21 maggio 2012

Sparrring partners.

Non ci aspettavamo una tale superiorità, ma purtroppo le motivazioni hanno fatto da spartiacque ad una partita anche sfortunata. La Samp perde dopo un mese e mezzo, lo fa in modo dolce-amaro. Una sconfitta per 3-1 che non significa nulla, dato che nel pomeriggio c'eravamo guadagnati i play-off con la sconfitta del Padova a Nocera Inferiore; certo, subire 3 gol e non vedere palla per tutto il secondo tempo non fa mai piacere, specialmente se avviene a Marassi.

La Samp cambia poco dall'impresa contro la Juve Stabia, anzi risparmia qualcuno, vista la qualificazione ormai ottenuta ai play-off: l'unica differenza è il tandem d'attacco, con Icardi dentro dal 1' al posto di Fornaroli e Pozzi recuperato al posto di Pellé, squalificato per un turno. Il Pescara si presenta con il solito assetto e con l'attacco più forte di tutta la Serie B. Di contro, la miglior difesa, ovvero la nostra.
Pronti, via e si spera che la gara vada come i primi 10': pressione a tutto campo, Pescara che ha difficoltà ad uscire dalla propria area di rigore e a far girare il pallone come solo una squadra di Zeman sa fare; prima Pozzi impegna Anania in calcio d'angolo, poi il bomber blucerchiato sfiora il gol, impedito solo da un salvataggio di Verratti sul primo palo. Purtroppo, la Samp - come intensità in campo - finisce lì. Perché arriva, oltretutto, il vantaggio pescarese: Pozzi indugia troppo con il pallone a centrocampo, Verratti lo prende e serve un filtrante per Caprari, che batte un Romero non esente da colpe. 1-0 e bella mazzata, dato che la Samp era nel suo momento migliore.
Da lì, il Pescara prende il pallino del gioco in mano, ma nel primo tempo non crea troppo, anzi, è ancora Pozzi ad impegnare Anania con un colpo di testa sfortunatamente centrale. Anche Icardi ha un enorme occasione: sul cross di Costa, salta Anania, ma poi cicca il contatto con il pallone e spedisce fuori. Sembra che la Samp sia in vena d'errori: Romero e Pozzi i protagonisti. Al 30', Romero cincischia troppo con il pallone e, nel rinviarlo, centra Immobile, che con molta fortuna trova l'ennesimo gol in campionato ed il 2-0 pescarese. Sulla fine del primo tempo, il lampo che potrebbe riaprire la partita: scambio Icardi-Foggia, suggerimento per Pozzi che s'invola verso la porta e trova un rigore molto generoso. Nonostante ciò, il numero 9 non ne approfitta e calcia sul palo: la mazzata definitiva per una squadra che ha creato qualcosa, ma troppo poco per impensierire il Pescara di Zeman, vicino al terzo gol anche con un gran destro di Insigne parato da Romero.
Nel secondo tempo, la Samp entra con una buona intensità, sfiorando il gol con Pozzi e sopratutto con capitan Gastaldello, che spara debolmente tra le braccia di Anania in piena area di rigore. Il Pescara sfiora ancora il gol con Insigne di testa, su un bel cross calibrato da Balzano: è il prologo della fine.
Pochi minuti dopo, lo stesso talento del Napoli mette dentro un gran pallone per Caprari, che si beve Rossini e Gastaldello e batte Romero per la terza volta: una figuraccia per la difesa meno battuta del campionato. Da lì, il Pescara crea un'altra occasione con Insigne - salvata da una buona respinta di Romero - ma pensa a mantenere il risultato; incredibili gli ultimi 20', in cui la Samp tiene la palla, ma essenzialmente non sa che farci.
Solo uno spunto del neo-entrato Fornaroli in area di rigore crea le condizioni per il gol di Juan Antonio: una magra consolazione nella festa pescarese che si scatena al triplice fischio dell'arbitro. Una giornata tremenda, un'altra umiliazione a Marassi; magari lontana dai tempi di Atzori, ma sempre umiliazione è stata, sopratutto nella seconda frazione.

