poco. E allora, per lui, ci sono molti spazi per bucare la difesa avversaria. Mi sta sorprendendo in questo ruolo durante quest'inizio di campionato, anche se - pure qui - aspettiamo il terzino titolare.
Maresca 7 | Perfettamente a suo agio nel campionato che aveva lasciato sette anni fa, "il Capo" comanda il centrocampo senza paura.
Poli 6.5 | Molta cattiveria, ma dovrà migliorare in fase d'inserimento. Intanto si fa una gita con Prandelli..
Obiang 7 | Se continua sulla media di queste prime due gare di Serie A, sarà un campionato fantastico. Il ragazzo non è pronto, di più! Anche da interno di centrocampo è in grado di deliziare.
Estigarribia 7 | Bello deciso il paraguaiano, meno timoroso che a San Siro e sopratutto brucia il povero Del Grosso con le sue accelerazioni fulminanti.
Eder 6.5 | Un po' impreciso sotto porta, mettici anche la sfortuna ed il brasiliano non trova il gol. Le premesse sono buone, speriamo che - stavolta - faccia vedere quel che vale anche in A.
Maxi Lopez 7.5 | Che centravanti, signori miei. Rimango un po' scettico sulla media realizzativa, ma il lavoro di squadra che l'argentino fa è spettacolare: si sbatte, tiene alto il baricentro della Samp, segna e fa anche espellere Felipe. Non si poteva volere di più per il suo debutto ufficiale a Marassi.

Munari 6 | Il suo dinamismo è utile in un centrocampo molto tecnico, ma stanco nella ripresa.
Kristicic 6 | Continuo a pensare che il suo sacrificio come esterno ne limiti il potenziale. Ma se è l'unico modo per non bruciarne la crescita per la troppa sovrabbondanza a centrocampo, così sia.
Pozzi s.v. | Non vede palla e la partita è già bella che decisa. Ma quando un intero stadio ti aspetta solo per cantarti qualche coro di gioia, ne vale comunque la pena.

E ora c'è la pausa per le nazionali. La Samp ci va tranquilla, con sei punti (pardon, cinque) in saccoccia e due vittorie su due, come le ben più blasonate Juventus, Napoli e Lazio. Non abbiamo mostrato nulla in meno rispetto a queste squadre, certamente non lotteremo per alti obiettivi, ma come non si può essere fiduciosi? Ci vorrà tempo per confermare queste buone sensazioni, ma intanto ci godiamo il presente. Meno trentacinque alla salvezza, Pescara la prossima meta. Buona pausa a tutti e forza Doria!

Maxi Lopez, 28 anni, festeggiato da Eder, 26, dopo l'1-0 contro il Siena.

31 agosto 2012

Quasi tutto ok.

E' stata una lunga estate, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Parafrasando lo slogan della pubblicità di un famoso amaro, la Samp conclude la sua sessione estiva di mercato in maniera soddisfacente. Di sicuro, ci sono stati dei progressi in entrata, mentre in uscita Sensibile ha saputo fare delle buone cose, non riuscendo a liberarsi però del personaggio più discusso, ovvero l'ex capitano Angelo Palombo, che rimane alla Sampdoria nonostante sia evidentemente fuori dal progetto di Ciro Ferrara.

Edoardo Garrone, 51 anni, e Pasquale Sensibile, 40, a colloquio.


MOVIMENTI IN ENTRATA:
Berni (p, svincolato)
S. Poulsen (d, svincolato)
Costa (d, Reggina - riscatto a un milione di euro)
Castellini (d, Parma - nell'operazione Biabiany)
De Silvestri (d, Fiorentina - prestito oneroso a 250mila euro per un riscatto di quattro milioni)
Maresca (c, svincolato)
Tissone (c, Maiorca - fine prestito)
Poli (c, Inter - fine prestito)
Renan (c, Cluj - riscatto a 3,2 milioni di euro)
Palombo (c, Inter - fine prestito)
Estigarribia (c, Deportivo Maldonado - prestito con diritto di riscatto a cinque milioni di euro)
Eder (a, Empoli - riscatto a 3,5 milioni di euro)
Corazza (a, Portogruaro)
Maxi Lopez (a, Catania - prestito oneroso a 2,5 milioni di euro per un riscatto di sei milioni)

