16 settembre 2013

Vuoto a perdere.

Il derby di Genova è sempre uno spettacolo, specie sulle tribune. Anzi, per chi ha vissuto l'ultimo da tifoso blucerchiato, diciamo che lo spettacolo si è fermato al calcio d'inizio della gara, perché il finale e l'intero svolgimento della partita non hanno dato la possibilità di uno spunto positivo. La stracittadina più precoce dell'intera storia del "Derby della Lanterna" finisce 3-0 per il Genoa: nonostante un punteggio (forse) troppo pesante, il verdetto finale è giusto nella sua essenza principale.

Eder Citadin Martins, 27 anni: decisamente spento nel derby di ieri.

E pensare che la Samp aveva avuto modo di arrivare meglio a questo derby: tra il Rambo genoano (il preparatore dei portieri, Del Prà) ed i risultati dei concittadini, i blucerchiati potevano timidamente sorridere nell'approccio alla sfida. Il silenzio scaramantico della vigilia scombussola un po' le previsioni: la Samp parte con il solito 3-5-2, ma Bjarnason inizia dal 1', nonostante i pochi giorni con il gruppo. Per il resto, tutti confermati. Nessuna grossa sorpresa neanche nel Genoa, che se la gioca con il tandem Calaiò-Gilardino davanti ed una rocciosa, nonché esperta, difesa a proteggere il povero Perin, impallinato sette volte nelle prime due gare di Serie A.
Nonostante la grande attesa, non è il solito derby cruento: sì, cinque gialli vengono sventolati dall'arbitro nel primo tempo, ma non c'è la solita canizza a riscaldare il "Ferraris". Anche perché, dopo 10', l'incontro prende la direzione sbagliata: su un cross di Biondini, De Silvestri e Da Costa collaborano al super-gol di Antonini. L'esterno lo segue, ma gli lascia lo spazio per concludere; il portiere non appare impeccabile sullac respinta. E così il Genoa, dopo appena dieci minuti, è già avanti, nonostante non appaia irresistibile. A quel punto, la Samp preme sull'acceleratore per tutta la prima frazione, ma senza mai tirare in porta: il massimo è un sinistro di Gabbiadini - contrato da Portanova - su bel passaggio filtrante di Bjarnason, apparso in condizioni decenti. Tuttavia, la Samp tira pochissimo in porta ed il primo tempo scorre sereno per Perin.
Il portiere del Genoa dovrà sporcarsi una sola volta le mani in tutta la ripresa: il cambio Soriano-Bjarnason non porta le migliorie sperate da Delio Rossi, che così deve accontentarsi di una Samp sterile come nel primo tempo. In più, le disattenzioni in difesa aumentano ed il Genoa raddoppia subito: gran passaggio filtrante al volo di Gilardino, che apre il campo per la prima discesa in tutta la gara di Vrsaljko. Il croato mette in mezzo e Calaiò, spesso sottovalutato dagli addetti ai lavori, anticipa Gastaldello per il 2-0 rossoblu. Una mazzata forte, perché la Samp fa tiracci da lontano e non crea una seria occasione da gol in grado di spaventare la squadra di Liverani; in più, Rossi non fa grosse modifiche. Insomma, fatta la bara, mancano solo i chiodi per chiuderla: ci pensa Lodi, con una punizione delle sue, che però non scagiona certo l'impreparato Da Costa. Il brasiliano prende gol sul suo palo ed il derby si chiude lì, con Liverani che si sbraccia in una corsa liberatoria.
Che dire: a quel punto, Rossi prova il tutto per tutto. Forse un po' tardi: dentro Sansone e Pozzi, fuori Regini ed Eder, per un 4-3-3 d'attacco, che dovrebbe dare alla Samp quello che non è riuscita a prendersi nei precedenti 75'. Tuttavia, non cambia nulla: il più pericoloso dei blucerchiati è Soriano, mentre il più pimpante è decisamente Sansone. Con la palla ai piedi, l'ex Torino sembra poter cambiare la partita, ma gli altri non lo seguono: nessuno ci crede e si chiude sul 3-0 il derby più incredibile degli ultimi anni. Il Genoa ha avuto un 100% di media realizzativa: tre tiri nella porta, tre gol. Neanche se ci riprovasse in altre cento gare, ci riuscirebbe: tuttavia, seppure di manica larga, il punteggio è giusto e la Samp non può neanche appellarsi alle (poche) aggravanti. La mancanza di carattere, come al solito, sembra essere sempre da questa parte.

