21 marzo 2016

Non è finita.

Vi eravate illusi, eh? Pensavamo che fosse tutto fatto dopo i sette punti conquistati nelle ultime tre partite? E invece no, non è finita. La Samp perde in casa 1-0 contro il Chievo (risultato un filo bugiardo), ma dimostra di aver fatto un passo indietro e ora si ritrova nuovamente immischiata nella lotta per non retrocedere.

Antonio Cassano, 33 anni, deludente ieri al Ferraris.

La Samp si presenta al Ferraris dopo le ultime buone uscite, confermando il 3-4-2-1 che così bene sta facendo nella seconda parte della gestione Montella. Cassano e Álvarez rimangono i due trequartisti dietro l'unica punta Quagliarella. Anche Maran non cambia molto: non ci sono Inglese e Pellissier, davanti Meggiorini viene supportato da Birsa e Pepe.
Il Chievo gioca un primo tempo decisamente migliore rispetto a quello dei padroni di casa: Viviano deve subito sventare un colpo di testa di Spolli, lasciato solo da Ranocchia. La Samp risponde con tentativi velleitari da parte di Fernando e Quagliarella, ma sono piccoli segnali della scarsa produzione offensiva dei blucerchiati nel primo tempo.
La beffa è dietro l'angolo: prima Silvestre fa un miracolo in scivolata su Meggiorini lanciato a rete, poi è ancora Viviano a stoppare l'incornata da corner dell'attaccante clivense. Al terzo tentativo, Meggiorini non può sbagliare: il 69 gialloblu mette dentro di testa su cross di Birsa, lasciato solo dalla difesa blucerchiata (Silvestre si sposta su Castro, Ranocchia è stranamente su Birsa).
E potrebbe andare ancora peggio qualche minuto più tardi. Dopo un flebile tentativo di Dodô, finito sull'esterno della rete, Fernando tira giù ingenuamente Pepe in area di rigore. Dal dischetto si presenta Birsa, che tira i rigori sempre alla stessa maniera: angolo in basso a sinistra. Viviano intuisce e para il penalty, facendo un altro miracolo sullo sloveno appena due minuti più tardi.
L'unica reale occasione per la Samp è al 44', quando Quagliarella trova un angolo impossibile per un pallonetto su Bizzarri in uscita: Spolli salva sulla linea. Sul finire del primo tempo, ancora Birsa tenta il 2-0, ma il suo destro finisce di poco a lato. La sensazione è che la Samp non ci sia: la ripresa offrirà (fortunatamente) uno scenario diverso.
Il Chievo rientra un po' scarico, pronto a difendere il vantaggio contro un Doria spuntato. De Silvestri centra la traversa con il suo colpo di testa e i rimpianti cominciano ad accumularsi. Il Chievo ha l'ultima grande occasione al minuto 58: lancio in profondità di Pepe, Moisander è in ritardo su Meggiorini e Viviano deve metterci una pezza con un grande intervento.
Da lì in poi - seppur sterilmente - è solo Samp. I cambi non modificano la sostanza di granché, ma il Doria prova a recuperare lo svantaggio. Bizzarri è miracolo su un altro colpo di testa di De Silvestri, fermato con una gran parata. Al 65' Fernando azzecca l'unico filtrante di tutta la giornata e trova Quagliarella, che però viene chiuso in corner ancora da Bizzarri.
L'ultimo sussulto è nei piedi di un nervoso Soriano. All'88' controlla bene in area, si crea lo spazio di tiro e conclude (purtroppo) in Gradinata Sud dal dischetto del rigore. Meglio va al 94', quando su cross di Muriel, Soriano si crea l'occasione con un semplice stop a saltare l'avversario: purtroppo Bizzarri esce e gli chiude lo specchio, facendo esultare gli ospiti al triplice fischio.

Riccardo Meggiorini, 30 anni, il match-winner della gara.