Romero 4.5 | Mezzo voto in più per le parate su Insigne. Ma ha il primo e sopratutto il secondo gol sulla coscienza.
Rispoli 5 | Insigne lo salta quando vuole, ma nel primo tempo lavora bene sui tagli del ragazzo di scuola Napoli. Non sale praticamente mai, alto come è il Pescara.
Rossini 5 | Immobile non vede la palla, però non è una prestazione da ricordare.
Gastaldello 4.5 | A differenza di Rossini, oltre la giostra presa e condivisa sul gol di Caprari del 3-0, c'è l'errore sottoporta che poteva riaprire la partita.
Costa 4.5 | Caprari gli fa vedere le stelle.
Obiang 5.5 | Il duello con Verratti lo perde sostanzialmente perché è meno forte del numero 10 pescarese. Nel primo tempo non ha sfigurato, poi è crollato anche lui.
Renan 4.5 | Nervoso come al solito: Nielsen se lo mangia.
Munari 5 | Cascione non è pericolosissimo, ma non crea nessun inserimento in una difesa tra le più battute della B. Lo sforzo massimo è un cross per Pozzi.
Foggia 5 | Di passaggi alle punte neanche l'ombra. Peccato che l'unico che azzecchi è quello che permette di guadagnarsi il rigore.. sono gli altri sbagliati, in quantità enormi, a lasciare interdetti.
Pozzi 5.5 | La media tra l'essere l'unico a lottare in mezzo alla difesa pescarese ed il rigore sbagliato malamente.
Icardi 5 | E' un ragazzino del '93, non stiamo certo ad addossargli le colpe di questa sconfitta: peccato per il gol sbagliato.

Juan Antonio 6 | Il gol è l'unica cosa che lo salva, altrimenti un bel 5 anche a lui non lo toglieva nessuno.
Fornaroli 6 | Mezzo gol è suo, il discorso è simile a quello del numero 29, anche se lui almeno ha l'attenuante di giocare unica punta in una squadra che non riesce a mettergli un pallone decente.
Kristicic 5.5 | Non sembra in forma neanche lui, che eppure negli ultimi minuti riesce a dare sempre qualcosa in più.

Adesso rimane un'ultima partita, che si può valutare da diversi punti di vista: una vittoria ci garantirebbe di scavalcare il Varese, ma non vedo grosse differenze tra Sassuolo e Verona. I gialloblu sono leggermente più pericolosi perché non ne sbagliano una al Bentegodi, ma poi in trasferta sprecano molte chances e spesso deludono. Perciò, sarebbe meglio giocarsela con una formazione di riserva e risparmiare energie, dato che i play-off inizieranno 4 giorni dopo. Speriamo solo una cosa: abbiamo fatto da sparring partners parecchie volte quest'anno, non ripetiamoci a Varese con 1100 tifosi al seguito.

Sergio Romero, 25 anni, osserva impietrito il pallone dopo il raddoppio di Ciro Immobile, 22.


12 maggio 2012

Il mio secondo tempo.

Cantava Max Pezzali che c'era un secondo tempo, che voleva goderselo, perché sperava tanto che fosse splendido. Sullo "splendido" ci sentiamo di dissentire, ma sicuramente i tifosi sampdoriani segneranno come decisiva questa giornata sul calendario che segna la rincorsa ai playoff. La Samp vince con un uomo in meno a Castellamare di Stabia per 2-1, contro una squadra che ha giocato molto bene e ha ulteriormente dimostrato perché merita di stare in B. E lo fa con il nuovo "hombre del partido", il giovanissimo Mauro Icardi. Certo, non si era messa bene all'inizio: vediamo perché.