Diversi i movimenti in entrata, con gli acquisti che sono stati buoni e sullo stesso tenore del mercato invernale di quest'anno. Partiamo dai botti: sicuramente l'acquisto di Maxi Lopez è importante. Il ragazzo ha 28 anni, cercava una sistemazione e l'ha trovata a Genova, dove spero possa contribuire alla nostra salvezza. Personalmente, ritengo la cifra un po' alta, dato che le sue due ultime stagioni non sono stati esaltanti come la prima a Catania.. ma evidentemente ci credono in corte Lambruschini. Poi ci sono stati gli acquisti di Estigarribia e De Silvestri: se il paraguaiano veniva da una buona annata con la Juventus campione d'Italia, l'ex Under 21 ha vissuto un periodo negativo a Firenze negli ultimi tempi. La Samp potrebbe essere una piattaforma di rilancio. In ogni caso, per entrambi, il riscatto è alto, quindi bisogna sperare che i due possano veramente fare la differenza.
I riscatti di Costa, Renan e Eder sono una sorta di premio per la promozione ottenuta a Giugno. Quasi otto milioni totali per l'acquisizione dei cartellini dei tre giocatori, fondamentali nella rincorsa alla Serie A. Costa e Eder saranno utili a Ferrara, che li ha già schierati a Milano. Probabilmente ci sarà meno campo per il brasiliano, che è diventato uno dei beniamini del pubblico, ma che l'ex C.T. dell'Under 21 non vede molto. Berni è una mossa per tappare la falla lasciata da Da Costa, squalificato fino ad Ottobre per il calcio-scommesse. Castellini è una mossa incomprensibile, ma finché non metterà piede in campo potrà essere utile con la sua esperienza; anche se tenere Laczko piuttosto che l'ex Parma non sarebbe stata una cattiva idea..
Tissone è tornato da Maiorca dopo una buona annata: il suo gioco preciso, ma compassato è più che adatto al calcio spagnolo. Tuttavia, il club iberico non poteva permettersi il riscatto fissato a cinque milioni (!) di euro, perciò l'argentino è tornato alla Samp ed è diventato - almeno per ora - un perno nel modulo di Ferrara. Poli è stato prima conteso da Fiorentina e Juventus per poi rientrare nel progetto del nuovo allenatore della Samp. Non sono convintissimo sulla sua voglia di restare, ma a Milano è sembrato sul pezzo. Palombo era in uscita ed è rimasto tale, non è mai stato parte integrante della rosa. Corazza è un giovane che è stato subito girato alla squadra da cui proveniva, sebbene si fosse messo in luce durante il ritiro estivo. Infine Poulsen e Maresca, che sono i tasselli che servivano per completare la squadra: un terzino sinistro ed un centrocampista/regista d'esperienza.
A mio modo di vedere manca numericamente un esterno, ma proveremo a resistere così fino a Gennaio.

Voto 7.5

Maxi Lopez, 28 anni, qui al Gamper: il suo acquisto servirà alla salvezza della Samp?


MOVIMENTI IN USCITA:
Padelli (p, Udinese)
Fiorillo (p, Livorno - prestito con diritto di riscatto e controriscatto)
Rispoli (d, Parma - fine prestito)
Bastrini (d, Vicenza)
Bianco (d, Avellino)
Celjak (d, Grosseto - prestito)
Volta (d, Levante - prestito)
Cacciatore (d, Verona - prestito)
Foggia (c, Lazio - fine prestito)
Gentsoglou (c, Livorno - prestito con diritto di riscatto della metà e controriscatto)
Pellé (a, Parma - fine prestito)
Fornaroli (a, Panathinaikos)
Biabiany (a, Parma - comproprietà per 3,5 milioni di euro)
Corazza (a, Portogruaro - prestito)
Testardi (a, Lanciano - prestito)
Zaza (a, Ascoli - prestito)
Maccarone (a, Empoli - prestito)