Viviano 7; Silvestre 5.5, Ranocchia 5.5, Moisander 5; De Silvestri 6, Fernando 5 (dal 35' s.t. Krsticic s.v.), Soriano 5, Dodô 6; Álvarez 5 (dal 25' s.t. Muriel 5.5), Cassano 5 (dal 12' s.t. Correa 5.5); Quagliarella 6 - già pubblicate su SampNews24

Niente, li diamo ogni anno per spacciati e questi si salvano. Il Chievo Verona di Maran, con i suoi 38 punti in classifica, non solo è nella parte sinistra della classifica, ma è probabilmente salvo con sette giornate d'anticipo. La quota-salvezza sembra essersi abbassata, nonostante dietro stiano improvvisamente correndo dopo un girone d'andata sonnolento.
E proprio la classifica dovrebbe preoccupare la Samp: i sette punti tra Frosinone, Hellas Verona ed Empoli hanno fatto respirare i blucerchiati, ma la salvezza - a mio modo di vedere - dista ALMENO altri sei punti. Ci sono gare in cui si possono ottenere le due vittorie necessarie, ma questa partita contro il Chievo è da considerare un'occasione persa.
Intanto dietro non si stanno risparmiando, trasformando la zona salvezza in un pantano pericoloso. Per la prima volta dopo diversi mesi, il Palermo è a oggi retrocesso e il Carpi è fuori dai guai per la differenza reti. La vittoria in casa dell'Hellas è importante per gli emiliani, così come il pareggio del Frosinone contro la Fiorentina non è da sottovalutare.
Ora ci sarà una pausa di due settimane, ma al rientro la Samp avrà tre gare fondamentali per uscire da questo pantano. Non solo importanti, ma anche difficili: al rientro la Samp giocherà a Firenze, poi affronterà l'Udinese in casa (tre punti da conquistare per forza!) e il Milan sempre al Ferraris. La salvezza passa anche da qui, perché non è finita.

Vincenzo Montella, 41 anni, osserva i soliti problemi.

06 marzo 2016

Si respira.

Da quant'era che non si respirava a pieni polmoni? Dopo aver inspirato molta melma (per esser gentili), la Samp riemerge quando serve. Dopo il 2-0 al Frosinone della scorsa domenica, ieri è arrivato un successo molto convincente in casa dell'Hellas Verona. Il 3-0 sta persino stretto alla truppa di Montella, che ha giocato un'ottima gara in un momento fondamentale della stagione.

L'appello dei tifosi blucerchiati per l'Hellas a provarci fino alla fine.

La Samp si presenta a Verona per quello che è uno spareggio a tutti gli effetti. Specie per i padroni di casa, visto che l'Hellas di Delneri deve macinare punti per risalire la classifica. Solito 4-4-2 per gli scaligeri, con l'ex Wszolek sulla fascia destra. Si conferma il 3-4-2-1 in casa Samp, con Montella che schiera Cassano al posto dello squalificato Correa.
I primi 10' degli ospiti sono devastanti. Già al 2' Cassano serve Quagliarella in profondità: sponda per Álvarez, ma il mancino dell'argentino è respinto da Gollini. Poco importa, perché tre minuti più tardi arriva il vantaggio: altra palla di Cassano per Quagliarella, solo in area. Il 27 blucerchiato centra Gollini in uscita, ma sulla respinta al limite dell'area Soriano risolve in rete.
Cinque minuti e arriva anche il raddoppio: brutto errore di Fares su lancio di Christodoulopoulos, con il difensore gialloblu che scivola e lascia spazio a Quagliarella. L'attaccante cerca di saltare Gollini e tira, ma la conclusione impatta sulla traversa. Fortuna che sulla respinta c'è ancora qualcuno, con Cassano che deposita il 2-0 a porta vuota.
La partita sembra ben incanalata, ma l'Hellas non ci sta: subito Siligardi mette in mezzo per Toni, ma Viviano in uscita a valanga sventa il pericolo. Fernando perde qualche pallone sanguinoso, ma per fortuna i padroni di casa sprecano alcune ripartenze (o ci mette una pezza Cassani). La partita sembra calmarsi, ma l'ennesimo colpo è dietro l'angolo.
Al 30', la Samp triplica il vantaggio: De Silvestri mette in mezzo un pallone ben calibrato, Gilberto manca l'intervento e Christodoulopoulos si esibisce in uno straordinario gesto atletico, con una girata in semi-rovesciata dal centro dell'area. Palla nell'angolo e partita sentenziata: il 3-0 sembra veramente una montagna troppo grande da scalare.
Gli ospiti potrebbero ulteriormente arrotondare, con la difesa dell'Hellas che lascia buchi enormi. Prima Helander ferma Quagliarella, poi è lo stesso 27 doriano a sfiorare il palo dalla distanza e a mangiarsi - nel senso letterale della parola - un'incredibile occasione solo davanti a Gollini. Finisce il primo tempo con la sensazione di qualcosa di inedito: un dominio assoluto.
La Samp torna in campo con un ritmo un filo più blando, a gestione del risultato. Tuttavia, ci sono ancora chance per il poker: sfumano contropiedi e occasioni nitide, mentre l'Hellas si sveglia dal torpore con Toni, che però di tacco centra ancora Viviano. Soriano e Cassano provano ad arrotondare, ma non centrano adeguatamente lo specchio.
L'ultimo squillo dei padroni di casa è un destro dalla distanza di Juanito Gomez all'86', respinto da Viviano in angolo. È la resa definitiva, quella che sancisce la chiusura effettiva di una partita forse conclusasi sullo splendido gesto atletico di Lazaros. La Samp sale a quota 31, l'Hellas rimane a 18 (-9 dal Palermo quart'ultimo) e forse deve dire addio alla Serie A.