Francesco Lodi, 29 anni, segna su punizione il 3-0 definitivo per il Genoa.

Da Costa 5; Gastaldello 5, Palombo 5.5, Costa 5.5; De Silvestri 4.5, Bjarnason 6 (dal 1' s.t. Soriano 5.5), Krsticic 4.5, Obiang 6, Regini 5.5 (dal 19' s.t. G. Sansone 6); Eder 4.5 (dal 30' s.t. Pozzi s.v.), Gabbiadini 5.5 | pagelle già pubblicate su SampNews24

Ed eccoci qua, quindi. Nei bassifondi, abbandonati, ma sopratutto delusi da quel punto in tre gare. Anzi, forse no: ciò che più fa inalberare i tifosi è il gioco. La Samp non solo ha raccolto ciò che meritava, ma non ha mai fatto molto per cambiare il corso delle gare fin qui giocate. Se escludiamo il finale del secondo tempo di Bologna, in cui la Samp per poco non portava a casa l'intera posta (con tanto di rigore negato), la squadra di Delio Rossi ha piuttosto deluso. In questo quadro, il derby non ha fatto eccezione: anzi, semmai è possibile affermare come i blucerchiati abbiano offerto la peggiore prestazione stagionale nella partita che più di tutte era - almeno per ora - obbligatorio non sbagliare. Perché era il derby; perché il Genoa veniva da due risultati netti e demoralizzanti; perché la partita ha mostrato come i rossoblu non hanno impressionato, se non per concretezza, o perché Liverani era e resta un debuttante a questi livelli. Uno qualunque di questi motivi va bene: scegliete voi quali meglio vi garba. Del resto, la Samp doveva vincere questo derby su tre scontri individuali: De Silvestri-Antonini, Lodi-Krsticic e Eder-Gamberini. Non è un caso se, in questa disfatta, i tre sono sembrati i peggiori in campo con la maglia del Doria.
Detto questo, la Samp deve ripartire. Adesso ci sarà un calendario di ferro, in cui il rischio è che il trend negativo prosegua: trasferta (per modo di dire) con il Cagliari, match contro il Milan a "San Siro" e infine la gara contro la Roma al "Ferraris". In ogni caso, sono tre scontri tremendi, considerando anche i precedenti: se con i giallorossi si è fatto bene negli ultimi anni, non si può dire altrettante per le prossime trasferte che attendono i blucerchiati. Mettiamoci anche la latitanza delle rivelazioni dell'anno scorso - Krsticic, Obiang, ma anche De Silvestri - che stanno deludendo sinora ed il quadro sarà più complicato di quanto già si possa aver preventivato.
Insomma, Delio Rossi deve inventarsi qualcosa: non si può accettare una rosa del genere, sapendo eventualmente che non è adatta a raggiungere l'obiettivo per cui è stata costruita. Se Rossi pensa che Bjarnason, Barillà ed Eramo non siano abbastanza per salvarsi, lo dica: questo è il momento migliore. Prima che tutto diventi un vuoto a perdere, una costante ricerca dell'ancora a cui aggrapparsi. Lo dissi già l'anno scorso e non mi piacerebbe ripetermi ora: per favore, niente salvezze sofferte. Ancora ho in mente le nove sconfitte su undici gare tra l'ottobre ed il dicembre del 2012: non vorrei ripetere gli stessi "ups & downs", grazie.

Delio Rossi, 53 anni, avrà di che riflettere dopo questa tremenda sconfitta.

02 settembre 2013

A mozzichi e bocconi.

Queste ultime ore di mercato sono ormai alla conclusione e l'impressione è che la tela manchi del "plus" necessario per diventare un quadro adeguato alla collezione in cui è inserito. La Samp vista a Bologna naviga tra amnesie difensive e qualche lampo di buon gioco, ottenendo un 2-2 giusto nel complesso contro la squadra di Pioli; tutt'altro che rinunciatari, i rossoblu hanno riscattato la prestazione di Napoli, sebbene l'arbitro c'abbia messo del suo.