Le operazioni in uscita sono state molte e non tutte sono andate a termine. Un gruppo di giocatori esclusi dal progetto di Ferrara - i cosiddetti "esodati" - si è allenato a parte in quel di Bogliasco. Padelli è stato acquistato a titolo definitivo dall'Udinese, dove era già stato il secondo l'anno passato. Fiorillo cerca gloria in quel di Livorno con un prestito, ma almeno per ora parte dalla panca: spero possa dimostrare il suo valore. Rispoli è tornato giustamente a Parma, dato che il suo rendimento è stato altalenante; ottimo nel finale, ma decisamente mediocre durante tutto il resto della stagione. Bianco e Bastrini hanno salutato la compagnia, dimostrando come i giovani primavera che vinsero il campionato nel 2008 non sono (o non saranno) dei campioncini come speravamo.
Celjak è partito per un nuovo prestito, dopo un buon campionato in Lega Pro con la maglia del Pergocrema. Cacciatore non ha ancora trovato la piazza ideale, nonostante la buona stagione a Varese, e riparte da una favorita alla promozione in Serie A come il Verona. Volta avrà opportunità di rivalutarsi e fare una nuova esperienza in quel di Valencia, dove ad attenderlo c'è il Levante, che giocherà anche l'Europa League. Foggia è partito dopo un campionato nel quale è stato utile, ma troppo discontinuo. E di fronte al riscatto fissato a quattro milioni di euro, la Samp ha opportunamente scelto di non esercitarlo.
Gentsoglou ha raggiunto Fiorillo a Livorno, per verificare se il suo acquisto è stato inutile o meno. Pellé è tornato a Parma, per poi ripartire nuovamente verso l'Olanda. Fornaroli ha definitivamente lasciato la Samp e vedremo se ci saranno dei rimpianti o se molti rimarranno contenti della sua cessione, dopo quattro anni di dubbi e di rimpianti.
Biabiany è stato riscattato - per la metà del suo cartellino - dal Parma, contento del campionato disputato dal francese. Corazza è ripartito nuovamente per il Portogruaro, mentre Testardi e Zaza proveranno ad imporsi in Serie B con le maglie di Virtus Lanciano ed Ascoli. Infine, uno dei casi più complicati è stato sbrogliato: Maccarone torna ancora ad Empoli, dopo i sei mesi dell'ultimo anno. Nuovamente in prestito, ma il suo contratto scadrà nel Giugno 2013 e quindi il suo caso è risolto una volta per tutte.
Il mercato in uscita è stato meno soddisfacente di quello in entrata. Non tutti gli esodati sono partiti, sopratutto Palombo è rimasto a Genova, rifiutando Parma, Bologna, Torino, incassando il "no" del Milan e scartando la destinazione Rubin Kazan (ricca e con l'Europa League, ma lontana). Il suo caso sembra quello di un giocatore desideroso di tenersi stretto il suo milione e mezzo d'ingaggio fino al 2015. Rimasti a Genova anche Semioli (sembrava fatta con la Pro Vercelli, poi è saltato tutto), Padalino e Foti (che sperava di trovare una squadra di B pronta ad investire su di lui). Personalmente, speravo anche nel prestito di Juan Antonio - che non è adattissimo al 4-3-3 di Ferrara e che rischia di bruciarsi - e nella cessione di uno/due centrocampisti, dato che si è in otto lì in mezzo per tre posti. Decisamente troppi.

Voto 6.5

Angelo Palombo, 30 anni: l'ex capitano è rimasto a Genova nonostante le richieste.


Il mercato è stato di medio livello. Speriamo lo possa essere anche il nostro campionato, con salvezza inclusa.

30 agosto 2012

Un grande rimpianto.

Siamo agli ultimi giorni di mercato e c'è ancora tanto lavoro per Pasquale Sensibile. Nonostante un buon mercato in entrata, quasi concluso dopo gli acquisti di Poulsen e Maresca, adesso tocca concentrarsi sul mercato in uscita, dove diverse situazioni devono essere risolte. Prima su tutte il caso Palombo: un milione e mezzo d'euro di ingaggio, nessuna squadra disposta per ora ad accollarsi un impegno così grande e la risaputa scelta della Samp, che non lo considera nel progetto tecnico di Ferrara. A questo, si devono aggiungere le situazioni di Maccarone, forse di ritorno ad Empoli), di Cacciatore (anche lui potrebbe tornare a Varese), di Foti (in attesa di sistemazione in Serie B, per lanciarsi definitivamente), di Padalino (disposto a scendere in B pur di ricominciare) e di Bianco. Ma c'è una situazione sulle altre che passa inosservata e che, al tempo stesso, fa un po' rabbia. Se i nomi precedentemente nominati non possono dare più nulla alla Samp, né tecnicamente né a livello motivazionale, c'è un uomo che avrebbe potuto. Ma che, a causa dei suoi infortuni ricorrenti, non è stato utile alla Samp quanto si sperava. E' Franco Semioli, per il quale si sta parlando di una rescissione del contratto.

L'esteno nel 2009: è appena arrivato alla Samp da Firenze per cinque milioni di euro.