La Samp attraversa un gran momento sul campo da gioco. Meno fuori: durante il riscaldamento si fanno male addirittura in due. Neanche due qualunque: capitan Gastaldello e Eder non vanno neanche in panchina e in campo scendono il pericolante Volta e Fornaroli, che scala velocemente le gerarchie, vista anche l'auto-sospensione di Bertani per il calcioscommesse. La Juve Stabia, invece, si copre, lasciando Erpen e Di Tacchio in panchina e mettendo in campo Scozzarella e Maury. Se ci mettiamo poi che mancano anche gli infortunati Romero e Pozzi, più Renan squalificato, il quadro è tragico in un punto cruciale del campionato come questo.
Mettiamoci anche che la Juve Stabia parte a bomba, segnando dopo 27 secondi (!) con Zito, e la frittata è completa: respinta di Volta, la rimettono in mezzo, il numero 6 si scorda di salire con il resto della difesa e lascia Zito in gioco, che sbaglia una prima volta, ma sulla seconda non ha pietà. Piccole le colpe di Da Costa, che su un tiro da due metri poteva fare ben poco. Una mazzata decisamente pesante su una squadra già condizionata dalle assenze.
In più, le vespe non hanno intenzione di fermarsi: Sau è l'incubo della difesa sampdoriana, mentre Falcinelli coglie il palo pochi minuti dopo su un tiro deviatogli da Costa. Insomma, la Samp non sembra esserci. A mancare sembra essere sopratutto il gioco di costruzione a centrocampo: Foggia, Soriano e Munari sembrano in vacanza anticipata, giocando un primo tempo da tribuna istantanea. E non può essere il solo Obiang a reggere la baracca. Dietro si balla, davanti Fornaroli e Pellé fanno ciò che possono. Intanto, le vespe fanno paura a Da Costa, con un gran destro di Mezavilla che esce di poco. Poi è il numero 19 doriano a creare una delle due uniche occasioni del primo tempo: tacco smarcante per Foggia, che controlla e spara alto sopra la porta di Seculin un tiraccio, seguito nell'esempio poco dopo da Fornaroli stesso. Solo nel finale la Samp crea qualcosa di serio: discesa di Munari, cross in mezzo per Pellé, che però spara addosso al capitano avversario Maury. Finisce così un primo tempo tremendo.

Nella ripresa, Iachini non effettua cambi: il tecnico sembra non accorgersi dei guai che passa la squadra. Ma dopo una buona occasione per Sau, arriva a sorpresa il pareggio, portato a termine dai due peggiori in campo fino a quel momento: punizione di Foggia che va a sbattere sulla traversa, Colombi vola a terra ed il tap-in vincente è di Gianni Munari, al primo gol blucerchiato. Un gol che sa di salvezza. Nel momento peggiore, è arrivata la svolta.
Non che la Samp non continui a soffrire, ma la partita sembra essere più equilibrata, anche perché la Juve Stabia sembra aver finito la spinta continua del primo tempo e la Samp ha 45' da farsi perdonare. I gialloblu rischiano di segnare ancora con Sau, mentre Zito s'infortuna dopo uno scontro di gioco con Rispoli, che si fa oltretutto ammonire; la Samp va due volte vicino al gol, prima con Fornaroli, poi ancora con Foggia.
E qui arriva l'altra svolta, stavolta negativa: Pellé, già ammonito nel primo tempo per proteste, tocca volontariamente il pallone con la mano e si fa espellere. Una bravata da non far passar liscia, spero che la società si faccia sentire. Samp in 10 e con Fornaroli (in teoria, una seconda punta) unico terminale offensivo: situazione tremenda. A complicarla, sembra voler aiutare Volta, che prima si fa uccellare da Sau, poi - una volta che Da Costa ha salvato la porta - regala il pallone al velocissimo Erpen, costringendo il portiere sampdoriano ad un altro miracolo. Roba da brividi.
Lì la Juve Stabia si spegne. E la Samp gira la partita con i cambi: dentro Kristicic per il peggior Munari stagionale, fuori Fornaroli stanchissimo per il rampante Maurito Icardi, centravanti della primavera blucerchiata. Prima Icardi ha un'occasione d'oro su passaggio straordinario di Obiang, ma viene murato da Scognamiglio; poi la Samp costruisce una palla-gol come Cristo comanda. Uno-due perfetto tra Costa e Krsticic, il numero 3 mette dentro un cross basso sul quale Icardi è prontissimo ed uccella Colombi: l'apoteosi. Posso solo immaginare la goduria dei tifosi sampdoriani e, in particolare, di quelli presenti al Menti di Castellamare.
La Juve Stabia prova la carta dei lanci lunghi nel finale, ma c'è poco da fare: vittoria che sa letteralmente d'impresa!
Aggiungo una piccola appendice: alla Samp potrebbe anche mancare un rigore per un calcio in faccia di Maury su Fornaroli durante il primo tempo. Piccola notazione rispetto ai grandi avvenimenti della partita, ma bisognava segnalarlo per correttezza. Probabilmente se la Juve Stabia avesse pareggiato o addirittura vinto, non avrebbe rubato niente. Ma una squadra che vuole andare ai playoff DEVE fare queste imprese.