Vincenzo Montella, 41 anni, con Gigi Delneri, 65, sullo sfondo.

Viviano 6.5; Cassani 7, Ranocchia 6, Moisander 6.5; De Silvestri 7, Fernando 6, Soriano 7 (dal 28' s.t. Barreto 5.5), Christodoulopoulos 6.5 (dal 11' s.t. Silvestre 6); Álvarez 7, Cassano 7.5 (dal 33' s.t. Muriel s.v.); Quagliarella 6 - già pubblicate su SampNews24

Quanto tempo era che mancava una striscia vincente in casa Samp? Da almeno due mesi, quando i blucerchiati superarono Palermo e Genoa al Ferraris a cavallo tra 2015 e 2016. Una doppia clean sheet, invece, non aveva luogo dal marzo 2015, quando la Samp mise a segno tre vittorie consecutive contro Cagliari, Roma e Inter con Viviano imbattuto e cinque gol segnati.
Diciamo che questi sei punti sono arrivati al momento giusto. Le partite contro Frosinone e Hellas erano degli spareggi a tutti gli effetti, se non altro per "ammazzare nella culla" le residue speranze di salvezza delle due compagini. Ora la zona pericolante è a otto punti (il Frosinone ospiterà oggi l'Udinese) e si può respirare un po', dopo tanto patimento d'animo.
La classifica vede ora altre squadre in maggior difficoltà: mi viene in mente il Palermo di Iachini, che fa una fatica incredibile a ottenere risultati e oggi va in casa dell'Inter. Da inizio anno penso che l'Udinese di Colantuono rischi, ma per ora i risultati - di riffa o di raffa - sono arrivati. Certo, perdere in casa del Frosinone sarebbe una bella mazzata per i friulani.
Ora la Samp ha un'occasione d'oro per chiudere il discorso-salvezza. Le prossime due gare saranno al Castellani di Empoli e poi in casa contro il Chievo. Entrambe le formazioni sembrano avere un po' mollato, fermo restando che sono due squadre molto diverse. All'andata furono due pareggi; il ritorno - con due eventuali vittorie - potrebbe chiudere qualunque preoccupazione arretrata.

Antonio Cassano, 33 anni, ieri ha illuminato il Bentegodi con le sue giocate.

15 febbraio 2016

Due feriti e tanti morti (di sonno).

Una volta Gigi Buffon - noto maestro di etica sportiva - ha detto: «Meglio due feriti che un morto». Lo disse a proposito del caso calcio-scommesse, alla vigilia dell'Europeo 2012. Al di là della valutazione sul personaggio, l'impressione è che la paura abbia spinto a questa massima ieri al Ferraris: lo 0-0 tra Samp e Atalanta è stata una gara di paura e noia.

I tifosi della Samp a sostenere la squadra con i cartoncini "Vinci per noi".