Gianluca Curci, 28 anni, apre l'1-0 alla Samp con una sua papera.

La Samp si presenta a Bologna dopo l'iniziale sconfitta di stagione contro la Juventus; ciò nonostante, cambia poco nello scacchiere blucerchiato, con i semplici rientri di Renan e Regini nella formazione titolare al posto di Eramo e Berardi. Rimane fuori capitan Gastaldello, sempre alla presa con un leggero infortunio. Diverso il discorso per Pioli, che ha bisogno di dimostrare qualcosa dopo la batosta di Napoli: così, il tecnico del Bologna mette in campo due punte - Moscardelli affianca Bianchi - e li mette davanti a Diamanti e Kone. Insomma, un Bologna più spregiudicato di quello della prima giornata, che infatti mette in difficoltà la Samp nella prima frazione: i blucerchiati sembrano in difficoltà di fronte alle iniziative del nazionale e del greco, con i due attaccanti pronti ad approfittarne. Proprio Bianchi porta in vantaggio il Bologna, ma il suo gol viene annullato per una chiara trattenuta su Mustafi.
Tuttavia, a sorpresa, è la Samp ad andare in vantaggio: al 20', un tiro flebile di Gabbiadini trova enormi difficoltà da parte di Curci, che lascia andare il pallone goffamente. A quel punto, Eder è lì ed uccella l'ex portiere blucerchiato: 1-0. Incredibilmente, gli ospiti avrebbero anche la chance di raddoppiare su una bella iniziativa personale di De Silvestri, che mette in mezzo e trova Gabbiadini: il centravanti, trattenuto da Antonsson, riesce comunque a girarsi, trovando però la respinta. Sulla ribattuta, neanche Obiang riesce a ribadire in rete. Lì si spegne la Samp, che inizia a soffrire la pressione dei padroni di casa: prima un gol annullato a Kone (straordinaria la respinta sulla traversa di Da Costa dopo un potente sinistro di Moscardelli), poi il tacco di Bianchi che costringe il portiere blucerchiato ad un altro intervento. Purtroppo, sul seguente corner, Diamanti cerca il gol della vita e costringe l'ex Ancona all'ennesimo miracolo; sulla respinta, Moscardelli è più veloce di Palombo ed il primo tempo si conclude con un 1-1 che va stretto ai rossoblu.
La ripresa, almeno nei primi 20', non vede il cambio di copione: il Bologna spinge di meno, ma è sempre avanti. E' subito Bianchi a sfiorare la traversa con un bel colpo di testa, ma la Samp risponde con una capocciata di De Silvestri su angolo, che sfiora il palo alla destra di Curci. Quando la Samp sembra essersi sistemata, ecco il vantaggio dei padroni di casa: cross di Garics e Kone, solo in area, s'inventa il gol della domenica con una mezza rovesciata da urlo. 2-1 e tutto da ricominciare. Eppure la Samp, complice un Bologna affaticato, riesce a riprendersi; il 2-2 su punizione di Gabbiadini è il premio al ragazzo e l'indice di come la squadra possa vincerla. Nel finale, poi, con l'ingresso di Sansone, arriva quella fantasia che Eder non è stato in grado di dare per tutta la gara: due passaggi filtranti dell'ex Sassuolo aprono il campo a Gabbiadini e Soriano, che però non riescono ad approfittarne. Ci sarebbe anche un rigore netto, ma Tommasi ignora l'intervento di Perez su Sansone. A pochi secondi dalla fine, inoltre, Mantovani toglie il pallone del 3-2 dalla testa di Costa, con un salvataggio che ha del miracoloso.

L'incredibile gol di Panagiotis Kone, 26 anni, che segna il temporaneo 2-1 rossoblu.