Franco Semioli nasce 20 Giugno 1980 a Cirié, un piccolo comune situato nella provincia di Torino. Ed è proprio nel capoluogo piemontese che Semioli muove i primi passi calcistici, fino a far parte delle giovanili del Torino. Con la squadra granata, la giovane ala fa l'esordio in Serie B nella stagione 1998/1999; dopo un prestito alla Salernitana, torna alla base ed aiuta la squadra granata a raggiungere la promozione nella Serie B 2000/2001. Esplode definitivamente a Vicenza, sotto la guida del mister Andrea Mandorlini, dopo un girovagare tra la casa madre e Terni, dove aveva ben impressionato, ma non abbastanza per salvare la squadra umbra.
La cosa curiosa è che, nel frattempo, l'Inter ha acquistato la sua metà per volere dell'allora allenatore Marcello Lippi. Ed i nerazzurri condivideranno la comproprietà di Semioli con il Chievo Verona dalla stagione 2003/2004, nella quale l'ala raggiunge i gialloblu e trova finalmente la continuità giusta anche in Serie A. Il gioco di Delneri lo mette a suo agio e così il Chievo riscatta anche l'altra metà del cartellino dall'Inter, facendo di Franco uno dei punti fermi della squadra. Tanto che, con la vicenda Calciopoli, il Chievo arriva anche in Champions League, sebbene i preliminari lo vedano eliminato dal Levski Sofia. I clivensi, già privatisi di Amauri (partito per Palermo), tengono Semioli per un'altra stagione. Sarà però un dramma: la squadra gialloblu retrocede incredibilmente all'ultima giornata ed il Chievo è costretto alla cessione di Semioli, desideroso di riprovare la corsa alle coppe europee, nelle quali ha esordito proprio quell'anno con la maglia dei veneti. Inoltre, restare in B non aiuterebbe nel tenere il posto in nazionale, che Semioli ha iniziato ad intravedere con tre presenze (che rimarranno tali).
La Fiorentina diventa la sua meta successiva: la squadra di Prandelli si piazza ogni anno in Europa e allora il giocatore cede. Sette i milioni che servono al suo trasferimento e a consegnare a Prandelli un'ottima ala, funzionale per il suo 4-2-3-1. Le presenze di Semioli non saranno tantissime (43 in due stagioni) a causa degli infortuni che cominciano a tormentarlo e di una concorrenza che si amplia quando la Fiorentina raggiunge l'agognata Champions League. Ma Franco continua a sfruttare bene i minuti che gioca ed è utile alla squadra viola per mantenere certi standard di rendimento.

Semioli con la maglia viola: per lui, due campionati dignitosi.

Ma la pazienza non è infinita. E così Semioli decide di andarsene, desideroso di guadagnare più spazio in campo. Delneri si è accasato alla Sampdoria e chiede immediatamente l'ex Chievo per il suo 4-4-2, nel quale Semioli aveva già giocato ai tempi di Verona. La Fiorentina lo cede alla Sampdoria per ben cinque milioni di euro, che molti giudicano un esborso troppo grande per un giocatore che, a 29 anni, è già bersagliato dagli infortuni e non può essere utile per un'intera stagione. Ma la scelta è giusta, almeno dal punto di vista squisitamente tecnico.
Il campionato 2009/2010 lo conferma. Nella striscia di vittorie collezionata ad inizio campionato, Semioli è fondamentale. Purtroppo comincia subito il calvario del buon Franco, che si fa male alla quarta giornata contro il Siena: dopo 45' di gioco, è costretto ad uscire per un dolore alla spalla. A Novembre 2009 sembra pronto al rientro per il derby, invece si fa di nuovo male in allenamento con una distorsione della caviglia. Torna a Gennaio ed è fondamentale per la riscossa sampdoriana: difatti, il numero 77 segna il gol del 3-2 nella trasferta di Udine, quella che rilancia le speranze blucerchiate per l'Europa. Che poi si trasformeranno in Champions League grazie ai 67 punti finali. E Franco trova anche il tempo di fare il gol dell'ex nel 2-0 casalingo alla Fiorentina in Febbraio.
Insomma, il ragazzo non ha giocato molto (26 presenze) ma è stato fondamentale, poiché tatticamente è troppo importante per il modulo delneriano. Peccato che Delneri decida di lasciare la Sampdoria dopo questo straordinario risultato e così Semioli viene gradualmente messo da parte. Mimmo Di Carlo, nuovo tecnico blucerchiato, predilige il 4-3-1-2 con il cosiddetto "finto trequartista" ed il numero 77, in questo modulo, può essere impiegato solo come mezz'ala destra, snaturando così del tutto la sua natura tattica. Mettiamoci anche l'operazione alla spalla a Maggio 2010 che mette a rischio la sua partecipazione ai preliminari. Ma Franco recupera e disputa un ottimo preliminare, seppur snaturato in quella posizione, piazzando l'assist per il 3-0 delle illusioni di Cassano, nel ritorno maledetto di Champions contro il Werder.
L'esperimento continua in campionato, ma ci si accorge presto che non è fattibile: il ragazzo è un'ala, inutile fargli fare la mezz'ala se non è in grado. Purtroppo, l'alto numero di centrocampisti centrali non permette un cambio di modulo e si va avanti così, mentre Semioli viene messo da parte. Il suo rendimento cala, inoltre un infortunio alla caviglia prima lo ferma ai box, poi lo mette fuori gioco per l'intera stagione 2010/2011. A pensarci, chissà se sarebbe stato utile nello spettacolo orrendo che è stata la stagione della retrocessione. Fatto sta che Franco recupera ed è pronto per la preparazione estiva dell'annata successiva, con mister Atzori deciso a puntare sul 3-4-1-2. La sfida per il posto di esterno destro è proprio fra Semioli e Padalino, entrambi infortunati di lungo corso ed entrambi con difetti che non li renderebbero adatti ad occupare tale posizione. Se sono sicuramente più gravi quelli dello svizzero, che pecca a livello difensivo, il numero 77 non ce la fa a fare tutta la fascia per novanta minuti. Per fare una comparazione che rendi, non è certo come Maggio, in grado di fare lo stantuffo per tutta la partita. Così, Semioli fa fatica, finché non c'è il passaggio al 4-4-2, nel quale l'ex Fiorentina da il bianco, con la partita di Empoli come manifesto della sua superiorità in B: 3-1 e due assist a Pozzi. Poi l'assist a Costa contro il Torino ed il rigore guadagnato in quel di Verona. Sembra la quadratura del cerchio. Purtroppo il calo della Samp nel periodo autunnale e l'ennesimo infortunio tagliano le gambe a Semioli, che torna a Marzo del 2012, quando il modulo è cambiato, l'allenatore pure (Iachini per Atzori) e le gerarchie anche. Il massimo per Semioli saranno un paio di presenze nel finale di campionato, come subentrato e fuori ruolo; saranno invece 18 quelle a fine anno.