La Samp si presenta alla sfida contro la pericolante Atalanta in condizioni migliori rispetto ai bergamaschi, ma comunque difficili: la vittoria manca dal derby del 5 gennaio scorso. Montella conferma il 3-4-2-1 degli ultimi minuti di Roma, mentre Reja punta sul solito 4-3-3 con Pinilla centravanti dal primo minuto.
Il primo tempo è molto blando: un anticipo di quanto offrirà la gara nei 45 minuti seguenti. Tuttavia, nella prima frazione è l'Atalanta a rendersi più pericolosa: prima Gomez tenta di sorprendere Viviano con il sinistro (che però respinge in corner), poi si trova solo su un cross di Diamanti. Fortuna che l'argentino perde il tempo e non stoppa il pallone.
La Samp è tutta in uno squillo di Cassano, un destro da 25 metri respinto da Sportiello. Ci sarà anche un colpo di testa di Correa da buona posizione, ma finirà alto. Gli ospiti andrebbero anche in vantaggio, ma il gol di Pinilla - scattata in posizione irregolare e sfuggito a Ranocchia - viene ingiustamente annullato dal guardalinee.
La ripresa offre un copione ugualmente piatto, ma con la Samp al comando. Grazie alle accelerazioni di Dodô, i padroni di casa creano qualche pericolo. Lo stesso brasiliano costringe Sportiello in corner con un colpo di testa. Il Doria spinge, ma è un'avanzata flebile, mentre Reja decide di coprirsi e aspettare gli avversari.
L'Atalanta della seconda frazione è tutta nel tiro di De Roon al 70', centrale per Viviano. La girandola di cambi permette agli ospiti di abbassare il baricentro, ma non di rendersi pericolosi. I padroni di casa tengono il pallone, ma di occasioni non se ne vedono tante. Qualche mischia con protagonista Ranocchia, ma poco altro.
Al 93' la Samp potrebbe segnare il gol-vittoria con il subentrato Álvarez, ma il colpo di testa dell'argentino su perfetto cross di Dodô è alto, nonostante la porta distasse cinque metri e l'ex Inter avesse preso bene il tempo al suo marcatore. Finisce con l'ennesima gara senza vittoria. Col Frosinone a -2 e con tanta, tantissima noia.

Massimo Ferrero, 64 anni, e i suoi soliti gesti scaramantici.

Viviano 6; Cassani 6, Ranocchia 6, Silvestre 5.5; Ivan 5.5, Fernando 5.5, Soriano 5.5 (dal 40' s.t. Barreto s.v.), Dodò 6.5; Correa 5 (dal 29' s.t. Muriel 5.5), Cassano 5.5 (dal 15' s.t. Alvarez 5.5); Quagliarella 6.

Non so voi, ma guardando la gara di ieri, persino l'Atalanta di Reja mi è sembrata in condizioni peggiori rispetto alla Samp. I bergamaschi non vincono dal 6 dicembre 2015, quando occupavano la parte sinistra della classifica e sembravano avere altre ambizioni. Tutto sembra cambiato adesso, specie dopo le cessioni di Grassi e Denis nel mercato invernale.
Nonostante il Doria abbia incontrato la peggior squadra del campionato per forma e condizione, la partita dei blucerchiati è stata rinunciataria: i tiri in porta sono stati pochi, la pressione quasi inesistente nel primo tempo. Non so quanti (pochi) palloni si sono recuperati, più per imprecisione avversarie che per meriti propri.
Certo è che dopo dodici gare al comando di questa squadra, il quadro di Montella è deludente. Grande tattico (le ha provate tutte), non sembra uno psicologo adatto a far spingere questa Samp. La squadra di ieri - come altre volte - è apparsa poco grintosa, blanda: non una compagine che si sta giocando la categoria, ecco.
E intanto la classifica piange, perché la Samp ha perso quattro punti rispetto al Frosinone terzultimo nelle ultime tre giornate. Mentre i ciociari allenati da Stellone vincevano col Bologna e strappavano il primo successo in trasferta a Empoli (con molta fortuna, ma tant'è...), la Samp continua a non vincere. E soprattutto a non convincere, visto che neanche il 3-4-2-1 ha creato grandi occasioni.
Ora ci sarà la sfida in trasferta contro l'Inter e un Mancini sull'orlo di nervi, specie dopo il recente periodo di vacche magre e il derby perso in malo modo. Tuttavia, la testa dei tifosi (e la mia) va al doppio impegno decisivo per la stagione della Samp: Frosinone in casa, Hellas fuori. Speriamo di evitare qualche sbadiglio e di gioire un pochino di più.