Da Costa 6; Mustafi 5.5, Palombo 5.5, Costa 6; De Silvestri 6.5 (dal 45' s.t. Berardi s.v.), Obiang 5.5, Krsticic 5, Renan 5 (dal 35' s.t. Soriano 5.5), Regini 6; Eder 6 (dal 26' s.t. G. Sansone 6.5), Gabbiadini 7.5 | pagelle già presenti sul sito di SampNews24

Adesso si attendono le scelte che si faranno in queste ultime ore di calciomercato da parte della dirigenza blucerchiata. Dopo gli arrivi di Petagna e Bjarnason, forse ci si attende qualcosa per la fascia sinistra. L'ex primavera del Milan si è fatto notare in questo precampionato, segnando persino contro il Manchester City; inoltre, un altro primavera - stavolta blucerchiato - aveva completato l'attacco dell'anno scorso. Quel Mauro Icardi che poi è stato fondamentale durante l'anno; insomma, il giovane - classe 1995 - va più che bene per un reparto già composto da Eder, Sansone, Pozzi e Gabbiadini. L'islandese, invece, è leggermente più forte di Soriano ed Eramo, forse alla pari con Renan; in ogni caso, nessun "game-changing" tale da giustificare una comproprietà a un milione di euro. Soldi che forse potevano essere spesi in un'altra maniera, pur piacendomi il profilo del mediano del Pescara.
Ora ci sono due grossi "ma", a mio modo di vedere: il primo, più conosciuto, è quello della fascia sinistra. Ieri Regini non ha demeritato, ma non avrà sempre Garics di fronte a sé. Il secondo riguarda la mancanza di un "10", un trequartista/seconda punta in grado di cambiare la partita. In realtà, questo giocatore potrebbe essere Gianluca Sansone, anche ieri molto attivo e prezioso nel finale di gara; tuttavia, Rossi pare contento di Eder, nonostante il brasiliano sia palesemente sottotono in quest'inizio di campionato. Qualcosa in questo senso servirà, anche perché la Samp quest'anno non solo si deve salvare, ma deve assolutamente evitare i patemi della scorsa stagione: un'altra salvezza stiracchiata non sarà accettata, specie dopo l'esperienza dell'anno scorso. Inoltre, il derby - più caldo che mai - sta per arrivare: l'obiettivo unico è la vittoria, complice anche la poca forma del Genoa di Liverani.
A Roma c'è un'espressione che rende l'idea della Samp atutale: nell'hinterland romano si parla di «mozzichi e bocconi» quando una cosa è fatta in più passaggi, come se si facesse fatica a completare il compito in un solo passaggio. Ecco, questo non deve accadere per la salvezza della Samp: ci vorrà un approccio diverso per portare a casa una salvezza tranquilla.

La Samp esulta dopo il 2-2 di Gabbiadini: sarà il risultato definitivo.

26 agosto 2013

Senza arte né parte.

Il tabù è caduto e, diciamolo, è caduto meritatamente. Delio Rossi aveva detto che ci voleva fortuna; bisogna dire che ci vorrà qualcosa in più, durante tutta questa stagione, per rendersi pericolosi. La Samp cade alla prima di campionato contro i campioni d'Italia: 1-0 per la Juventus al "Ferraris", con gol del neo-arrivato bianconero Tevez. Un risultato che di per sé non dovrebbe far arrabbiare: in realtà, guardando la partita, la sensazione è che i tempi duri debbano ancora arrivare.

La Sud prima dell'esordio stagionale in A: 10 a tutti loro, come solito.