Semioli durante il preliminare di Champions League 2010/2011 contro il Werder Brema.

Ora la fine è vicina: da un paio di settimane la società sta discutendo la rescissione con il 32enne esterno destro. Ma siamo sicuri che un Semioli in forma non possa essere utile a questa Samp? Del resto, a ben guardare, l'unico tassello mancante al Doria 2012/2013 è un vice-Estigarribia. Poteva essere Franco. Dico "poteva", perché a ben vedere la Samp non ha torto: su Semioli non si può fare affidamento dal punto di vista fisico e questo, purtroppo, è un problema insanabile. La società preferisce separarsi dall'ala piemontese. Personalmente, lo ritengo un peccato. Quei cinque milioni di euro sono stati spesi bene per quel che si è visto in campo di Franco Semioli. Purtroppo, si è visto troppo poco in queste tre stagioni e questo è un grande rimpianto.

Semioli, 32 anni, vicino alla fine della sua avventura a Genova.

27 agosto 2012

Buona la prima.

Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà un campionato molto interessante quest'anno. La Samp sbanca San Siro con tanta abnegazione ed un po' di fortuna (che non guasta mai), riuscendo a cancellare subito la penalizzazione dovuta al caso del calcio-scommesse. L'1-0 finale maturato contro il Milan è forse troppo generoso per la nostra beneamata, ma fatto sta che la Samp ha giocato una gara attenta e buona, sopratutto nei primi 45'. Il gol di Costa e qualche episodio fortunoso hanno fatto il resto. E tutto questo pur avendo Pozzi squalificato e Maxi Lopez in cattive condizioni..