Da Costa 6.5 | Impreciso sul primo tiro di Zito, mette una pezza colossale sul doppio tentativo stabiese Sau-Erpen.
Rispoli 5.5 | Media precisa tra una buona fase offensiva (sopratutto nella prima frazione) ed una fase difensiva in cui vede le streghe per merito di Zito.
Volta 4 | Direi il peggiore se guardiamo il campo e basta. Lascia in gioco Zito per l'1-0 e Sau lo "mata" come all'andata. Campionato tremendo il suo.
Rossini 6.5 | Johnny, il soldato buono, non tradisce mai.
Costa 6 | Mezzo voto in più per l'assist a Icardi. Ed è sceso solo una volta.. pensate cosa poteva fare se avesse osato di più.
Obiang 7.5 | Decisamente il migliore: altra partita da mostro, abbiamo un piccolo Vieira in casa.
Munari 5.5 | Evita l'insufficienza grave solo per il gol, ma è la sua peggior partita stagionale.
Soriano 5 | Male, male. Corre per il campo senza saperne il perché.
Foggia 5.5 | Anche qui media: tra un primo tempo offensivo per chi veste il blucerchiato ed un secondo nel quale fa quel che può con le energie residue che gli rimangono. Mezzo gol di Munari è suo. Ammonito per proteste, mi chiedo chi abbia avuto l'idea di dargli la fascia di capitano.
Fornaroli 6 | Quando si parla di Fornaroli, tocca sempre contestualizzare. Per essere un ragazzo che non gioca una partita intera da Novembre, ha giocato anche troppo bene. Sponde, qualche dribbling, qualche errore, un paio di tiri vicini al gol: va bene così.
Pellé 4 | Spiace dirlo, ma è stato un asino. Non ci si fa ammonire due volte in maniera così stupida normalmente, figuriamoci mentre sei in lotta per i playoff. La società faccia qualcosa.

Kristicic 6.5 | La differenza tra lui e qualunque centrocampista di movimento è stata tremenda: entra in partita alla grande, mi chiedo perché non giochi.
Icardi 7 | El hombre del partido. Prima presenza, primo gol: meglio di così non poteva andare. Speriamo di rivederlo anche più avanti.
Laczko s.v. | Fa il suo nelle mischie finali.

Chiaro che quella di oggi è una giornata fondamentale: una vittoria, ottenuta così, fa paura alle avversarie e fornisce ulteriore sicurezza. Grazie, ragazzi! Ora attendiamo il Pescara dello spettacolo e di Zeman: pronti alla battaglia, ovviamente. Una vittoria potrebbe aprire la porta dei playoff.


Gianni Munari, 28 anni, esulta con Fornaroli dopo il pareggio sul campo della Juve Stabia.


07 maggio 2012

Dai Pazzi ai Pozzi.

Facile il paragone, ma Nicola Pozzi rischia seriamente d'esser esploso. Come successe qualche anno fa a Giampaolo Pazzini. Lo conferma la grande partita del numero 9 doriano contro la Reggina, in un 3-1 casalingo che avvicina la Samp alle zone nobili della classifica, in attesa che il Padova stasera scenda il campo a Torino. Chiaramente, tutti speriamo che i granata facciano il loro dovere, in modo da essere a +4 sui patavini a 3 giornate dalla fine. Ma vediamo quant'è successo a Marassi ieri.