La Samp, già vittoriosa in Coppa Italia contro il Benevento, è costretta a rinunciare agli squalificati Renan e Regini, sostituiti da Eramo e Berardi. Sulla scelta dello svizzero, per altro a sinistra, ci sono mille dubbi, anche perché l'avversario diretto è il connazionale Lichsteiner. La Juve, invece, è in formazione-tipo, costretta a lasciare Marchisio a Torino per infortunio: nessun problema, c'è Pogba al suo posto. Il primo tempo è una sorta di inno al sonno, garantito dalle molte chiusure blucerchiate e da una Juve che tanto in forma non sembra; le occasioni ci sono, ma sono tutte di marca bianconera. Al 3', è subito Pirlo dalla distanza ad impensierire Da Costa: giusto per ricordargli che, come primo test da titolare, non ci può essere di meglio della Juve campione d'Italia. Un brasiliano in formissima, dato che al 18' toglie dalla rete il colpo di testa di Asamoah, un missile che con l'acqua diventa più che insidioso. Al 20', l'ultima occasione della prima frazione, quando Palombo manca il pallone sull'assist di Vucinic e Tevez costringe Da Costa ad un'altra parata. Intanto, la Samp non crea nulla: è ordinata, anche cattiva quando serve, ma non impensierisce minimamente Buffon: se si pensa che la miglior occasione blucerchiata è un tiro-cross di Krsticic, si capisce bene quale è l'attuale dimensione del Doria di Delio.
L'acquazzone prosegue, ma di cambi non ce ne sono. Si torna in campo, per altro, con lo stesso canovaccio: la Juve fa girar palla e la Samp guarda attentamente, chiudendo tutti gli spazi. Un salvataggio di Costa è il preludio al vantaggio bianconero, con una grande azione corale: Vidal serve Pogba di prima, in verticale, e Berardi non sale, tenendo così tutti in gioco. A quel punto, è facile per il francese servire Tevez, che segna il secondo gol ufficiale con la maglia della Juve: 1-0 e partita da interpretare in maniera diametralmente opposta a quanto fatto fino ad allora. Tuttavia, la zampata non c'è: il gol annullato a Costa è dubbio, ma è un episodio, capitato su un bel calcio di punizione di Krsticic. Di corale, a differenza della Juve, non c'è nulla, con gli esterni che non spingono molto e Gabbiadini che predica nel deserto. Obiang e Eder provano ad impensierire Buffon, ma il numero 1 bianconero ha poco lavoro da fare; lo stesso vale per Da Costa, che rischia solo su un colpo di testa di Lichsteiner, fuori di poco.
Neanche gli ingressi di Soriano, Mustafi e Castellini cambiano l'inerzia della gara, saldamente in mano ai campioni d'Italia; dall'altra parte, c'è il tempo per vedere l'esordio in A di Fernando Llorente. Poi, nel finale, l'espulsione di Castellini - discutibile, se non altro perché non cambiava nulla ai fini della gara - chiude i giochi e dichiara il "game over" per la Samp, che così viene battuta al "Ferraris" dai bianconeri dopo sette anni. All'epoca segnò Nedved ed i blucerchiati lottavano per il centro-classifica: un obiettivo che appare un sogno per il Doria attuale, che ha tanto, tantissimo bisogno di rinforzi per evitare un altro campionato fatto di sofferenze.

Paul Pogba, 20 anni, e Carlos Tevez, 29: l'MVP ed il match-winner della gara.

Da Costa 7; Gastaldello 5.5 (dal 26' s.t. Mustafi 6), Palombo 6, Costa 6.5; De Silvestri 6, Eramo 5.5 (dal 26' s.t. Soriano 5), Krsticic 5.5, Obiang 6, Berardi 5 (dal 40' s.t. Castellini 5); Eder 5.5, Gabbiadini 6  - pagelle pubblicate già su SampNews24.