La Samp si presenta all'inizio della nuova stagione con un 4-3-3 che in realtà è un 4-5-1 mascherato. Già, perché Pozzi squalificato e Maxi Lopez in difficoltà fisica costringono Ferrara a ridisegnare l'assetto della squadra. Con Romero tra i pali, trova spazio Berardi al posto di De Silvestri; a centrocampo, Tissone fa da perno con Poli e Obiang ai suoi lati; davanti, Krsticic ed Estigarribia sono le ali che accompagneranno l'unica punta Eder, nel ruolo inedito di centravanti. Il Milan, contestato dal pubblico ed accompagnato da poco tifo in quel di San Siro, è pronto comunque a dare battaglia e a dimostrare che la stagione sarà positiva anche senza due fenomeni come Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic. 4-3-3 per la squadra di Allegri, con De Sciglio in campo al posto di Abate, il nuovo arrivato Montolivo a centrocampo e davanti il trio Boateng-El Shaarawy-Robinho.
Si parte subito con un destro alto di Boateng dalla distanza. La posizione del ghanese sarà motivo di dissenso tra i tifosi, dato che è un trequartista con licenza d'inserimento e, invece, contro la Samp gioca praticamente da esterno, perdendo molto della sua potenza. L'occasione migliore del primo tempo la costruisce la Samp al 9': lancio lungo per Eder, ma Bonera sembra in vantaggio. Purtroppo per l'ex Parma, il numero 23 blucerchiato riesce a rubargli il pallone vicino al calcio d'angolo e s'invola verso la porta. Ma, quando sta per calciare, Eder viene contrato dal ritorno dello stesso Bonera e l'azione sfuma. Dopo una sfuriata milanista di dieci minuti, la Samp prende campo e controllo il match, senza però creare grandissime occasioni. D'altro canto, il Milan non riesce a costruire più di un paio di innocui pericoli con Robinho: l'asso brasiliano prima tira dalla distanza con parata di Romero, poi su punizione sfiora il palo senza creare grossi problemi al portiere argentino della Samp. I blucerchiati si limitano a tenere palla, anche se Obiang e ancora Eder riescono a creare altri grattacapi ad Abbiati.
Il secondo tempo si apre con un Milan sempre sterile, ma più volenteroso: nei primi dieci minuti della ripresa, Robinho va al tiro più volte cercando di impensierire Romero. Ma il numero 7 del Milan sembra essere l'unico ad avere un po' di vivacità lì davanti. Finché non arriva il minuto 59: calcio d'angolo per la Samp, cross di Tissone e zuccata vincente di Costa, che segna l'1-0. Da non crederci, ma c'era da aspettarselo. In una partita così sterile dal punto di vista delle occasioni, giusto un episodio poteva condannare l'una o l'altra squadra. E l'episodio lo trova la Samp, con il primo gol di Costa con la maglia blucerchiata in Serie A.
La reazione del Milan non si fa attendere. Allegri si gioca le carte Pazzini e Emanuelson per un invisibile El Shaarawy e Flamini. Calcio d'angolo al 65' di De Sciglio, colpo di testa a botta sicura di Yepes, ma Romero è mostruoso e - con l'aiuto del palo - salva la porta blucerchiata. Qui si vede la differenza: l'episodio c'è per la Samp, ma non per il Milan, che comunque continua a spingere, seppur non trovi sbocchi negli ultimi 20 metri. Proprio i rossoneri inseriscono anche Constant per Nocerino, mentre la Samp esaurisce i suoi tre cambi facendo entrare Maxi Lopez; Soriano e Munari per Estigarribia, Eder e Poli. I blucerchiati arretrano terribilmente il baricentro e si costringono a soffrire nel finale, subendo un casuale, ma arrembante tiro al bersaglio del Milan. Prima è Constant a impensierire Romero, poi è Boateng dalla distanza a colpire il palo, con la deviazione di Munari che aveva messo fuori gioco il numero 22 blucerchiato. Infine, nel finale, Boateng colpisce di testa verso la porta di Romero, che controlla sicuro. L'ultimo brivido lo gioca Flamini, che tira a colpo sicuro da 5 metri, ma trova la respinta di Gastaldello sulla linea. Finisce così, senza il pareggio finale: la Samp sbanca San Siro dopo quattro anni e si regala un pomeriggio di gloria, seppur contro un Milan spuntato.

Romero 8 | E meno male che ha deciso di cominciare soft questo campionato. Il "treccina" para tutto, tranne il destro di Boateng. Lì ci pensa il palo a salvare la sua porta. Speriamo continui così.
Berardi 6 | Soffre un po' lì a sinistra nel primo tempo, dove agisce Robinho, ma controlla abilmente nel secondo tempo.
Gastaldello 7 | Anche lui è ripartito alla grande, da dove aveva lasciato. In B era uno dei centrali migliori, in A sembra potersi ripetere a quei livelli. Il salvataggio sulla linea al 94' vale come un gol.
J. Rossini 6.5 | Alla prima presenza in A, non mostra paura per San Siro e marca benissimo Pazzini, l'ex di turno da cui tutto s'aspettano un gol. Spero che gli continui ad essere data fiducia come centrale, crescerà bene.
Costa 6.5 | Partita sufficiente, viene impreziosita dal gol della vittoria. Ha sofferto un po' De Sciglio nella ripresa, ma ci può stare, vista la grande intraprendenza del giovane esterno rossonero.
Tissone 6 | Nessuno spunto particolare, si limita al compitino.
Poli 6.5 | L'ho visto bene, resistente a differenza del passato. Deve essere meno molle in certe situazione, ma per ora va bene così.
Obiang 7.5 | Un mostro. San Siro sta a guardare un giovane che avrà un futuro roseo e non ci sono dubbi a riguardo. La Serie A lo imparerà ad apprezzare.
Krsticic 6 | All'esordio in A, sgaloppa sulla fascia senza particolari spunti, ma aiutando la Samp in fase difensiva. Continuo a dirlo: Nenad non può fare l'ala, viene depotenziato del suo talento.. a centrocampo farebbe faville.
Estigarribia 5.5 | Il peggiore forse, non riesce ad incidere come avrebbe potuto.
Eder 6 | In condizioni pessime e fuori ruolo, fa il suo e per poco non segna dopo dieci minuti dal ritorno in A.