Dodô, 23 anni, a contrasto con Alessandro Diamanti, 32.

08 febbraio 2016

Rimpianti romani.

Un cross, una girata stilisticamente difficile e quella traversa: sul legno della porta difesa da Szczesny s'infrangono le speranze della Samp di agguantare il pareggio a Roma. Il 2-1 subito dai giallorossi non dice tutto: se il primo tempo è stato un pianto, la ripresa ha mostrato che la Samp può (e deve) fare meglio delle ultime giornate.

Alessandro Florenzi, 24 anni, a segno ieri per la Roma.

La Samp si presenta all'Olimpico con l'intenzione di schierare il 3-4-2-1, ma Moisander si fa male nel riscaldamento: Montella mette dentro Barreto e passaggio alla difesa a quattro dal primo minuto. Dal canto suo, Spalletti dispone un universale come Perotti alle spalle dell'unica punta Salah, con El Shaarawy e Florenzi a supporto.
Il primo tempo della Samp fa male a guardarlo. L'unico tiro dei blucerchiati è al 39', quando Correa prova un timido destro. Gli ospiti hanno un'altra grande occasione in contropiede al quarto d'ora, ma Muriel - che dovrebbe detronizzare in velocità il vecchio Maicon - si lancia la palla troppo in là e poi spara alto davanti a Szczesny.
Ben diverso il primo tempo della Roma, incisiva nei primi 20' di fronte alla Samp con il 4-3-2-1. Pjanic ha due occasioni di testa, ma nella prima spedisce a lato e poi centra Viviano. Ci provano Rudiger ed El Shaarawy, ma in generale l'estremo difensore blucerchiato non fa un intervento difficile. La svolta arriva poco dopo.
Dopo un quarto d'ora, Montella sacrifica Ivan da cursore destro, rimette Cassani al centro e torna al 3-4-2-1: all'improvviso, la Roma non trova più spazi. Tutto sembra indirizzato verso lo 0-0, ma l'ingenuità è dietro l'angolo: su una punizione battuta male, la Samp viene presa in contropiede. Sul tiro rimpallato di El Shaarawy arriva Florenzi, che insacca l'1-0 di testa. Da solo.
Non c'è momento peggiore per incassare il gol dello svantaggio. E la Samp rientra male in campo nella ripresa, visto che il 2-0 arriva al 49': El Shaarawy approfitta della mollezza della coppia Fernando-Soriano in disimpegno su un pallone vagante e serve Perotti. Silvestre ha mollato l'argentino e Ivan fa la diagonale tardi: l'ex Genoa batte Viviano per il 2-0.
Sembra finita, ma cinque minuti più tardi la gara si riapre inaspettatamente. Dopo che Pjanic ha sfiorato il 3-0, è lo stesso bosniaco a toccare una conclusione senza pretese di Fernando dal limite dell'area. Quanto basta per spiazzare Szczesny e accorciare le distanze. Con l'entrata di Quagliarella per Muriel, l'inerzia della gara cambia.
La Roma sfiora il terzo gol solo al 72', quando El Shaarawy spedisce fuori il pallone toccato da Ranocchia nel tentativo di fermare di Dzeko. Nel frattempo Montella si gioca anche le carte Álvarez e Cassano, dando alla Samp la possibilità di pareggiarla. All'87' gli scambi tra i neo-entrati portano Cassano in porta, con Szczesny però che chiude lo specchio.
Al 91' è Dodô a provarci, ma il suo destro è troppo centrale. La beffa però arriva al minuto 93: su corner battuto da Álvarez, Cassano amministra il pallone e passa a Dodô, che mette in mezzo: Cassani trova una girata stilisticamente difficile che meriterebbe il 2-2, ma la traversa nega il pari alla Samp e Szczesny - come tutta la Roma - può tirare un sospiro di sollievo.

Wojciech Szczesny, 25 anni, decisivo per la vittoria giallorossa.