Insomma, la sensazione è questa: se si fa fatica contro la Juve, con la quale devi semplicemente fare contropiede, cosa accadrà quando bisognerà fare gioco contro le dirette concorrenti? Una prima risposta la si avrà a Bologna, la prossima settimana, dove la Samp arriverà per sfidare i rossoblu, in quella che è già una sfida salvezza. Gli emiliani, al cospetto del nuovo Napoli di Benitez, sono sembrati piccoli piccoli, ma non è detto che non facciano meglio contro i blucerchiati. Per altro, il "Dall'Ara" è storicamente uno stadio indigesto: negli cinque ultimi precedenti, sono arrivati quattro pareggi ed una netta sconfitta per 3-0. Perciò, vincere in quel di Bologna per la Samp non sarà propriamente facile.
Se alle 20:45 di domenica prossima ci sarà il campionato, in mezzo ci aspetta una settimana infuocata di calciomercato. La verità è che la Samp avrebbe bisogno di almeno quattro pedine: un portiere di nome e d'esperienza, un centrocampista incursore, un esterno sinistro per il 3-5-2 ed un "10", magari un bel trequartista che porti fantasia nei momenti bui della partita. Visti i tempi che corrono, mi accontenterei innanzitutto del cursore mancino: quando non riesci a tirare fuori un titolare tra Regini, Laczko, Castellini, Berardi e Wszolek, qualcosa non va. In seconda battuta, l'arrivo di un altro centrocampista, magari unita alla partenza in prestito di due dei nostri, sarebbe cosa buona e giusta. Tuttavia, è probabile che arrivi solo il portiere e che Garrone dovrà mettere mano al portafoglio a gennaio, quando la Samp sarà più inguaiata ed avrà disperatamente bisogno di un esterno sinistro. Insomma, un replay di quanto già accaduto nel gennaio dell'anno in B, quando l'obiettivo rischiava di sfuggire e ci fu bisogno degli investimenti non fatti durante l'estate precedente.
Intanto, vediamo SE arriverà qualcuno. Più probabile che qualcuno lasci Genova piuttosto che arrivi effettivamente un giocatore di completamento per la rosa. In fondo, il club blucerchiato ha una marea di esuberi da portare a termine; se arrivasse poi un portiere, ci sarebbe anche il problema Da Costa, che ha giocato bene e vede l'occasione della vita a 29 anni. Vedremo cosa accadrà in questi sette giorni che ci separano dalla trasferta del "Dall'Ara", sperando che arrivino buone notizie da Osti e compagnia. Perché finora c'è poco da festeggiare, specie quando si è senza arte né parte.

Daniele Gastaldello, 30 anni, svetta di testa su Kwando Asamoah, 25.

18 agosto 2013

Gambe pesanti, ma la concretezza c'è.

Non poteva iniziare meglio la nuova stagione della Samp: il 2-0 al Benevento, maturato ieri sera al "Ferraris" per il terzo turno di Coppa Italia, è un buon segnale in vista della nuova stagione. Certo, il gioco non è stato entusiasmante e le gambe sono ancora pesanti, ma altre quattro squadre di A sono uscite: come si dice in gergo, poteva andar peggio. E la Samp ha trovato anche un bomber in Manolo Gabbiadini, uscito tra gli applausi dello stadio.

La gioia dei giocatori blucerchiati dopo il 2-0, che sarà il risultato finale.

Il Benevento, che aveva superato la Virtus Lanciano nel turno precedente, è squadra insidiosa: guidata dal 4-3-3 di Guido Carboni, i campani si erano presentati al "Ferraris" con 500 tifosi al seguito ed una gran voglia di fare uno scherzetto alla Samp. Tra i giocatori più famosi, ci sono Montiel e Campagnacci, esplosi nella Reggina; o Felice Evacuo, bomber di Lega Pro con un passato nelle giovanili della Lazio. La Samp, dal canto suo, ha proposto il canonico 3-5-2, con Da Costa al posto del partente Romero e la sorpresa Mustafi al posto di capitan Gastaldello, probabilmente acciaccato. Il primo tempo non rimarrà certo nella storia, quanto meno non in quella della Samp: i blucerchiati sono timidi, impacciati e sembrano quasi fermi rispetto al Benevento; infatti, i campani, dopo 10' d'assestamento, capiscono l'antifona e pressano più alti, giocano più spavaldi di fronte ad una Samp imballata. Così, la migliore occasione del primo tempo ce l'hanno proprio i giallorossi: su punizione dal limite dell'area, Mancosu sfiora il palo alla destra di Da Costa, rischiando di far rivivere brutti momenti ai tifosi blucerchiati presenti allo stadio. Per la Samp, nulla da segnalare, se non un tiraccio alto di Krsticic dalla distanza e tanto, tanto nervosismo.
Intanto, nella ripresa, non ci sono cambi, ma il canovaccio della partita cambia: forse per stanchezza, forse perché la differenza di due categorie si fa sentire, ma la Samp esce pian piano dal suo guscio. Non prima d'aver rischiato il pata-trac: cross di Campagnacci, Costa la tocca e rischia l'incredibile autogol sotto l'incrocio della porta difesa da Da Costa. Da lì, il Benevento sostanzialmente scompare e regala l'iniziativa alla Samp. Prima De Silvestri costringe Gori al corner, poi arriva l'1-0: bella azione personale di Regini sulla fascia sinistra e cross in mezzo, dove Gabbiadini trova un gol da centravanti vero. Prima rete ufficiale con la maglia blucerchiata per il talento scuola Atalanta, che però non s'accontenta. Infatti, una decina di minuti più tardi arriva il raddoppio che chiude la gara: Sansone (neo-entrato) prosegue per Regini, che trova il secondo assist della gara e Gabbiadini può chiudere facile facile. In definitiva, non è stata una grande gara quella blucerchiata, ma alla fine il passaggio del turno è arrivato e questo è ciò che più conta: a dicembre, ci sarà la sfida con l'Hellas Verona per la caccia agli ottavi di finale della coppa nazionale.