Innanzitutto chiedo scusa per il ritardo del post, ma ieri ero effettivamente a Marassi a vedere la partita. Con i miei occhi, ho visto forse la migliore Samp della stagione, con un 11 iniziale che vedeva due cambi rispetto a Modena: Juan Antonio e Volta per Foggia e lo squalificato Gastaldello. Reggina che si presentava, invece, senza capitan Bonazzoli (ex poco rimpianto) e Nicolas Viola.
Pronti, via e la Samp fa capire che sarà una giornata buona: Renan va al tiro da buona posizione, senza però centrare la porta. La pressione della Samp porta poi al vantaggio al 13° del primo tempo: cross di Eder dopo una gran discesa sulla sinistra, Pozzi tocca e Angella sporca il tiro, facendo così andare in vantaggio la Samp per 1-0. Grande esultanza e, come al solito, la Samp la sblocca quasi subito, rendendo il compito più facile contro una Reggina non esaltante.
Già, perché i calabresi non fanno molto per impensierire la Samp: solo Ceravolo prova a farsi vedere dalle parti di Da Costa, senza per altro riuscire ad impensierirlo. La Samp continua a premere: prima Juan Antonio prova a cercare il gol, con una girata respinta da Berardi; poi Munari salta alla grande Rizzato, mette in mezzo e la palla finisce a Nicola "Bum Bum" Pozzi, che ci pensa un pò e poi batte Belardi sul primo palo. Due a zero e 15° gol stagionale per il bomber blucerchiato: alla faccia di chi lo riteneva inutile alla causa.
Il primo tempo finisce qui ed il secondo non sembra cambiare il proprio canovaccio: al 2', Obiang ruba palla e scarica una botta che Berardi può solo respingere. La Samp colleziona altre due occasioni con Pozzi e Munari, finché lo stesso numero 14 doriano avvierà l'azione che chiude definitivamente i conti: gran lancio per smarcare Pozzi, che s'inventa uno dei gol dell'anno in B, con un sinistro al volo che si insacca sul secondo palo. Tripletta e grande festa: la partita è praticamente chiusa.
Il Doria stile Iachini allora si limita al giro palla e a far trascorrere i minuti. Solo due annotazioni nella parte centrale della seconda frazione: Renan si fa ammonire (un'ammonizione così stupida non può che essere volontaria) e salterà Castellamare per diffida; poi Melara infila, su cross di Rizzato, il 3-1. Finisce così la magica imbattibilità casalinga della Samp, che durava da 711' e dal gol di Paulinho in Samp-Livorno 1-1.
Nel finale, c'è spazio per un'altra occasione di Melara - stoppata da Da Costa - e per un sinistro a giro di Foggia, su cui Berardi smanaccia con mestiere.Al fischio finale, è grande festa: i play-off sembrano davvero vicini.

Da Costa 6.5 | Preparato sull'unica parata che può effettuare. Veste anche la fascia di capitano per la prima volta.
Rispoli 7.5 | Sarà che ero arrivato io allo stadio, sarà la primavera.. ma Rispoli fa un partitone e mostra tutto ciò che non ha fatto vedere nei primi 8 mesi di Samp. La migliore partita stagionale per lui.
Volta 5.5 | Si perde Melara sul gol della Reggina e non aiuta nella fase d'impostazione.
Rossini 6.5 | Preciso e attento.
Costa 6 | Ogni tanto c'è qualche svarione, si limita al compitino.
Obiang 7 | Mostro, anche ieri nel secondo tempo è salito di rendimento. L'assist per il 3-0 è suo.
Munari 7 | Il gioco di prestigio che fa prima di servire Pozzi per il 2-0 è fantastico.
Renan 6 | Mezzo voto in meno per la stupida ammonizione che gli farà saltare Castellamare.
Juan Antonio 6 | Esce dopo mezz'ora per un colpo all'occhio: apparte una girata che impensierisce Agliardi, non aveva fatto granché fino a quel momento.
Eder 6.5 | Il solito stantuffo, ci mette lo zampino nell'assist dell'1-0 per Pozzi.
Pozzi 8 | In netta crescita. Può esplodere definitivamente se gli infortuni smetteranno di frenarlo.

Foggia 6.5 | Entra e per 60' fa le cose giuste sempre. Bene così.
Pellé 6 | Serve per fare la standing-ovation a Pozzi.
Laczko s.v. | Passerella finale.

Devo ammetterlo: vedendola allo stadio, la Samp mi è sembrata la migliore stagionale. Grintosa, corta, tignosa: certo, di gioco spettacolo non se ne parla. Ma forse al tifoso medio non importa. L'importante è che siamo a 38 punti su 18 partite del girone di ritorno: un'infinità. E forse, con un bel colpo esterno a Castellamare, i play-off potrebbero arrivare. Speriamo che Sau e compagnia bella non vogliano ancora qualcosa da questo campionato, altrimenti sarà una partita dura, ma non impossibile. Almeno non per questa Samp.