Viviano 6; - Cassani 6, Silvestre 6, Ranocchia 5.5, Dodô 7; Ivan 5.5, Fernando 5, Barreto 5.5 (dal 25' s.t. Álvarez 6); Soriano 5, Correa 6.5 (dal 31' s.t. Cassano 6.5); Muriel 5 (dal 10' s.t. Quagliarella 6.5) - già pubblicate su SampNews24

A fine gara, cosa si può dire della Roma? Tre vittorie in una settimana e la gestione Spalletti sembra per ora fare il suo. Tant'è vero che il terzo posto è vicinissimo quando sembrava finita. Certo, la Roma rimane una squadra confusa, insicura, ma almeno ha deciso di giocarsela. Forse stavolta la vittoria è sembrata di troppo, come ha confermato anche Spalletti nel post-partita.
Le fasce del 3-4-2-1 hanno avuto esiti alterni. Se Dodô ha giocato un'ottima partita (aiutato dalla pochezza di Maicon e dalla poca brillantezza di Florenzi), Ivan si è disimpegnato bene dal punto di vista tattico, ma non è un cursore. Non è possibile chiedere a un ragazzo classe '95 con dieci gare di A alle spalle di fare quel ruolo quando ci sono quattro interpreti in rosa.
I cambi nella ripresa invece sono stati incoraggianti: Álvarez sta prendendo sempre più confidenza con il campo, migliorando a ogni ingresso in corso. Quagliarella in mezz'ora ha fatto vedere a Muriel come si gioca da prima punta, contrastando Rudiger e Manolas. E Cassano... beh, con la sua classe il suo quarto d'ora è stato illuminante.
Una cosa si è capita: il 3-4-2-1 (o 3-4-1-2 in caso di rimonta forzata) è la via. Con Quagliarella da prima punta, con Correa sempre in campo, con Soriano da sacrificare nel caso non fosse in forma, com'è successo ieri a Roma. Magari rischiando quel Pedro Pereira che sta marcendo in panchina dopo esser quasi passato al Leicester per nove milioni di euro.
Ora domenica prossima ci sarà la gara contro l'Atalanta: importante, ma non fondamentale. In fondo, Carpi e Frosinone non hanno guadagnato punti, mentre l'Hellas è stato fortunatamente ripreso dall'Inter. Domenica gli emiliani ospitano la Roma, i ciociari saranno a Empoli e l'Hellas affronterà la Lazio. Una vittoria cancellerebbe i rimpianti di ieri sera.

Antonio Cassano, 33 anni, brillante nel quarto d'ora giocato.

04 febbraio 2016

L'ennesima beffa.

Ancora. Altri errori difensivi, altri punti persi. Stavolta fa ancora più male, perché mancava un secondo (e non sto scherzando: 93 minuti e 59 secondi) alla fine della gara. Perché quando si va due volte in vantaggio, bisognerebbe saper gestire tale bottino. Invece la Samp si lecca ancora una volta le ferite e chiude per 2-2 la partita contro il Torino.

Vincenzo Montella, 41 anni, non riesce a vincere con la Samp.