Felice Evacuo, 30 anni, capitano e bomber del Benevento: annullato da Palombo.

Pagelle: Da Costa 6, Mustafi 6, Palombo 6, Costa 6, De Silvestri 6.5, Obiang 5.5, Krsticic 5, Eramo 5, Regini 7; Eder 6, Gabbiadini 7.5 - Renan 6.5, Sansone 6.5, Castellini s.v. (pubblicate già con SampNews24)

Certo, il 2-0 non deve far certo dimenticare quanto di brutto si è visto, specie nel primo tempo: lo sa bene la tifoseria e lo sa sicuramente anche Delio Rossi, che non ha mancato di farlo capire a fine gara in zona mista. I guai si sono visti sopratutto nei primi 45', quando le gambe pesanti non hanno consentito alla Samp di avere la meglio su una squadra di due categorie inferiori. Chiaro, la preparazione è stata pensata per evitare quei cali mostruosi visti nella stagione passata: nessuno vuole passare un altro periodo da sette sconfitte consecutive, ma neanche vedere una squadra sulle gambe già ad agosto. I pesanti allenamenti e le lunghe corse nei boschi potrebbero portare i frutti sperati, ma bisognerà aver pazienza.
Intanto, accontentiamoci di questo passaggio di turno: Cagliari, Genoa, Livorno e Torino sono già uscite e non è detto che le eliminazioni s'interrompano nei prossimi turni, sebbene a dicembre sarà più difficile che una squadra inferiore ne elimini una di massima serie. Ora si attende la Juventus per la prima di campionato: dopo i due scherzetti della scorsa annata, i bi-campioni d'Italia hanno una voglia matta di tornare a battere la Samp. Cosa che, per altro, al "Ferraris" non succede dal 2006, quando Nedved segnò l'1-0 per i bianconeri, poi diventati campioni nazionali, prima che essi venissero travolti da "Calciopoli". Dopo i gol di Icardi e le tre reti della passata stagione, la Samp ha voglia di dimostrare che tutto quello non sia stato un caso, così come non lo è stato il successo con il Benevento. Speriamo solo che le gambe reggano: sembrano così pesanti. Quasi come se un intero anno - quello che sta per venire - gravasse già sulle affaticate leve della Sampdoria.

Manolo Gabbiadini, 22 anni, eroe della serata con una doppietta.

01 giugno 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - terza parte).

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la terza parte, riguardante gli attaccanti.

Nicola Pozzi, 26 anni: molte ombre e poche luci nei suoi sei mesi alla Samp.

9 Nicola Pozzi (7 presenze, 1 rete): 5.5 - migliore match: Samp-Torino 1-1
La sua stagione è monca: onestamente, avrebbe meritato più riconoscenza dopo i 20 gol segnati nello scorso campionato. Invece, gli è stato preferito l'abulico Maxi Lopez; in più, le solite noie muscolari lo hanno ricominciato a tartassare. Un solo gol, su rigore contro il Torino, ed un altro penalty sbagliato, contro l'Udinese; poi il prestito a Siena, dove l'esplosione di Emeghara gli ha tolto parecchio spazio. Ora si dice pronto a tornare per giocarsi le sue carte: un atteggiamento che va solo lodato.

10 Maxi Lopez (18 presenze, 5 reti): 5 - migliore match: Pescara-Samp 2-3
Già pubblicato su SampNews24 in versione estesa.