Nicola Pozzi, 25 anni, festeggia il suo secondo gol con Costa e Rossini.

28 aprile 2012

Largo che arriviamo noi.

Non l'avrei mai detto, ma sono contento: la Samp batte il Bari per 2-0 nella giornata odierna e lo fa con il piglio di chi ha capito come funziona la Serie B. Soffre parecchio nel primo tempo, regalando moli di gioco impressionanti al Bari e mangiandosi anche un rigore; nella ripresa, segna Eder e la partita si chiude sostanzialmente lì, legittimandola con la doppietta del brasiliano. 

E pensare che è passato un intero girone d'andata: proprio 21 giornate fa, Beppe Iachini esordiva a Bari come allenatore della Samp. Lo fece in maniera proprio non decorosa, pareggiando una partita che stava gestendo in 11 vs. 10, con l'aggravante del vantaggio per 1-0; tutt'altra storia oggi. "Water under the bridge", direbbero gli inglesi. Anche perché di tempo ne è passato talmente tanto che la Samp sembra convincente adesso, anche se il mercato di Gennaio ha dato una grossa mano.

La Samp parte all'assalto dei gemellati baresi con un 11 che vede due cambi principali: Da Costa per l'infortunato Romero (che mancherà anche a Modena) e Soriano per Munari squalificato. L'assenza del numero 11 doriano si noterà parecchio nel primo tempo. Per il Bari, solita squadra accorta, che è riuscita a fare una marea di punti fuori casa, segno della capacità di difendersi ordinatamente e poi ripartire da parte della compagine pugliese.
Pronti, via e la Samp, pur soffrendo il giro palla barese, ha la prima enorme occasione del primo tempo: Foggia affronta un difensore in uno contro uno, spara addosso a quest'ultimo, ma la palla arriva a Eder, che non vede Pellé e "serve" Lamanna, che para agevolmente a terra. Con il passare dei minuti, il Bari prende il possesso del gioco e la Samp risente della mancanza di Munari, uno che in Serie B fa girare molto bene la squadra; Obiang sembra perso, Renan è immobile e Soriano si muove molto, ma senza un senso definito alle sue iniziative. Dietro si comincia a scricchiolare, dato che Defendi ha per due volte una buona occasione, senza approfittarne.
La svolta al minuto 30': Obiang azzecca l'unico spunto del primo tempo e serve Eder in uno spazio libero. Ma la corsa del brasiliano viene bruscamente fermata da Borghese, che spinge il numero 23 doriano e si becca anche l'ammonizione. Aggiungo una nota a margine: viste le sue dichiarazioni dell'andata, ero abbastanza soddisfatto.
Ma sul dischetto va Foggia ed il suo rigore, benché decente, serve solo a far esaltare un miracoloso Lamanna, che lo respinge e lascia la partita sullo 0-0. Il finale di tempo è da brividi, perché prima Bogliacino, poi ancora Defendi sfiorano l'1-0 per i pugliesi: all'intervallo, qualche mugugno è anche giustificato, vista la momentanea fuga di Padova e Varese. 
Meno male che all'inizio del 2° tempo cambia tutto: prima Renan spara, Lamanna respinge ed Eder insacca a porta vuota il suo secondo gol in quest'avventura blucerchiata; poi giunge la notizia del pareggio del Grosseto contro il Padova, che riporta la Samp a -2 dai patavini. Ed il risultato rimarrà questo. Anche perché il Bari non sembra in grado di apportare la stessa pressione esercitata nel primo tempo e quindi il massimo creato dagli uomini di Torrente è un destro ciccato di Castillo. A pochi minuti dalla fine, è ancora uno straordinario Eder a prendersi il pallone, saltare Cepellini e battere Lamanna per la seconda volta, chiudendo definitivamente la partita.
Grandi applausi a Marassi: ancora ci possiamo credere.

Alcune considerazioni vanno fatte: la prima è che il Bari ha giocato molto bene, forse è la squadra che più mi ha impressionato a Marassi e per questo faccio i miei complimenti ai pugliesi. Si sono chiusi, ma non arroccati; quando ripartivano, erano anche pungenti. La seconda è che la mancanza di Munari, almeno nella prima frazione, si è sentita pesantemente: spero che non ci sia un calo del genere nelle partite future da parte del centrocampo. La terza ed ultima è che Da Costa non ha fatto rimpiangere Romero: speriamo di non doverci rimangiare queste dichiarazioni.