Visto il secondo tempo di Bologna, la Samp si presenta all'importante sfida contro il Torino con il 3-4-2-1: Sala e Dodô sulle fasce, Soriano e Correa dietro l'unica punta Muriel. A centrocampo, è Palombo a sostituire lo squalificato Fernando. Dal canto suo, il Torino si presenta con il solito 3-5-2 con Martinez e Belotti davanti.
Il primo tempo è un festival dello sbadiglio: le due squadre tengono molto il pallone (soprattutto gli ospiti), ma non riescono a creare granché. Il Torino si vede in due occasioni: la prima è di Martinez, la seconda di Acquah in contropiede, ma in entrambi i casi Viviano è pronto e respinge entrambe le conclusioni.
E la Samp? Inerme. Molto possesso come al solito, ma senza Fernando la manovra fatica a costruirsi. L'unico tiro dei primi 45' è una punizione di Correa dai 25 metri, facile per Padelli. In compenso, la sfiga ci vede comunque bene: Sala deve uscire per infortunio e il suo cambio Diakité gioca appena venti minuti, perché si fa male anche lui.
Si rientra dall'intervallo con Christodoulopoulos (strano il suo bernoccolo sulla tempia destra) al posto dell'ex Lazio e Cassani spostato nuovamente nei tre di difesa. I primi venti minuti vedono il Toro amministrare il pallone, con la Samp che continua a non tirare in porta, mentre Zappacosta comincia a prendere le misure a Dodô.
Al 66', però, è proprio il brasiliano a propiziare il vantaggio blucerchiato: su respinta da corner, Dodô rimette il pallone in mezzo, dove Muriel anticipa di testa Gaston Silva e porta in vantaggio il Doria. Sesto gol in campionato per il colombiano, la cui gioia però è destinata a durare appena cinque minuti.
Con l'ingresso di Immobile per Martinez, i granata diventano improvvisamente più pericolosi. Proprio l'ex Siviglia punta Cassani e mette in mezzo, dove Ranocchia liscia il pallone: bucando l'intervento, la palla finisce a Belotti, che uccella tutti e segna l'1-1. Grande beffa, ma la partita si accende quando meno te l'aspetti.
Se Correa salta tutti e poi spara alto davanti a Padelli, Immobile frega Ranocchia un'altra volta: per fortuna, Viviano in uscita arpiona il pallone dai piedi dell'attaccante avversario. All'83', la Samp riesce ad andare nuovamente in vantaggio. Ancora Dodô protagonista, che recupera il pallone: Muriel serve Soriano, che batte Padelli con un destro da fuori area.
Sul 2-1, la priorità sarebbe gestire la palla, ma la Samp (impaurita) non fa altro che buttarlo in avanti. All'88' Soriano ha un'altra chance per chiuderla, ma il suo sinistro è largo. Viviano, visibilmente dolorante, gestisce male il pallone: il rinvio finisce al Toro, con Immobile che mette in mezzo. Moisander si dimentica Belotti e il Gallo incorna di testa il definitivo 2-2. Che beffa...

Fabio Quagliarella, 32 anni, alla prima da blucerchiato per la seconda volta.

Viviano 5; Cassani 6, Ranocchia 5, Moisander 5; Sala 6 (dal 24' p.t. Diakité 5 | dal 1' s.t. Christodoulopoulos 5), Palombo 6, Ivan 6.5, Dodô 6.5; Soriano 6.5, Correa 6 (dal 33' s.t. Quagliarella s.v.); Muriel 6 - già pubblicate su SampNews24

Eh, niente: siamo da capo. Le ingenuità difensive continuano: anche i due gol di oggi sono un regalo. Se facessimo una retrospettiva sui 41 gol subiti dalla Samp (e la farò a fine anno, ma i gol saranno di più...), almeno il 75% sono regalati in maniera gratuita. E qui arriviamo a quella che è stata la discussione principale del post-partita.
La colpa è veramente tutta di Viviano? La gente si è scagliata contro di lui per una gestione ingenua del pallone. Ed è vero: avrebbe potuto fare ben altro. Ma tra il suo rinvio, lo stop di Gaston Silva, il passaggio per Immobile e il cross per Belotti passano 15 secondi. Poteva succedere di tutto. Tipo Moisander che marca il suo avversario, per dire...
Il Torino, invece, è forse LA delusione di questo campionato. Visto il mercato estivo, mi sarei aspettato di vederlo a ridosso delle prime sei. Ha almeno 6-7 punti in meno di quanti me ne aspettassi. E Ventura non sembra trovare la soluzione a un'apatia che la squadra granata ha mostrato anche in questa gara.
La classifica recita che la Samp può comunque sorridere: il Frosinone ha vinto contro il Bologna, issandosi a quota 19, ma il Carpi - stessi punti - ha mancato di poco il pareggio a Firenze, con Mauro Zarate che ha deciso la gara. Vedere lo stadio esultare al gol subito dal Carpi, però, rende la paura che circola nella Genova blucerchiata.
La paura della B, perché i prossimi impegni saranno decisivi. Tralasciando la partita contro la Roma all'Olimpico di domenica sera, in seguito la Samp se la giocherà con Atalanta, Inter, Frosinone e Hellas. Quattro partite da cui passerà la salvezza dei blucerchiati, specie contro ciociari e scaligeri. A meno che l'ennesima beffa non sia dietro l'angolo.

Luis Muriel, 24 anni, al suo sesto gol in campionato.