12 Gianluca Sansone (14 presenze, 2 reti): 6.5 - migliore match: Samp-Roma 3-2
Arrivato in inverno per fare da vice-Eder, l'ex Sassuolo ha dato la sensazione in più di un'occasione di poter essere utile. Il suo esordio con la Roma è stato da urlo; il resto del campionato affidabile e forse la cosa migliore sarebbe riscattare interamente il suo cartellino, sebbene il Sassuolo abbia qualche dubbio nel lasciarlo andare. Con lui in squadra, Eder potrà essere gestito meglio nella prossima stagione.

23 Eder Citadin Martins (30 presenze, 7 reti): 6.5 - migliore match: Roma-Samp 1-1
Ad inizio e fine stagione, è colui che porta di più la croce, riuscendo anche ad emettere acuti di grande classe (bello il gol a Udine). Il brasiliano, più veloce e scattante che tecnico, è stato comunque bravo, visto che non aveva fatto vedere granché nel precedente anno e mezzo di A, diviso tra Brescia e Cesena: ha battuto anche il record di marcature personali nella massima serie, giungendo a quota sette. Semmai, ciò che ha deluso è stata la brutta forma atletica mostrata nel mezzo della stagione, quando Eder sembrava essersi perso: per questo è arrivato Sansone e si spera che il brasiliano si prepari al meglio per la prossima annata. Non bisogna pensare che sia il salvatore della patria, ma può essere utile, a maggior ragione dopo questo 2012/2013.

Eder, 26 anni, ha realizzato sette reti e superato il suo primato di gol in Serie A.

29 Juan Ignacio Antonio (2 presenze, 0 reti): n.g.
Quando si dice che l'argentino ha giocato appena 10 minuti, è la verità: due minuti contro il Cagliari e otto contro il Palermo al "Barbera". Poi una marea di infortuni e la difficoltà di Ferrara a dargli fiducia persino nel momento più nero. Non è mai stato seriamente provato, così il fantasista è andato in prestito al Varese, dove non ha reso granché; quando poi Castori è stato cacciato per Agostinelli, la pacchia è finita. Comunque, il suo ruolo in squadra andrà seriamente ripensato.

79 Davide Gavazzi (0 presenze, 0 reti): n.g.
Tornato da Vicenza mezzo infortunato, non riesce neanche ad esordire in campionato. Vedremo nella prossima stagione se il suo arrivo può servire a qualcosa di più di aver sbolognato Padalino e Semioli.

93 Andeljko Savic (1 presenze, 0 reti): n.g.
Il giovane attaccante della primavera blucerchiata esordisce in quel di Siena, quando l'attacco del Doria è in piena emergenza: la sconfitta resta, ma almeno lui si è tolto una grande soddisfazione come quella di collezionare il primo gettone di presenza in Serie A.

98 Mauro Icardi (31 presenze, 10 reti): 7.5 - migliore match: Samp-Pescara 6-0
Se uno dovesse vedere solo la carta d'identità e le precedenti esperienze, bisognerebbe dare 10 ad un ragazzo che arriva in doppia cifra a 19 anni. Tuttavia, bisogna sempre guardare il quadro generale: osteggiato da Ferrara, alla fine il tecnico ex Juve è stato costretto all'utilizzo dell'argentino dopo i contemporanei infortuni di Maxi Lopez e Pozzi. A quel punto, l'argentino è stato bravissimo ed è esploso allo "Juventus Stadium", segnando fino a marzo. Poi, però, c'è stato un black-out totale appena sono uscite le voci ufficiose sul suo trasferimento all'Inter: non si può fare un bilancio generale della sua stagione cercando di ignorare le sue prestazioni negli ultimi due mesi. I 13 milioni sono una buona compensazione per un giocatore che - a mio modo di vedere - è un "paraculo", come diremmo a Roma: la vicenda sulla scelta della nazionale lo dimostra abbondantemente. Persone così, forse, è meglio perderle che trovarle ed è ancora più facile farlo se te le pagano così tanto.

Mauro Icardi, 20 anni: è esploso con i 10 gol realizzati quest'anno.