Maxi Lopez 6 | Sportellate con Bonera per cercare di tenere su la squadra.
Soriano s.v. | Si vede poco.
Munari s.v. | Si vede ancora meno. L'unica volta che lo si vede è quando devia il pallone calciato da Boateng sul palo.

Ora si attende domenica prossima, dove ci sarà l'esordio casalingo contro il Siena di Serse Cosmi. Bisognerà sfruttare la zavorra che i toscani hanno sulle spalle del -5 dovuto sempre al calcio-scommesse. E' una squadra tignosa, non dotata però di grossa fantasia. Bisognerà fare il massimo contro i bianconeri e, con la squadra al completo e l'atteggiamento di San Siro, nulla è impossibile. Però, intanto, buona la prima!

Andrea Costa, 26 anni, esulta dopo il gol segnato a San Siro contro il Milan.

24 agosto 2012

Il giramondo ed il danese.

Passata la sbornia del Gamper, la Sampdoria si prepara ad affrontare nuovamente il campionato di Serie A, dopo la serie Bwin dell'anno scorso. E l'esordio è di quello da far tremare i polsi: lo scenario sarà il Meazza di Milano, l'avversario i rossoneri vice-campioni d'Italia. Che non se la passano benissimo, ma che restano comunque una compagine da temere, sebbene l'aria di smobilitazione e le operazioni di mercato in uscita stia deprimendo l'ambiente milanista. Ma ieri Edoardo Garrone, vice-presidente vicario, è intervenuto alla trasmissione "E' Sempre Calciomercato" su SKY Sport e ha dichiarato che le operazioni per portare Enzo Maresca e Simon Poulsen in blucerchiato sono in dirittura d'arrivo. Bisogna solo attendere di sfoltire meglio la rosa, con molti "esodati" che ancora si allenano a parte in quel di Bogliasco. Ma è meglio prevenire che curare, perciò conosciamo meglio questi due giocatori che faranno parte della Sampdoria 2012/2013.

Enzo Maresca, nato a Pontecagnano Faiano il 10 Febbraio 1980, è un calciatore professionista, ma sopratutto un giramondo. Già, perché il ragazzo campano è tutta la vita che gira per il mondo grazie al pallone. Cresciuto tra le giovanili del Milan e quelle del Cagliari, viene acquistato dal West Bromwich Albion nell'estate 1998. Gli inglesi, in tema di giovani, sono dei precursori e non sbagliano nemmeno sul giovane Maresca, dato che il centrocampista contribuisce all'ottima stagione del WBA, con cinque gol nella First Division (serie B inglese) in un anno e mezzo. Da lì, c'è il ritorno in Italia; il suo talento non è passato inosservato e la Vecchia Signora del calcio italiano lo chiama per prenderlo. Rimane di proprietà juventina per cinque anni, nei quali gioca (poco) con la maglia bianconera e si fa notare per le prodezze (altrove). Il prestito a Bologna nel 2001 lo lancia sulla scena del calcio italiano, la comproprietà a Piacenza nel 2003 lo consacra definitivamente, nonostante la retrocessione degli emiliani. Alla Juve lo ricorderanno più per l'esultanza per un gol nel derby contro il Torino che per le giocate in campo; la Fiorentina è l'ultima tappa prima di lasciare l'Italia. Salvati i viola con un ottimo campionato, Maresca parte per non tornare più.
Il centrocampista comincia a girare il mondo e la prima tappa, se non la più importante della sua intera carriera, è Siviglia: arriva in quel dell'Andalusia per 2.5 milioni di euro e trova una squadra che ha giocatori come Daniel Alves, Adriano, Luis Fabiano, Kanouté, Jesus Navas e lo sfortunato Puerta. I rojiblancos iniziano un'epopea di successi sotto la guida di Juande Ramos: due Coppe UEFA, una Supercoppa Europea, una Copa del Rey ed una Supercoppa di Spagna negli anni tra il 2006 ed il 2007. Se si analizzano nel dettaglio questi successi, Maresca è un giocatore chiave, addirittura segna sia nella prima finale di Coppa UEFA (due gol contro il Middlesbrough) che nella finale di Supercoppa Europea (un rigore contro il Barca). In ogni caso, il Siviglia ogni anno raggiunge puntualmente l'Europa e lo deve anche alla grinta ed alla tecnica del centrocampista italiano.
Ma tutte le cose belle finiscono prima o poi. E così Maresca riparte nel 2009, stavolta destinazione Grecia: difatti, il centrocampista sottoscrive un contratto con l'Olympiakos Pireo, con il quale gioca in Europa League e risulta essere ancora uno dei migliori. Ma la mancanza di stimoli e la voglia di una nuova sfida portano l'ormai 30enne italiano a rescindere il contratto con i greci, rinunciando anche a due milioni di euro d'ingaggio. Per l'uomo Maresca, contava di più avere una sfida stimolante da giocarsi.
Dall'Ottobre 2010, l'italiano comincia ad allenarsi con la Primavera della Fiorentina. Fino a che il Malaga, club spagnolo della Primera Division, non gli propone un contratto, che Maresca firma un contratto fino al 2012, con opzione per un altro anno. Il resto è storia recente: il centrocampista è una delle colonne della squadra che raggiunge i preliminari di Champions, che Maresca ha brillantemente disputato nella gara d'andata contro il Panathinaikos dell'altro giorno, per altro da capitano. Ha dimostrato che è ancora in forma ed in grado di dare un ottimo contributo a chiunque beneficerà dei suoi servigi calcistici. Una curiosità a margine: nonostante una carriera vincente ed un ottimo pedigree, Maresca rimane senza una presenza nella nazionale maggiore; a pensar male, viene da dire che l'aver giocato per molto tempo all'estero ed il suo temperamento l'abbiano penalizzato. Speriamo che alla Samp possa offrire tutta la sua esperienza ed il suo gioco veloce ed intelligente.