Da Costa 6.5 | Attento e preciso. Magari un po' attendista sui rinvii, ma fa il suo. 
Rispoli 6.5 | Oggi molto bene: certo, i piedi sono quel che sono. Ma nel secondo tempo salta anche l'uomo e non me l'aspettavo.
Gastaldello 6.5 | Il capitano non ha qualcuno di preciso da marcare, dato che il Bari gioca senza punti di riferimento davanti: quando entra Castillo, lo chiude come si deve.
Rossini 6 | Leggermente in ombra rispetto al capitano.
Laczko 6 | Nel primo tempo, rischia su Defendi; nel secondo, invece, ci mette una pezza.
Obiang 7 | Anche lui soffre nei primi 45', si vede poco. Ciò nonostante suggerisce Eder nell'azione che porta al rigore. Poi giganteggia ed offre una delle prestazioni più belle di quest'anno.
Renan & Soriano 6.5 | Voto in coppia perché hanno giocato in maniera praticamente uguale: meno scarto per la prestazione del brasiliano tra 1°T e 2°T, ma entrambi sono partiti pianissimo per poi esplodere nella ripresa.
Foggia 4.5 | Il voto non è solo per il rigore: De Gregori diceva che i giocatori non si giudicano da quello. Per carità, ma anche oggi non ha distribuito un passaggio buono alle punte.
Eder 8 | Devastante. Nel primo tempo tiene la baracca a galla, nel secondo domina i difensori baresi senza se e senza ma.
Pellé 5 | Finché è stato in campo, non ce ne siamo accorti. Il massimo dell'appariscenza è quando si dispera perché Eder non gliela passa a porta spalancata.

Bertani 5.5 | Non lo vedevamo da un po': neanche il riposo c'ha restituito quel giocatore che avevamo ammirato i primi due mesi di campionato.
Juan Antonio 5 | Un pesce fuor d'acqua: continuo a non vedere nulla del trequartista, al massimo qualcosina della seconda punta. Ma, giocando così, non sapremo mai quant'è valido il ragazzo.
Volta s.v. | Entra per il tipico cambio "iachiniano".

Adesso viene il difficile. Il Padova è in netto calo: nonostante i punti restituitogli per la partita con il Torino, non ne azzeccano più molte. Il Varese, tutto sommato, continua a viaggiare ad un ritmo buono. Sta a noi: martedì si avrà una prova di fuoco, il Modena è probabilmente la squadra che sta meglio in quest'ultimo mese. Anche oggi, tre gol alla Juve Stabia, che fino a adesso aveva messo paura a tutti: sarà un mezzogiorno (e mezza) di fuoco.




Eder, 26 anni, realizza il secondo gol contro il Bari, terzo nel campionato di quest'anno.

25 aprile 2012

La differenza tra noi e voi.

Ho aspettato a scrivere, non volevo farlo sull'onda dell'emotività, sull'onda del fatto che sono un tifoso sampdoriano, sull'onda di un orrore che ti sale pensando che questo è il paese in cui vivi. Ciò a cui abbiamo assistito in quel di Genova domenica scorsa è qualcosa di paradossale (e non nuovo): basta un manipolo di tifosi a fermare tutto. Nel bel mezzo di una sconfitta che ha del clamoroso (4-0 con il Siena), i capi della tifoseria genoana hanno pensato bene di fermare tutto e pretendere che il gioco del calcio s'inchinasse ai loro piedi. O almeno lo facessero i giocatori genoani, fermando lo svolgimento della partita attraverso il lancio di fumogeni e lacrimogeni prima, poi con l'intervento diretto degli esponenti più importanti della Gradinata Nord.
Da lì in poi, il caos ha dominato: la richiesta (esaudita inizialmente) ai giocatori rossoblu di togliersi la maglia, perché non meritavano d'indossarla, visto l'ultimo rendimento del Genoa in campionato; il capitano rossoblu, Marco Rossi, ripreso dalle telecamere con le maglie raccolte stile "lavandaia", pronto a consegnarle ai tifosi e a cedere a quello che è sostanzialmente un ricatto; le lacrime di Mesto, anche se ci sarebbe da piangere su altre cose; ma sopratutto l'incredibile siparietto finale, con Sculli a fare da pacere tra la tifoseria e la squadra, e la ripresa della partita in un clima surreale, che ha visto giocare i 40' finali con un mordente simile a quello di una partita tra scapoli ed ammogliati.
Sembrano esserci tanti errori in questa storia. Tantissimi. Non saprei neanche da dove cominciare.
Innanzitutto, la debolezza dei giocatori: cedere ad un ricatto del genere significa essere schiavi di questo calcio malato, che pretende rispetto sì per i tifosi, ma non attraverso queste manifestazioni. Per altro, questo mette ancora più in evidenza come ci sia un beneplacito di società e/o giocatori verso un certo tipo di tifo, quando invece dovrebbe accadere l'esatto contrario.
C'è da considerare anche il nervosismo dei tifosi, che sta sfociando - a mio modo di vedere - in modo sbagliato: l'anno scorso, in casa Samp, si era tesi verso coloro che erano effettivamente più in luce nelle colpe o negli atteggiamenti; domenica, invece, ho visto gente prendersela con Jankovic, probabilmente uno dei pochi giocatori rinati o salvabili in quest'annata maledetta. Ma è normale: quando subentra il nervosismo, perdi la razionalità.
Un "plauso" anche alle forze dell'ordine: c'è da chiedersi quale ordine stessero osservando. Come sono entrati tutti quei tifosi in tribune piene di famiglie? Perché gli è stato permesso di tutto, tra cui arrampicarsi sul tunnel che porta all'entrata in campo? C'è un detto che fa: "A pensar male, a volte ci si azzecca". E allora mi lancio in questa riflessione: fossero stati studenti disarmati, gente pacifica, manifestatori disarmati, si sarebbe vista tutta quest'ossequio? Probabilmente no e questo fa male allo Stato italiano, ancor prima che al suo calcio.
Infine, il più grosso "applauso" va ai tifosi genoani: è questo il modo di interpretare il calcio? Se uno avesse avuto il telecomando in mano (come lo avevo io l'altro giorno), avrebbe girato un paio di canali su SKY ed avrebbe visto i tifosi del Wolverhampton applaudire la retrocessione dei loro giocatori: non è inneggiare alla sconfitta, ma essere solidali con i propri beniamini fino al 90', se non anche dopo. Invece, in Italia, forse non ce la si fa ad aspettare la fine della partita: meglio fischiare prima, non si sa mai..
Eppure, una cosa - che ha notato solo Preziosi e che invece non ho visto tra le tante manfrine televisive - è che l'esempio Samp non è stato citato da nessuno. Noi siamo una buona tifoseria: non mi lancio nell'ottimo perché ci sono episodi passati che fanno comunque riflettere, come le arance ed i rubinetti a Pagliuca in un Sampdoria-Bologna del 1999. Però l'anno scorso, con tutto quello che ci è successo durante la stagione, si sono viste ben poche cose rispetto allo scenario di domenica scorsa: anzi, nel giorno della retrocessione, fischi a Garrone, ma applausi appena finito il 90'. Non proprio un tifo stra-inglese, ma siamo lì. Almeno c'è stato il rispetto invece della forza, la razionalità prima dell'incazzatura. E sopratutto: non mi risulta che il Genoa fosse in CL o anche in Europa ad inizio stagione; non mi risulta che gli abbiano venduto Palacio a Gennaio; non mi risulta che abbiano perso un derby al 92' che li mandava in Serie B. Perciò, calmatevi. Questo non è più calcio. Speriamo che almeno si sia capita la differenza con voi. E quando dico "voi", non mi riferisco necessariamente al Genoa; bensì ad uno spettro più ampio, al calcio italiano, dove la Samp - almeno per ora - rappresenta un'isola semi-felice. Con tutto quello che c'è stato, siamo stati un mini-esempio. Al modello inglese, manca ancora un po' di strada; ai tifosi genoani, a quanto pare, un continente.


Tifosi del Wolverhampton sostengono la squadra anche dopo la retrocessione di domenica.