Enzo Maresca, 32 anni, capitano del Malaga (quasi) arrivato in Champions.


Di ben altro tenore è la carriera di Simon Poulsen, terzino sinistro classe 1984, nato a Sønderborg nell'Ottobre di 28 anni fa. Il giocatore danese cresce nella squadra della sua città, il SønderjyskE, e contribuisce alla promozione del club dalla seconda alla prima categoria del calcio danese nel 2005. Intanto, i rivali cittadini del FC Midtjylland cercano e riescono a convincere il giocatore al trasferimento nel loro club; questo tentativo di "tapping-up" fu anche denunciato alla Federazione Danese, ma alla fine il club della sua città lo lasciò andare. Nei due anni con la sua nuova squadra, Poulsen si afferma come il miglior esterno sinistro del campionato danese, conquistando finalmente anche la nazionale maggiore nel 2007, dopo aver giocato numerose partite per la nazionale U-21.
Nel Dicembre 2007, lo nota l'AZ di Alkmaar, che lo acquista per ben tre milioni di euro: una cessione che rimane - tuttora - la più remunerativa per il club di Herning. Nel nuovo club olandese, trova un maestro del calcio come Louis Van Gaal, che però non lo vede nel ruolo di allora, ovvero esterno alto sinistro. Allora, il tecnico olandese decide per il riadattamento di Poulsen stile Zambrotta: lo arretra fino a farlo diventare un terzino sinistro. Così, il danese trova più spazio sia nel club che in nazionale e diventa un punto fermo di entrambi, diventando fondamentale per la conquista della Eredivisie per l'AZ nel 2008/2009, che non vinceva il campionato dal 1981. Nel 2012, il contratto quadriennale di Poulsen è giunto a termine, ma non si è trovato l'accordo per il rinnovo ed il danese è rimasto libero sul mercato, attirando l'attenzione di vari club.
Se nel club tutto è andato per il meglio, non si può dire la stessa cosa per la permanenza in nazionale. Simon Poulsen è ancora un punto fermo della nazionale danese; il difensore ha alle spalle un Mondiale disputato (2010) e l'ultimo Europeo, ma dal 2008 al 2010 non ha messo piede in campo con la Danimarca, finché Morten Olsen non l'ha richiamato per il Mondiale sudafricano. Anche lì non è stato particolarmente fortunato: suo l'autogol che ha aperto la strada all'Olanda nella sfida tra gli Orange ed i danesi, conclusasi a favore dei primi per 2-0. L'Europeo che ha disputato in Ucraina e Polonia è stato di buon livello, indubbiamente può essere un giocatore utile alla causa blucerchiata; non attendevi però un salvatore della patria. E' un buon giocatore, non un campione. Esattamente ciò che serve a questa Samp.

Simon Poulsen, 28 anni, qui all'ultimo Europeo con la nazionale danese.

Il giramondo ed il danese. Ad entrambi auguro una buona avventura alla Samp e che possano permetterci di toglierci più soddisfazioni possibili. A cominciare da domenica nel teatro dei sogni.